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Maestrale da 3.7 a Hyeres, venerdì 19 maggio 2017. La Madrague è stata la prima tappa di una trasferta di due giorni in Francia molto fortunata.

Era dall'ultima incursione in Sardegna del ponte del 25 aprile scorso, che non mi sparavo giornate intere di windsurf, con vento bello teso, e planate interminabili. Il Maestrale in Francia è una garanzia, e quando chiama bisogna ubbidire!

Liberatici del solito traffico delle 8,00 di mattina di Milano, Io e Davide (Dav3), venerdì, abbiamo fatto rotta verso la zona di Hyeres/Six Fours. La scelta se puntare sull'una o l'altra località è stata presa a metà giornata, in viaggio, quando ci siamo resi conto che, se avessimo puntato alla Coudou o a Le Brusc, saremmo entrati in acqua non prima delle 16,30.

Così, ci siamo diretti a Hyeres, e per la precisione a La Madrague, dove in genere il vento entra un po' meglio che all'Almanarre (che, peraltro, ha talvolta uno shorebreak un po' antipatico).

Le previsioni del vento erano ottime: direzione da Ovest pieno (Hyeres in queste condizioni lavora meglio che con NW), con media sui 20-25 nodi. In realtà, le previsioni hanno sbagliato nella stima dell'intensità del vento, risultato in effetti sui 30 medi, con raffiche cattive, anche sopra i 35 nodi.

Arrivati sullo spot, abbiamo subito goduto del meraviglioso panorama del posto, ed anche di una certa tranquillità, essendo venerdì. Inoltre, rispetto ad alcune uscite invernali, è stato bello percepire la temperatura ormai mite (25-26 gradi al riparo dal vento, 19-20 nelle zone esposte).

 

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Perlustrando la spiaggia, e facendo qualche misurazione con l'anemometro, ci siamo subito resi conto della reale intensità del vento, con 28 nodi medi rilevati, e 33 sulle raffiche. Quasi subito, quindi, decido di lasciar perdere la 4,7 e di armare la 4,2, magari senza sventarla troppo.... Preparo il Fanatic Triwave 86 TE 2013, settato a thruster (voglio provarlo così in condizioni onshore). Davide prepara una Point 7 4,7 (pesa 78 kg), e due tavole: Starboard Kode 82 (con assetto single fin), e Tabou 3s 96, con pinna Maui X-Wave 25 cm (che mi deve far provare...). Finalmente, muta 4/3 mm, niente guanti, niente calzari, nè cappuccio (non metto neanche il casco).

Becchiamo il local di Hyeres.... Ivo Buffo, in arte Mistral Ivo...., che è appena uscito dall'acqua, e mi dice che che fa fatica a tenere la 4,2 (e lui pesa più dei miei 70 kg....). Inizio ad avere un presentimento...., ma comunque entro....

Iniziamo la nostra sessione verso le 15,30. In breve, il vento è proprio bello teso, e la 4,2 sulle raffiche a 35 nodi e passa (ahimè frequenti) è decisamente grossa. Resisto per un'oretta. La planata non è sempre in pieno controllo come piace a me (bisogna frequentemente variare l'assetto per depotenziare il rig in andatura), ma non è il problema principale. La sovrainvelatura fa sentire i suoi effetti negativi soprattutto in manovra (più difficile strambare con tanta potenza nella vela). Mi rendo conto che non mi sto divertendo appieno, nonostante la bellezza del posto. Torno a riva, e decido di tirare fuori la 3.7 (Maui Sails Legend 2007, come nuova....).

 

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Purtroppo, per la seconda volta consecutiva, nonostante ponga attenzione durante l'operazione, mi si spacca il vario top della vela. Mi assicuro che la punta dell'albero entri bene nel vario, cazzo di caricabasso, ed il vario top si spacca..... Probabilmente, nonostante l'insieme 370 top/340 bottom della Ezzy (già provato) armi bene la vela, la curvatura (soprattutto in alto) non è ideale per la vela, e fa lavorare il vario un po' storto... Va beh, riarmo la 4,2 Ezzy Tiger, e la svento di brutto (e smagrisco di bugna).

Anche Davide cambia vela e passa alla 4,2 (sempre Point 7), e passa alla Tabou 3S 96.

Rientro in acqua verso le 17,00 (che bello, d'estate, e con il vento così duraturo, stare in acqua fino a tardi), ed anche se sono ancora grosso sulle raffiche, la vela risulta ben più gestibile. Così l'uscita è abbastanza piacevole, ed inizio, finalmente, ad infilare un po' di power jibe con la 86 wave (ad un certo punto anche un paio consecutive su entrambe le mure). Un tempo, un traguardo del genere, mi sarebbe sembrato un sogno. Adesso, oltre a non cadere mai, sogno di effettuare tutta la manovra (uscita compresa...) in planata. Mai contenti....

 

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Quello che, francamente, oggi non mi piace di Hyeres (ma non è la prima volta...) è il piano d'acqua: un chop disordinatissimo e spacca gambe, che, dopo un po', rende la planata in piena velocità stressante. Il piano d'acqua a Le Brusc, il giorno dopo (leggi report), sarà nettamente più godibile con un'onda molto più regolare e divertente (oltre, che più alta, e molto più bella da surfare o saltare).

Comunque, il panorama intorno, la qualità dell'acqua, il fondale basso e sabbioso a riva (dove vado a manovrare spesso, per sfruttare una superficie dell'acqua un po' più ordinata - oggi c'è poco shorebreak) sono sempre un piacere. Qui, si surfa psicologicamente tranquilli ed in pieno relax....

 

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Quando alle 18,30 esco dall'acqua, arriva Carlos (italiano trasferitosi qui e che lavora al Grand Sud): è alla "deuxieme session", dice a tutti, piazzate nel tempo libero concessogli dal lavoro.

Veniamo via dallo spot verso le 19,30, e dirigiamo verso il B&B di La Seyne sur mer, più vicino agli spot di Six Fours, dove, io vorrei surfare il giorno dopo.

Peccato solo non esserci incrociati con Marco Full di Torino, con cui avrei avuto piacere a surfare in Francia. Lui ed i suoi amici, arrivati prima di noi, hanno puntato sull'Almanarre. La prossima volta lo passerò a prendere a casa a Torino, e lo porterò direttamente alla Coudou, visto che è anche più bravo di me!

Aloha. Fabio

 

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