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Je adore Le Brusc.... Giornata da incorniciare quella di sabato 20 maggio in terra francese. Siamo usciti a Le Brusc, che si è confermato uno spot fantastico, e ne abbiamo approfittato per assaggiare, finalmente, la mitica Coudouliere.... Vento prima da 4.2, poi da 3.7....

Dopo l'allenamento di venerdi a Hyeres (leggi report), sabato abbiamo deciso di sfruttare la seconda giornata consecutiva di Maestrale in Francia, e siamo andati a Six Fours Le Plages. Due gli spot papabili in questa zona: la mitica Coudouliere, vero spot wave, o la vicina spiaggia di Le Brusc (leggi la recensione della Coudouliere, e quella di Le Brusc). Verso le 9,30 eravamo già sullo spot della Coudouliere a perlustrare la situazione. Neanche a farlo apposta, becchiamo immediatamente i mitici bresciani Andrea Guerzoni, Mirco Costa, ed un loro amico di Trento (di cui l'Alzheimer non mi consente di ricordare il nome....), in trasferta giornaliera sullo spot!!!!

 

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Valutiamo le condizioni dello spot, che mi sembrano abbordabili: vento da 4,7 (intorno ai 25 nodi), ed onde ancora ragionevoli. Anche la direzione da NW sembra ideale. A me piacerebbe provare lo spot (che in occasione della trasferta di gennaio era troppo impegnativo). Davide (mio compagno di merende di questa due giorni francese), tuttavia, è titubante.... Non mi piace forzare le persone, e, soprattutto, non voglio avere sulla coscienza danni alle persone o all'attrezzatura dei miei compagni di merende (anche se si dovranno abituare...., in quanto d'ora in poi, la mia frequentazione degli spot wave al mare aumenterà; per il piatto ci sono i laghi).

Andrea mi dice che posso raggiungere la Coudouliere anche da Le Brusc (lui riuscirebbe ad arrivarci in giornata anche dal Prà de la fam....). Ed, allora, decidiamo una soluzione di giusto compromesso: andiamo a Le Brusc, dove faremo la nostra sessione, ma con la possibilità, per me, di venire ad assaggiare anche la Coudou (e sarà una prima esperienza, per me, fantastica).

A Le Brusc, siamo fortunati e riusciamo a parcheggiare proprio nel parcheggio a ridosso della spiaggia. Lo spot è proprio comodo: spiaggia di sassolini di 100 metri circa; si esce sotto vento ad una scogliera frangiflutti, in acqua piatta, e con vento side. Poi, al largo onde per tutti i gusti.

 

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Anche oggi, il vento non sembra mancare, e rispetto al sopralluogo fatto alla Coudou sembra già aumentato (media già superiore a 25 nodi). Va beh, la 4,7 starà a riposo anche qui, e la Ezzy Tiger 4,2 sarà la mia fedele compagna della sessione. Considerato che andrò alla Coudou, preparo anche oggi il Fanatic Triwave 86 TE, in assetto thruster. Davide prepara Tabou 3s 96 e Point 7 4,7 e 4,2. Indosso una muta 5/3 (la 4/3 è ancora bagnata dal giorno prima), e metto il casco...

 

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Appena entro in acqua (poco dopo le 10,00), inizia il divertimento. Il primo bordo mure a sinistra in uscita lo faccio con una certa attenzione, in quanto essendo ancora in prossimità della riva, dopo l'ampia spiaggia subito a Nord (altro possibile punto di uscita, ma oggi ci sono i galleggianti a delimitare l'area di balneazione), si passa sopra una zona di bassi fondali rocciosi, di fronte ad un promontorio. Guardo un local, davanti a me, che passa di lì senza problemi, e lo seguo. Valuto circa 1 metro di acqua sul fondale (indicativo, perchè c'è onda), e capisco che si può passare (anche se forse sarebbe meglio fare un paio di virate, e guadagnare più acqua sopra vento, nei primi bordi).

 

 

La prima parte della sessione è stupenda. In primis, la 4,2 è perfetta. Soffre solo in qualche breve calo di vento, ma prevalentemente è giusta. Lo spot è meraviglioso: panorama magnifico, acqua dai colori bellissimi, una giornata di sole stupenda, temperatura sui 20 gradi (al vento; di più al riparo). Ma soprattutto, il piano d'acqua è assai più bello e divertente di quello di Hyeres del giorno prima: non un chop assurdamente disordinato, ma treni d'onde regolari, progressivamente di altezza crescente procedendo verso Nord (direzione Coudouliere), spesso ripide e surfabili o saltabili già a qualche centinaio di metri di distanza dalla spiaggia di Le Brusc (dove c'è la scuola di windsurf). Se, invece, si bordegggia verso sud, verso la laguna, essendo protetti dall'Ile des Embiez, l'acqua si spiana. Insomma, è uno spot perfetto per tutti i gusti, e quasi alla portata di tutti (alcuni principianti bordeggiano con tavole grosse, rimanendo, però, vicino al punto di uscita).

Mi diverto a provare e riprovare le manovre. La strambata entra con percentuale accettabile, almeno mure a sx, mentre la virata, sul wave 86, non ne vuole proprio sapere, e richiede che ci lavori ancora parecchio, magari seguito da qualche valido istruttore (Gigi Colombo in autunno in Brasile?). E' anche facile saltare, in quanto l'onda è prevedibile, ripida il giusto, ed il vento leggermente side rispetto ad essa.

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Una volta scaldato il motore, e constato che tutto è perfetto ed io mi sento bene, decido di andare alla Coudouliere. Vi dirò subito che i primi bordi alla Coudou sono stati una delle più belle emozioni fin qui provate da quando vado in windsurf (ormai 10 anni).

Ci arrivo in una decina di minuti circa, facendo una virata e tre bordi. Arrivato sul posto, sono emozionato. L'onda è chiaramente più grossa, anche al largo, dove ci sono ondone ripide per ora intorno ai due metri e mezzo, quasi mai frangenti. Sono piuttosto lisce e regolari. Tengo d'occhio la famigerata scogliera del porto della Coudou, dove molti hanno fatto naufragio. Sarò ad almeno 100-150 metri sopra vento, e mi sento sicuro. Continuo ad essere invelato in maniera perfetta, e la Fanatic tiene il mare alla grande. Incrocio Andrea Guerzoni in acqua, che mi urla per chiamarmi, ed anche questo mi dà la carica...

Ma se voglio andare a prendere l'onda da surfare sotto il promontorio, devo scendere sotto vento, ed avvicinarmi alla costa. Così, inizio ad assaggiare lo spot, con una lunga graduale poggiata, e con alcuni bordi inframezzati da strambate. Finalmente, entro nella zona dove si surfa: godo ancora adesso a descrivere la sensazione.... In acqua, ancora non c'è tanta gente in questo punto (una decina di windsurfers - saranno le 12,00 circa). Guardo il lip delle onde dietro di me, cerco di pompare, prendere velocità, e cogliere il timing giusto per surfarle. In qualche caso, ci riesco. Apro la vela, poggio, imposto un simil bottom (probabilmente, dovrei sdraiare la vela di più in acqua), e provo la meravigliosa sensazione di scendere dall'onda. Purtroppo, il più delle volte, mi capita di trovarmi come se non avessi più vento...., mentre sono in poppa piena. Mentre adesso scrivo, mi viene in mente, che il vento di velocità che viene da prua scendendo dall'onda, compensa o annulla quello reale che viene da dietro, determinando un vento apparente quasi nullo. Devo imparare a gestire questa situazione, perchè in acqua mi disorientava, e mi faceva cadere. L'altra cosa, che sicuramente devo imparare ancora bene, è cogliere il timing giusto per partire sull'onda, perchè spesso me le faccio passare sotto, ed, a volte, parto solo su quella dopo rispetto a quella puntata (che talvolta finisco per droppare - tranquilli ho sempre verificato prima che non ci fosse nessuno in zona).

Le prime waterstart in questa zona mi rassicurano, in quanto, pur vedendo dei discreti muri (un paio di metri), arrivarmi addosso, mi rendo conto che non sono condizioni tali da portarmi via l'attrezzatura, e riesco a fare la waterstart in pochi secondi (cado già pensando a doverla fare). Inoltre, a differenza di altri posti, non sto lì ad incantarmi, e cerco di salire a razzo sulla tavola. Infine, sotto vento a questa zona, c'è un'area di fondale basso e roccioso, proprio sotto il promontorio, dove però il mare è piuttosto spianato (avendo l'onda rotto prima). Insomma, le condizioni sono fattibili per me.

 

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Riparto mure a dritta, esco di nuovo al largo, e bordeggio per guadagnare acqua. Anche questa operazione mi dà sicurezza, in quanto mi rendo conto che risalgo bene senza problemi. Devo dire che le onde fanno più impressione qui al largo, che sotto riva, in quanto sono delle belle montagne che avanzano verso la costa poderose. Sono dei veri trampolini. Su una di queste, stacco un salto di alcuni metri (3? 4? comunque, sicuramente il più alto fatto in vita mia), con un volo perfetto, con la vela aperta a fare bene da ala, e la tavola che vola orizzontale, per atterrare con la poppa. Goduria totale ....

 

 

Ritorno più volte sotto il promontorio, alla zona delle onde surfabili, riscuotendo successi ed insuccessi simili a quelli sopra descritti. Con vento fino alla 4,2, la Coudouliere sarà per me una bella palestra dove imparare il waveriding. La mattina presto, soprattutto, il vento è un po' meno forte, e c'è meno gente in acqua, e, quindi, le condizioni sono ideali. Ho ancora stampata in mente l'immagine di un rider che scende un'onda bella ripida, e si rende conto di avermi davanti, mentre eseguo una waterstart per ripartire, ma capisco subito che ha tutto lo spazio per evitarmi. 

Spero presto di aver occasione di tornare con vento orientato più da NW che è ancora meglio per surfare (oggi è da W). L'onda è bella da surfare anche di fronte alla spiaggia ed al promontorio subito a sud del Porto della Codou, ma qui vedo delle schiume a riva poco rassicuranti, e, temendo qualche scoglio sommerso, non mi azzardo ad avvicinarmi troppo alla costa.

Dopo una bella mezz'ora alla Coudouliere, ritorno verso Le Brusc. Qui, le condizioni rimangono divertenti. Vado avanti a piazzare salti, e strambate (con alterni successi). In una strambata mure a sinistra cado, e quando alzo la testa, mi ritrovo la sagoma enorme del traghetto uscito dal porto di Le Brusc, che mi punta preciso, a circa 50 metri di distanza. Mi sbraccio per segnalare la mia presenza, e mi rendo presto conto che il pilota mi ha visto, e devia la rotta per evitarmi. Ringrazio e saluto.

Dopo un paio di ore che sono in acqua, il vento aumenta e diventa anche oggi forte e cattivo (anche se ancora abbastanza stabile, senza salti di intensità eccessivi). La 4,2 non è più facilmente controllabile. Esco dall'acqua, anche per mangiare qualcosa, e fare un po' di foto e video. Noto un ragazzo che fa freestyle vicino a riva con tavola Jp e vela Neil Pryde, e gli faccio alcune foto/video. Ci conosceremo poi a terra. Si chiama Stefano, è di Milano, e mi conferma di preferire anche lui Le Brusc a Hyeres.

 

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A terra becco Davide, anche lui passato alla 4.2...

Mangio pane e cioccolata, cazzatina di caricabasso alla vela (ma avrei dovuto sventarla di più....o armare anche oggi una 3.7), e rientro in acqua alle 12,30.

Mi sento bene in forze, decido di puntare direttamente alla Coudouliere, che raggiungo in un solo bordo, in pochi minuti. Ma si rivela un errore. Il vento, ora, è aumentato molto, e la 4,2 è faticosa da tenere. Il mare è montato, ed è bello grosso, soprattutto fuori, dove ora ci sono ondone alte un albero circa. Causa sovrainvelatura, sono risalito molto. Provo a scendere per andare a surfare le onde sotto il promontorio, ma poggiare in queste condizioni è dura, e non mi consente di bordeggiare in controllo. Effettivamente, con vento da NW e non da W, lo spot deve essere più divertente.

Dopo 20 minuti circa, capisco che è meglio battere in ritirata, prima di arrivare al limite, perchè sto facendo troppa fatica, e combino poco.... In queste condizioni (ci saranno circa 35 nodi), per me la Coudouliere è ancora troppo tosta, e devo prima fare un po' di gavetta in condizioni/spot più abbordabili. Anche venire via dalla Coudouliere, non è proprio banale, in quanto il vento, al ritorno verso Le Brusc, è forte e sfavorevole come direzione, e mi porterebbe verso il promontorio a sud del porto della Coudou. Devo bordegggiare un po' per portarmi al largo, tra onde belle grosse, sovrainvelato, ed anche con una corrente che spinge a riva niente male. Ma, alla fine, riesco a raggiungere Le Brusc, dove le condizioni sono toste, ma gestibili. Purtroppo, ho consumato molte energie in questa ulteriore ora in acqua, e praticamente la mia sessione può considerarsi finita. Torno a riva, dove mi riposo chiacchiero, e mi metto a fare un po' di belle foto con la Reflex. Lo spot è affollato (è sabato), ma, a parte un po' di casino al parcheggio, non ci sono problemi di convivenza. I colori sono bellissimi e vengono belle foto (vedi link alla gallery a fondo pagina).

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Rientrerò in acqua verso le 13,30, per una sorta di photoshooting personale, per il quale ringrazio Davide. Ma ho poche energie residue, e rig grosso. Esco quasi subito. Può bastare così. La giornata è stata di grande soddisfazione, e, dobbiamo anche ritornare a Monza.

Prima di andare via ripassiamo dalla Coudouliere, dove becchiamo gli amici di Brescia, a fine sessione (sono rimasti in acqua veramente tanto!), che si preparano per tornare a casa (mitici). Noi andiamo sopra il promontorio a scattare le foto (vedi link alla slidegallery a fine articolo). Lo spot è ora molto affollato, e lo spettacolo è suggestivo. In acqua, come sempre l'Enfant prodige locale Loick Lesauvage, che, stavolta, si allena in qualche aerial. Diventerà sicuramente un grande campione.

 

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Vedendo lo spot dall'alto, però, le condizioni non sembrano perfette. Al di là del vento side, sotto il promontorio sembrano arrivare per lo più schiume, e le onde rompono 50-100 metri più al largo. Comunque, rimane sempre un posto unico.

 

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.....Andiamo via con la voglia già di tornare qui, consapevoli di aver vissuto una trasferta unica.

 

Buon vento. Fabio

 

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Cliccate qui, per vedere la slidegallery delle foto fatte a Le Brusc con la compatta.

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Il video girato a Le Brusc

 

Il video girato a La Coudouliere

 

 

 

 

 

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