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Back where it all began! A Porto Pollo, nel 2012, ho sperimentato le prime planate, che mi hanno reso definitivamente dipendente dal Windsurf. In questo ponte del 25 aprile 2017, è stata la prima tappa di un bellissimo nuovo tour in questa magica terra che è la Sardegna.

Viste le migliori previsioni, scartata la Francia del Sud che avrebbe richiesto continui e consistenti spostamenti alla ricerca del vento, giovedì 20 mattina ho prenotato casa e traghetto, e sono scappato in Sardegna. Ad aspettarmi Davide (bxr), là con amici, con previsione di fermarsi fino al 30 aprile (beato lui). Inoltre, nel forum di waterwind.it, aveva annunciato la sua presenza anche Angelo. Mi sono imbarcato da Livorno alle 22,00 di venerdì, alla volta di Olbia.

Sabato mattina, alle 7,00, la Sardegna ci accoglie con un'aria frizzante (9°C), ma con un bel cielo blu, e con i magnifici colori e panorami di questa terra. E' previsto vento di ponente, sui 20 nodi (windifinder e windytv).

Sulla strada, ci incontriamo con Davide e gli amici a Palau (che io non avevo ancora visto, e che si rivela molto gradevole); mi portano in una mitica pasticceria napoletana, che sforna delle buonissime paste. Rifaccio colazione per la seconda volta.

In questo periodo, Palau è molto godibile. C'è poca gente, atmosfera rilassata, e clima magnifico. Prima di dirigermi a Porto Pollo, vado in un negozio di alimentari a farmi fare, per pranzo, il primo di una serie di panini con crudo sardo e pecorino, che saranno il valore aggiunto delle giornate.

Preso possesso dell'appartamento a Barrabisa, mi dirigo al parcheggione di Porto Pollo presso lo Sporting Club Sardinia, in modo da avere la possibilità di uscire sia tra il chop della baia di Coluccia, sia nel piatto della vera e propria baia di Porto Pollo (leggi la recensione dello spot di Porto Pollo). Sul posto ci sono già un buon numero di turisti (soprattutto tedeschi, svizzeri, e qualche francese), ma la situazione, anche qui, è più che ragionevole.

Davide, e l'amico Jonhatan, vengono anche loro a Porto Pollo, gli altri vanno a Coluccia/Porto Liscia.

La baia di Porto Pollo è sempre un colpo d'occhio mozzafiato.

 

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L'anemometro dello Sporting segna vento medio sui 15 nodi, con raffiche fino a 27. Preparo la "nuova" arrivata del mio set, la Tabou 3S 106 LTD 2013, con pinna freewave da 29 in G10, ma anche la altrettanto "nuova" Fanatic Triwave 86 2013, settata a thruster. Porto pollo è uno spot sicuro e voglio fare un po' di test. Dopo un ultimo rilevamento con il mio anemometro (vento medio sui 20 nodi, raffiche a 26), decido di preparare la Ezzy Elite 4,7 2015 (4 stecche).

 

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Optiamo per uscire prima sul lato di Coluccia, per beneficiare di qualche ondina per saltare. All'inizio della mattinata, in realtà, c'è un chop di meno di mezzo metro; poi, il mare monterà.

Davide esce con Goya One 95 e la "nuova" North Sail 4,7 Idol.

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Entrati in acqua, ci rendiamo conto che il vento è bello teso, e siamo a tratti sovrainvelati con la 4.7. Si surfa in un breve tratto di mare, con bordi corti tra la spiaggia della Coluccia (prima di partire, ci siamo portati un po' sopravento), e l'Isola dei Gabbiani, dove l'acqua si spiana leggermente. In caso di problemi, si spiaggia immediatamente nel tratto di bagnasciuga sotto vento. Il panorama, come di consueto, è affascinante, con il piacere di surfare nell'acqua della Sardegna. La presenza di surfisti in acqua è ragionevole; i kiters sono molto sopra vento.

Il vento non si presenta molto stabile, con salti di direzione e di intensità non banali; il piano d'acqua ne risente, diventando progressivamente sempre più disordinato, con un'onda che verso la fine della mattinata, è veramente incasinata: chop anche di un metro, ripido, improvviso, e non molto godibile, se non per qualche salto occasionale.

Il Tabou 3s si conferma un'ottima tavola anche in queste condizioni. Tiene bene il mare, è veloce, e mi consente di sperimentare molto in manovra, per capire i movimenti migliori. In particolare, in power jibe gira con un raggio molto regolare. In virata veloce, entra nel vento velocissima. La pinna freewave da 29, presa in prestito da un Fanatic freewave 105, però, non mi convince. La posizione della scassa della pinna mi sembra già molto appopata, e, quindi, secondo me, la tavola non gradisce una pinna con un centro di deriva troppo appoppato. Con la pinna del Fanatic, mi sembra che la tavola risulti più instabile. Cercherò una pinna da 26-27 (quella di serie è da 32), con una curvatura meno accentuata (es. modello Soul Danilo Lanteri), come è, del resto, quella di serie. 

Dopo una prima ora abbondante, faccio una sosta per mangiare il panino (entrato in acqua, il sapore misto in bocca di pecorino ed acqua salata sarà una vera libidine...). Poi, rientro in acqua, con il Fanatic 86, deciso a provarla. Provare una nuova tavola dà sempre delle emozioni. Da notare che il vento, ormai, è entrato bello tosto su tutto lo spot, e sarebbe più giusta la 4,2 (ma la voglia di cambiare, come al solito, latita...).

In queste condizioni, anche se non sono assolutamente condizioni wave, il Fanatic va meglio del 3S, direi non tanto per lo shape, quanto piutttosto per il volume inferiore. Ma quello che mi interessa testare, oggi, è in primo luogo la capacità di tenere la rotta e bolinare, e di entrare rapidamente in planata della tavola, caratteristiche che sono necessarie negli spot (tanti ahimè) con vento onshore, e soprattutto indispensabili per perdonare i miei tanti errori in manovra (soprattutto con un volume così ridotto), che mi portano a scarrocciare. La tavola mi piace da subito. Soddisfa bene i suddetti requisiti, e mi offre i vantaggi, in termini di manovrabilità, di una tavola wave di volume ridotto. Ovviamente, è necessario lo stance avanzato, per farla planare prima, per non andare in spin out, e risalire meglio.

In ogni caso, dopo un'altra oretta, anche con la Fanatic le condizioni diventano poco divertenti, sia per il vento poco stabile, ma soprattutto per il piano d'acqua assurdo, ed indecifrabile. Io mi porto il 3S nella baia di sottovento, sempre con la 4,7. Davide, accusando anche la stanchezza del viaggio di notte in traghetto, decide di finire la sessione.

Nella baia di sottovento, trascorro un'altra ora abbondante. Acqua piattissima, vento di intensità uguale a quella di sopra vento, con raffiche belle cattive, e velocità assurde... Entro certi limiti (legati alle condizioni instabili del vento), è buona per esercitarsi in manovra. Provo continuamente a perfezionare la power jibe, e la fast tack, ed inizio ad introdurre quelle che saranno le manovre obiettivo di quest'anno: hely tack, e duck jibe.

Ad un certo punto, in acqua becco Angelo in mezzo alla baia, che nuota contro vento, avendo rotto l'albero. Cerco di spiegargli che farebbe meglio a nuotare al traverso del vento (farebbe meno fatica), ma il miraggio della spiaggia più vicina sopra vento lo fa insistere (alla fine la raggiungerà, ma solo perchè il vento non è costantemente forte, e c'è zero onda, altrimenti.....).

Intorno alle 16,30, anch'io pongo termine alla giornata, essendo stato in acqua oltre tre ore.

Il giorno dopo vado a provare la Coluccia, sperando che il vento sia più disteso. Le previsioni danno ancora ponente, ma meno forte (max 20 nodi). Prima di entrare in acqua, assisto ad una regata di un gruppo folto di partecipanti, con windsurf e vele, classe Windsurfer.

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Entro in acqua con la Tabou 3S e la Ezzy Tiger 5,5. La qualità del vento per la maggior parte del giorno risulterà cattiva. Solo rafficoni, in alcuni momenti più duraturi, in grado di farti attraversare tutta la baia in planata, in altri in grado di farti tenere la planata per non più di 100 metri. Ne approfitto ancora per manovrare, anche se in queste condizioni, si arriva alla manovra già stanchi per le continue correzioni per mantenere la planata. La baia è molto suggestiva, ed andare a manovrare a pochi metri dalla riva (lato scuola windsurf), in un'acqua di una trasparenza assoluta, è uno spettacolo. Ciò nonostante, dopo due ore sono esasperato dalle condizioni, e decido di dedicare il pomeperiggio ad esplorare il paesaggio e gli spot della costa sotto Santa Teresa.

Devo riconoscere che dopo questa nuova visita, ho un po' ridimensionato Porto Pollo/Coluccia, che, almeno, con ponente, offrono un vento di qualità non ideale (troppo instabile, soprattuto se non forte); da verificare con Maestrale e Grecale (ma alcuni mi dicono che non cambia molto). Con ponente, non ho ancora provato ad uscire nel punto dove c'è l'MB Procenter. Forse lì il vento si distende meglio. Va chiarito che, per i principianti, o per chi è agli inizi, rimane sicuramente uno spot ideale per imparare (anche con vento rafficato), perchè consente di uscire con vento forte in piena sicurezza, e scegliere se uscire con acqua piatta o chop.

Nel pomeriggio, mi dirigo verso la spot di Marina delle Rose (40 minuti da Porto Pollo), di cui ho sentito parlare molto bene, e che offre condizioni wave interessanti. Lo spot si trova, per la precisione, nella spiaggia di Lu Litarroni-Naracu Nieddu. Arrivato sul posto, non posso che rimanere incantato dal panorama: una baia piuttosto ampia, di sabbia chiara, con lo sfondo delle colline coperte dalla macchia mediterranea, e qualche scoglio semi affiorante, disseminato ai lati della baia. Pochi turisti passeggiano sulla spiaggia. Ci saranno una decina di nodi di ponente, e lo spot non sta lavorando, ma sono intuibili le fantastiche condizioni che può offrire. Assolutamente da provare!

 

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Di ritorno verso Palau, visito anche la famosa Cala Pischina, dove l'anno scorso, si è svolto il campionato italiano wave, che appare subito più impegnativa (poca sabbia, e rocce ovunque).

 

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Ma, soprattutto, mi colpisce la spiaggia di Rena Majore, poco più a Nord. Anche qui il colpo d'occhio è magnifico. La Sardegna è un posto da pazzi, e, vedendo questi scenari, non ci si può che ammalare di mal di Sardegna....

Già con 10 nodi di ponente, a Rena Majore si alzano delle barre lisce e regolari di un metro, spettacolari. C'è, però, un gruppo di scogli a centro baia, che probabilmente richiede attenzione. Anche questo è uno spot da provare (come Santa Liberata, poco più a Nord).

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Dopo queste meraviglie, rientro a Porto Pollo. L'indomani mi aspetterà un'uscita memorabile con lo Scirocco a San Teodoro. Ma questo ve lo racconto nella prossima puntata.

Aloha. Fabio

 

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Il video della giornata

 

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