Report sessioni

Trasferta in Francia del Sud di 4 gg, con sessioni a Le Brusc, Gruissan, Rouet e l'Almanarre. Il vento ed il windsurf sono una cosa seria da queste parti. Purtroppo, questa volta, la trasferta è stata caratterizzata anche da una disavventura. 

 

Windsurf, report sessioni: Francia del Sud, 4-7 febbraio 2022

 

Le Brusc, Six Four Les Plages (Francia), 4 febbraio 2022

È sempre un piacere tirare due bordi a Le Brusc, spot di Six Four Les Plages, in Francia. Diretto a Gruissan, sono riuscito a fermarmi qui, per spezzare il viaggio e sgranchirmi con una buona sessione di windsurf.  

Primo dei 4 giorni di questa trasferta francese, cercata fortemente interrompere lo stress di una serie di casini legati alle simpatiche vicende della mia vita quotidiana....

Doveva essere un giorno  con vento incerto. Ed invece arrivato a Six Four, mi sono reso conto subito che il vento è già piuttosto teso in tutta la baia. Meglio Le Brusc che la Coudouliere, in parte coperta, sotto riva. 

Scelta della tavola sicura: Tabou Pocket 94 con pinna MFC freewave 23. Qualche dubbio per la vela, ma alla fine opto per la Ezzy Wave 4.7 invece di una Elite 5.3. 

Ed è la scelta giusta. 

Bella sessione dalle 15 alle 16,30, con vento di qualità, e piano d'acqua divertente. Onde lunghe di mezzo metro, in alcuni punti della baia. Piano d'acqua piatto verso il porto a sud dello spot. Chop corto in qualche zona.

Spot molto didattico dove ci si può concentrare sui dettagli delle manovre.

Windsurf in minoranza.  Windfoil e soprattutto Wingfoil padroni indiscussi dello spot. Questi ultimi, come dico da tempo, sono il futuro. Mi sono sentito una specie in via di estinzione...

Anche se io mi tengo strette le meravigliose sensazioni che mi regala il windsurf. 

Aria freschina (siamo a febbraio!). 15 gradi circa.  Comunque, uscita a mani nude....

Domani si va a Gruissan, patria della Defi Wind!

 

Windsurfing Francia 012 

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Gruissan, 5 febbraio 2022

  

La giornata, purtroppo, comincia male. Ho dormito all'Hotel "Premiere Classe" di La Seyne sur Mer, che, a dispetto del nome pretenzioso, è un albergo di fascia economica.  La mattina, quando vado alla macchina nel parcheggio recintato dell'albergo, scopro che mi hanno spaccato un vetro. Ed hanno rubato la mia attrezzatura fotografica, ed una sacca con qualche piede d'albero ed alcuni accessori...

Sapevo dei furti in Francia del Sud, ma a me era andata bene, finora... Battezzato. Passo la mattina alla polizia a fare la denuncia.  

Ipotizzo anche un rientro a casa, ma poi, smaltita l'incazzatura, decido di proseguire con il programma, visti i soldi già spesi per arrivare qui.

Nel pomeriggio, raggiungo Gruissan Plage, sede della Defi Wind, dove sono già stato nel 2015 e nel 2017 (leggi report). 

La tramontana dovrebbe essere di media intensità, ed invece...

Quando arrivo è bella tesa. Armo la Ezzy Elite 4,2 2019 e la Tabou Pocket 94 2016 con pinna MFC freewave 23.

Attraverso a nuoto il canale che separa il parcheggio dalla spiaggia, ed entro in acqua alle 16,00. 

Non credevo che il vento fosse così forte!  4.2 troppo grossa. 

Il piano d'acqua, come al solito, è magnificamente piatto.

Inizio a tirare bordi corti, ed a fare una manovra dietro l'altra. Le speed jibe mure a sinistra mi vengono in maniera fantastica: uscita in switch in piena planata a velocità supersonica. Cerco di lavorare su quella mure a dritta, da sempre il mio punto debole . Peccato che in quella direzione il vento sia spesso troppo forte per controllare la 4.2. Eseguo anche qualche duck jibe, mentre in alcune il vento mi strappa la vela, e chiudo la manovra con spettacolari tuffi davanti alla tavola! 

Lavoro anche sulle virate. 

Se vivessi qui, o ci rimanessi almeno una settimana diventerei un drago!  Spot fantastico, davvero molto didattico. 

Alcuni rider con attrezzatura slalom si allenano a fare speed sul percorso della Defi Wind, sino a Port La Nouvelle.

Faccio due ore fisicamente intense. Esco dall'acqua poco prima del tramonto.  Inizia a fare freschino.  Riattraverso il canale e disarmo.  La sera pernotto al B&B Hotel di Narbonne . Hanno il parcheggio videosorvegliato! 

Domani, La Franqui e dintorni. 

 

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La Franqui, Plage de la Rouet, Port La Nouvelle, 6 febbraio 2022

Dopo la bella uscita a Gruissan, le previsioni anche per questa domenica, danno una bella Tramontana.  La giornata si rivelerà più che altro utile a conoscere meglio la zona.

Guido da Narbonne a La Franqui per strade provinciali, in mezzo alla bella campagna ed ai vigneti della zona. Anche qui i panorami sono invernali, ma la zona si conferma affascinante.  Ovviamente, in primavera ed estate i colori sono molto più vivaci.

Arrivo a La Franqui, bella località balneare, con una logistica perfetta per il windsurf e gli sport acquatici.  Parcheggio vicino alla spiaggia, riparato dal vento, pedane di legno per armare. Mi faccio una camminata sulla spiaggia profonda per valutare il vento, che però non mi convince.  È troppo instabile qui. Probabilmente, viene troppo da NW.  Credo che lo spot lavori meglio con N, per via della collina alle spalle del paese. 

Decido di andare a vedere Port La Nouvelle, ma guidando lungo la strada, vedo un cartello che indica Plage du Rouet, mitico spot speed (conosciuto anche come La Palme), che non ero ancora riuscito a trovare. Lo spot è surreale ed affascinante.  Si guida lungo una strada sterrata a fianco della ferrovia, poi si svolta verso il mare, e si arriva ad una spiaggia immensa e profonda, di sabbia dura, dove c'è solo una capanno in legno per la pesca. Le poche auto ed i furgoni sono parcheggiati qua e là sull'arenile, con il mare increspato sullo sfondo. 

Al mio arrivo, il vento è teso ma non troppo forte. Alcuni windsurfers con attrezzatura slalom e freestyle effettuano bordi velocissimi quasi attaccati al bagnasciuga. 

Sullo sfondo il promontorio di Leucate ed il mare che brilla.  Scena bellissima.  

Decido di armare la Elite 4.2 come ieri, sempre con la 94, settata come single fin. 

Il tempo di cambiarmi ed entrare in acqua ed il vento rinforza tantissimo, e nebulizza o fa bollire l'acqua.  4.2 ingestibile, ed anche con la 3.7 sarebbe inutile.  Tiro pochi bordi ed esco dall'acqua.  È anche una questione di sicurezza.  A terra misuro raffiche oltre i 50 nodi!

Peraltro, l'effetto windchill è micidiale. 12 gradi, ma quelli percepiti sono pochi sopra lo zero. Ed anche l'acqua del mare, qui  poco profondo, è freddina.

La giornata mi insegna che alle previsioni dei vari modelli, per questa zona, si possono aggiungere 5-10 nodi, almeno; e che la Tramontana d'inverno è proprio fredda. Meglio godersela in primavera o estate, come ho fatto negli anni passati. 

Disarmo a fatica per il vento, salgo in macchina con la muta indosso, e vado a cercarmi un posto riparato, dove cambiarmi con calma al sole.

Dopo aver anche mangiato un panino, vado a Port La Nouvelle.  Finalmente, capisco bene dove è lo spot, seguendo le indicazioni di Google Maps per il Mortefon Watersports.  

Vi arrivo dopo aver guidato per una lunga strada che costeggia canali, saline e la profondissima spiaggia.

Sono tutti qua. In acqua, c'è tanta gente di tutte le età e con attrezzatura di tutti i tipi. Il vento anche qui è molto forte e gelido. Il vento medio è costantemente sopra i 30 nodi, le raffiche arrivano a 40. Qualcuno in acqua è a capo scoperto, piedi e mani nude. Per me, con piumino sciarpa e cappello, a terra, è incomprensibile.  

Francamente, il freddo e l'intensità del vento non mi fanno venire la voglia di rientrare in acqua.  Forse, potrei tentare di combinare qualcosa con la 3.7, ma decido di lasciar perdere.

Ripongo le mie speranze in uscita wave bella il lunedì a Bandol, prima che si scateni la tempesta prevista nel pomeriggio. Speriamo. 

 

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L'Almanarre, Hyeres, 7 febbraio 2022

Ultimo giorno della trasferta francese. Le previsioni danno vento forte ed in rapido aumento dalla mattina, con tempesta a 50 nodi e passa a metà giornata. Lascio il B&B Hotel di Aubagne (parcheggio recintato e videosorvegliato), diretto a Bandol per verificare la situazione. Sulla strada, faccio tappa a Saint Cyr sur Mer, che si rivela una bella località, con una bella spiaggia, ma che non offre condizioni valide per uscire: a riva vento scarso, e molto forte solo al largo. E mare quasi senza onde.

Proseguo per Bandol. Esploro i due punti possibili per uscire (leggi recensione). La baia è molto bella, ma le condizioni non mi convincono. Nella spiaggia sopravento, vicino al centro della città, c'è poco vento vicino a riva, ed onda quasi assente. Le onde diventano sempre più belle, ordinate e distanziate, quanto più ci si sposta verso la parte Est dell'ampia baia. In prossimità del possibile punto di uscita sottovento (vedi ancora recensione), oltre alla scomodità del parcheggio, noto che il vento è side-on, con una scogliera subito sottovento. Con questa direzione (NW), non lavora bene.

Decido di proseguire per gli spot di Six Fours. A La Coudouliere, c'è già qualcuno in acqua (Loick Lesauvage), e Traversa che si sta preparando. Poi, arriverà anche Bosson. Il mare è grosso, ed il vento molto forte. Le onde non mi piacciono. Sono grandi, ma rompono già al largo, e nella zona vicino a riva, sotto Cap Negre, dove in genere si surfa, arrivano per lo più solo schiume (vedi foto e video). Durante la mia perlustrazione, qui, arrivo a misurare 50 nodi di raffica. Al dì là di tutto, lotterei per tenere la 3.7 (la vela più piccola che possiedo). Forse, anni fa, con capacità anche più scarse, avrei fatto un tentativo per mettermi alla prova. Ma dopo aver provato spot wave con condizioni veramente belle, in giro per il mondo (compresa La Coudou, in condizioni molto più divertenti), oggi, non mi va di entrare. Voglio divertirmi. L'uscita deve essere un piacere, non una sofferenza. Comunque, ammiro Traversa uscire dal centro della spiaggia, passare vicino alla scogliera, superare onde e schiume davanti ad essa, con un assetto in planata perfetto. In un attimo, risale sopravento allo spot, per prendere le onde al largo. Vabbè, fa un altro mestiere....

Vado a vedere anche Le Brusc, e sto quasi per entrare. Ma anche qui misuro un vento medio sopra i 35 nodi, e raffiche sopra i 40. Sfrutto una dritta di un ragazzo locale, e vado all'Almanarre, a Hyeres, con il timore che sia la classica giornata dove, alla fine, per troppo vento, non si combina nulla. Ed invece....

 

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Hyeres mi accoglie con il suo panorama fantastico. Parcheggio dietro il bar/ristorante Le Robinson. Ci sono 18 gradi, ed al riparo dal vento, al parcheggio, si sta da Dio (e dimentico il freddo preso in Linguadoca il giorno prima). Ma, soprattutto, le condizioni offerte dallo spot sembrano fantastiche: vento forte, ma non estremo, con direzione side alla spiaggia (NW), e set di onde belle da surfare! Sotto riva, il vento è meno stabile e più debole. Fuori si capisce che è bello forte. Ogni tanto, al largo, in mezzo alla baia, si vedono delle bombe enormi.... Decido di armare la Ezzy Elite 3.7 2019, e la Tabou Da Curve 80 2016, settata con la pinna centrale da 18 e le due laterali da 17 in G10, per avere più spinta sotto riva. In partenza, la 3.7 potrebbe essere un po' piccola, ma sicuramente gestibile al largo.

Alle 12,00 entro in acqua. In poche, parole l'Almanarre mi regala l'uscita più bella di sempre, da quando frequento Hyeres. Sfruttando una raffica, parto bene senza tanti problemi dalla spiaggia, davanti alla scaletta a fianco del Robinson. Una volta in mezzo al mare le sensazioni sono stupende. Sono trimmato in maniera perfetta, e la tavola va benissimo.

Le condizioni sono impegnative, ma ho la sicurezza che, qualsiasi cosa succeda, finirei su una spiaggia di sabbia e che l'unico pericolo è spaccare l'attrezzatura nello shorebreak a riva, che all'Almanarre non è banale. Ma, ormai, ho un bel po' di esperienza da questo punto di vista.

Sono anche piuttosto fresco come energie e bello carico. Non tiro bordi troppo lunghi. Inverto rapidamente la direzione, e vado in cerca delle belle onde da surfare davanti al punto di uscita. Ci vuole un po' di fortuna a capitare da quelle parti, in concomitanza con i set migliori. Non conosco benissimo lo spot (non sono uscito qui tante volte), e non so bene dove sia il gruppo di rocce affioranti, sopravento a Le Robinson, che sono l'unico altro vero pericolo dello spot. Da riva si vedono bene, dal mare no, perché sono coperte dalle onde che arrivano dal largo.

Come detto, le onde sono belle. Ne prendo alcune e mi lancio nel bottom turn. Sto migliorando. Spingo con la gamba di prua esterna, vado leggermente bugna in avanti, e cerco di rimanere il più veloce possibile per risalire sull'onda, per il cut back. Ho ancora davanti agli occhi la bella immagine, in cui sto scendendo downwind e guardo il lip dell'onda attraverso la finestra della vela, per realizzare il cut back. Per questo, mi manca ancora il timing giusto, e sono o troppo in anticipo o in ritardo. Comunque, che bello surfare e giocare con le onde.

Al largo, è una bella battaglia. Ci sono onde enormi (anche di 3 metri), e talora devo trattenermi.... Adoro saltare. Per di più qui si salta mure a dritta, il mio lato preferito..... Ma ogni tanto, non resisto e volo.... Ormai, non mi stacco nemmeno più dal trapezio, per saltare ancora più in alto. Il Da Curve 80, in aria, si controlla in maniera stupenda. Solo che all'atterraggio, spesso, perdo la planata e velocità, e poi devo ripartire. Ecco perché non posso sempre saltare!

Dopo un'ora abbondante, torno a riva a bere e mangiare. Il vento rinforza su tutto lo spot, ma ne perde di qualità il piano d'acqua che si spiana. Molti credono che le migliori uscite wave siano con vento forte. Grosso sbaglio, il vento forte rovina e choppa l'onda, e dà fastidio in surfata. 

 

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Rientro verso le 13,30. Surfo di meno, e manovro di più. Arrivo quasi al limite, come stanchezza. Così, mi dico: un altro bordo e rientro. Succede l'imprevedibile. Mi giro per l'ultimo bordo, ma il vento è ruotato completamente da Nord, ed è crollato improvvisamente. Sono a duecento metri da riva, a mollo.... Non ho voglia di nuotare.... In breve, sfrutto un'ultima raffica per ripartire, e planare, anche aiutato dalle onde, ed accetto di arrivare in spiaggia, 100 metri sotto vento al Robinson. Qui, lo shorebreak è cattivo; quindi, spiaggio, e tiro fuori dall'acqua l'attrezzatura al volo, prima che arrivi un'altra onda da dietro.

Con pazienza, mi faccio i 100 metri controvento (leggero, ma fastidioso), e torno al parcheggio. Les jeux sont faits, rien ne va plus!

La quiete dopo la tempesta. E devo dire che, dopo una giornata così, fa anche piacere. Mi godo i 18 gradi di Hyeres, mi cambio e disarmo con calma, e mi faccio anche la mia doccia da campo, prima di ripartire. La gente si gode il sole che sta calando sul mare. Qualcuno è a maniche corte. Arrivano dei ragazzi con il surf foil, che entrano in mare per prendere qualche onda di scaduta. Qui, si godono il mare in tutti i modi. Vorrei stare qui, sdraiarmi sulla spiaggia, o farmi una passeggiata.

Ed invece mi toccano 5 ore di guida per tornare a casa.... Peraltro, dopo 4 gg consecutivi di windsurf con vento forte, ho le mani talmente sensibilizzate, che faccio fatica a tenere il volante!  Belle sensazioni....

 

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Quest'ultima giornata mi riconcilia parzialmente con la Francia. C'è poco da dire: la brutta esperienza mi farà tornare da queste parti, senza la stessa spensieratezza delle precedenti trasferte. Anche la Francia, come l'Italia, ha parecchi problemi, sociali ed economici. E la Francia del Sud è anche densamente popolata, e ciò esaspera questi problemi. Ma i suoi spot regalano grandi giornate, e sicuramente tornerò.

Ma, ora, ho in programma qualche trasferta in Sardegna. Manco da troppo, e sarà la metà obbligata di febbraio o marzo. Prima di tornare, si spera, a viaggiare, e di tornare a prendere qualche onda oceanica....

Aloha. Fabio

Clicca qui, per la slidegallery della trasferta (a causa del furto subito, le foto sono state fatte con il cellulare).

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