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Windsurf in salsa Adriatica, o meglio romagnola, per me, il 1 novembre 2026. Sono andato a provare lo spot di Marina di Ravenna, che mi ha riservato piacevoli sorprese.

 

Windsurf, report: Marina di Ravenna, 1 novembre 2026. Viva la Bora!

 

(Se preferisci, ascolta il podcast dell'articolo).

Chi mi conosce, sa che non amo molto l'alto Adriatico, e che frequento di più il mar Tirreno, e gli spot francesi, per le condizioni, il colore del mare, ed i panorami intorno.

Ma viste le previsioni di Bora, ed attirato dai report di Lorenzo Beltrani, di windcam.it, questa volta ho voluto andare a provare di persona lo spot di Marina di Ravenna. Innanzitutto, ringrazio qui pubblicamente Lorenzo, sia per il gran lavoro che fa con Windcam, sia perchè è sempre disponibile a dare consigli (e chissà quante richieste riceve). Ricordo ancora quando comprai la mia prima tavola wave, ed il suo consiglio fu di .... andarci a rocce! Cioè di osare (e per questo, di non spenderci molto)!

Venendo al report della trasferta, sono partito da Monza sabato mattina, dirigendomi prima verso Sottomarina, dove qualche modello dava la possibilità di fare due bordi a metà giornata. A Sottomarina, invece, la Bora è finita entro le 10,00, come spesso succede quando è leggera, ed io mi sono rilassato, ho pranzato e fatto due passi, godendomi il sole ed una temperatura inaspettatamente gradevole. L'occasione è stata comunque buona per ribeccare Max Baldini da Jesi, mio compagno di diverse trasferte in Galizia, e gran consigliere per gli spot iberici di surf da onda.

Dopo pranzo, ho quindi puntato con calma verso Marina, con una breve deviazione anche nel delta del Po, zona che conosco poco.

Per la notte mi sono appostato con il mio furgone camperizzato, al parcheggio della diga di Marina di Ravenna, consigliatomi da Lorenzo.

 

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Nottata tranquilla, e piacevole risveglio con la prima sorpresa: invece della possibile pioggia, una bella alba soleggiata, con cielo chiazzato da nubi dalle forme più varie, cariche di acqua, tipicamente autunnali.

Alla mattina presto, il vento risultava relativamente leggero ed il mare ancora poco formato, ma l'insieme è andato rapidamente in crescendo.

Intanto, nello spot è arrivata la tribù di windsurfisti locali, romagnoli per lo più, e qualche toscano. E qui, ho notato subito il clima piacevolmente scanzonato ed amichevole: le chiacchiere e gli sfottò a terra mi sono sembrati non meno importanti dell'uscita in mare. Dovrebbe essere così in tutti gli spot, mentre talora, in altre parti, si incontra troppa gente che si crede Brawzinho, e fa fatica a rivolgerti la parola. E' stata l'occasione anche per incontrare e conoscere Silvia Vannini, che, sempre grazie a Lorenzo, mi ha dato molti consigli per la mia trasferta in Cile dello scorso gennaio.

Con calma, ho iniziato ad armare, con il senno di poi anche con troppa calma, visto che la prima parte dalla mattinata, a mio avviso, ha regalato le condizioni più belle. Dalla spiaggia, lo spot non sembrava ancora offrire granchè, ed invece, solo una volta in mare, ho capito le reali condizioni ....

Ho inziato ad armare la Ezzy Wave 4,7, confrontandomi anche con altri intorno, ma poi, notando qualche raffica più cattiva sulla duna di sabbia dietro la spiaggia, ed avendo controllato le previsioni, ho optato per la Goya Guru 4.2. Come tavola, finalmente, ho potuto di nuovo utilizzare il mio Tabou Da Curve 88 2025, che era in riparazione da The Lab, e l'ho settato con due K4 Leon 16 centrali, e le due K4 asimmetriche di serie da 11, laterali.

Poco prima delle 10,00, sono entrato in mare.

 

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Il vento è risultato orientato da Nord est, con un buon angolo sideon, anzì più side, sotto la diga, mentre al largo girava un po' da mare (onshore). Schiume facili, inizialmente, a riva, ma subito una discreta corrente diretta verso sud, sul fondale basso.

Una volta in mare, sono rimasto subito a bocca aperta. Mi aspettavo il caos, ed invece sono rimasto sopreso dal piano d'acqua e soprattutto dalle onde. D'accordo, niente a che fare con lo swell, con buon periodo, della Sardegna o di tanti spot oceanici, ma soprattutto a 150-200 metri sottovento alla diga, e ad un centinaio di metri dal bagnasciuga, si alzavano onde, anche di un paio di metri, con una bellissima parete liscia davanti, da scendere in velocità. E poi belle ripide! Onde così ripide sono una festa per gli amanti dei salti. Su qualche bordo ho dovuto trattenermi dal saltare su tutti le onde incontrate....Anche perchè su qualche onda si saltava davvero tanto!

La prima ora, insomma, per me è stata davvero divertente, anche perchè la vela è risultata abbastanza giusta come misura, e mi ha consentito di non affaticarmi troppo. In qualche buco di vento, sono risultato leggermente scarico in realtà, e la 4.7 ci poteva anche stare.

Me la sono goduta, soprattutto buttandomi a cannone giù dalle pareti delle onde più belle, con bottom turns veloci, anche troppo veloci.

Quando ritorno nelle condizioni on/side-on, mi ci vuole sempre un attimo a riprendere confidenza con la situazione. E' un equilibrio sempre difficile, per me, tra il mantenere il contatto con l'onda, non finendo troppo avanti (cosa facilissima con il vento alle spalle), e conservare una buona velocità per risalirne la parete e ritornare sul lip per il cut back, con una buona spinta. E soprattutto nelle prime surfate mi dimentico di uscire abbastanza in switch, e spesso mi becco la vela in faccia....

Devo dire che forse le K4 Leon non mi hanno aiutato, su queste onde ripide di buona misura: sono forse troppo rigide e non era facile per me chiudere bottom turns veloci ma stretti, scendendo bene sotto vento. Proverò con le più morbide K4 Schorcer, o con un assetto thruster la prossima volta. Certo la portanza delle Leon mi ha agevolato nell'uscita in mare dalla spiaggia.

 

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Dopo un'oretta e mezza, quando ho iniziato ad avvertire la vela a tratti troppo grossa, sono rientrato a terra, anche per mangiucchiare qualcosa. Ho beccato l'eterno Michelino, con Gigi e Matteo, locals milanesi, ed ho salutato Lorenzo, condividendo le sensazioni positive regalatemi dallo spot, fino a quel momento.

Sono poi rientrato in acqua altre due volte, dapprima ancora con la 4.2, provando a fissare il terminale del boma sulla bugna bassa, e poi, visto che questa regolazione non risultava sufficiente, sono passato alla 3.7. Le condizioni sono diventate molto fisiche. Mare e vento sono cresciuti molto dalla tarda mattinata. Per quanto riguarda il mare, onde anche sui 3 metri, hanno iniziato a rompere anche a 150-200 metri dal bagnasciuga, e per quanto concerne il vento, anche la 3.7 è diventata ingestibile! A riva, tanta corrente e tante schiume continue, che hanno reso sempre più complicato uscire in mare. Il vento è girato un po' da mare su tutto lo spot.

Ho fatto ancora un'ora in mare che è responsabile dei doloretti muscolari che sento ancora oggi.... Ho retto fino a che ho potuto, ma poco dopo le 13,00, visto che non combinavo più niente di buono, ho chiuso i giochi.

Me la sono presa con calma anche a mettere a posto, mi sono fatto la doccia (dentro il furgone, eh, eh,...), ho pranzato, e verso le 16,00 sono ripartito per Monza, con la A1 che mi ha regalato, come al solito, qualche coda.

Freddo permettendo, toccherà, ogni tanto, fare qualche altro giretto in Adriatico, ed accumulare altri kg di sabbia finissima dentro al furgone (oltre che negli occhi) ....

Ciao. Fabio

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