Report sessioni

Giorni di Foehn sul lago di Como. Mandello del Lario ci ha regalato una bella sessione di windsurf pomeridiana, dopo la mattinata in ufficio, con vento intorno ai 30-35 nodi.

 

Windsurf, report: Mandello del Lario (Lago di Como), marzo 2021

 

In questo periodo particolare, a causa della pandemia da Covid 19, ogni uscita in windsurf in più è una boccata d'aria, un momento di vita normale e di libertà.

 

Windsurf Mandello Lago Como 016

 

La serie continua di giorni di Foehn era imperdibile. Pertanto, sono uscito dal lavoro alle 13,40 ed alle 14,30 sono arrivato a Mandello, allo spot della Gilardoni. Sensazioni strane.... Sullo spot sono da solo. Due Kiters sono fuori a Mandello Lido. Poi, allo spot di Mandello, in fondo a via Lungo Lario, uscirà un altro windsurfer.

Arrivato sullo spot, trovo un vento bello forte, anche se purtroppo non pienamente disteso: a tratti intensità tali da nebulizzare la superficie dell'acqua, in altri momenti un po' di meno, ed in altri, pause abbastanza brevi, con vento veramente leggero. Armo sia la Tabou Da Curve 80 2016, settandola come trifin con pinne MFC, e sia il Tabou Pocket Da Curve 94 2016, come trifin, con pinne K4 Scorcher e Stubby.

Sono un po' indeciso per la vela, ma poi, visti i momentanei cali di vento, opto per non armare la 3.7, ed armo la Ezzy Elite 4.2 2019.

Lo spot della Gilardoni di Mandello, si rivela abbastanza piacevole. Buone possibilità di parcheggio, e, soprattutto, al riparo dal vento, al sole si sta veramente bene (temperatura di circa 15 gradi, che, al sole, sicuramente sono 20). Pochi passanti in giro.

Alle 15,00 circa, entro in acqua, dapprima con la tavola da 94 litri, e tiro qualche bordo. Ho tentato prima con questa tavola, con la quale manovro meglio, per via del maggior volume, e della maggior larghezza.

Ma nella prima parte dell'uscita, il vento risulta davvero cattivo, con raffiche a 35/40 nodi, e con cambi di direzione notevoli, che rendono sotto raffica ingestibile la tavola. Devo dire che nei primi minuti in acqua , provo sensazioni strane, per via della situazione complessiva: un misto di inquietudine e tensione....

Dopo venti minuti circa, torno a terra, e provo a cambiare tavola, passando alla 80, e va in onda lo show. La tavola di minor volume si rivela più adatta alle condizioni, e per circa un'ora il vento si distende anche meglio, risultando forte in media, solo con brevi tratti, ancora con forti raffiche, o cali temporanei. Ed io, via via, mi sciolgo, e diverto sempre di più. Nella fase centrale dell'uscita, riesco a chiudere anche 6 strambate di fila mure a dritta (il mio lato migliore) con la 80 ltiri! Con questa tavola, e soprattutto con le condizioni di vento, comunque, un po' instabile, e con il piano d'acqua, sempre un po' choppato, del Lago, è una bella soddisfazione. In queste circostanze, ci vuole davvero tanta sensibilità, perchè bisogna innanzitutto studiare il piano d'acqua, per scegliere di iniziare la poggiata, sulla parete di un'onda un po' più regolare e farsi spingere; e poi, bisogna fare attenzione nel caso in cui, poggiando in velocità, si raggiunga l'onda successiva: bisogna cambiare mure prima, per evitare di farsi rallentare, oppure dropparla, e scendere anche da questa. E bisogna cercare di evitare di eseguire la manovra, sotto una raffica cattiva o in un calo di vento. Esco talora dalla strambata in switch, surfando un'onda sulle nuove mure. Bella sensazione. Mure a sinistra, invece, ne chiudo di meno. Probabilmente, controllo con minore sensibilità il boma con la mia mano sinistra (quella posteriore, sul boma in questo caso) . Comunque, ho conferma di quanto sia importante spingere con il piede di prua (anche se ancora in switch), nella fase centrale della poggiata, per tenere la tavola piatta, e veloce (ed ancora planante), e contrastare la forza della vela, e la tendenza orziera, dopo il cambio di mure.

La virata veloce con la 80 litri, ed in queste condizioni di chop e vento, è davvero complicata. Ma anche in questa manovra, ci sono ulteriori progressi: con la 80, però, bisogna entrare nel vento davvero veloci e plananti, e tenere tassativamente il braccio di prua teso, al cambio di mure.

Per il resto, faccio alcuni bei salti. A me piace un sacco saltare, e Mandello è uno spot molto divertente, da questo punto di vista. Il vento rafficato, però, in questa occasione, non ha consentito il formarsi continuo di quelle belle onde regolari, che contraddistinguono questo spot. Per lo più, mi trovo davanti rampe improvvise, che sfrutto spesso, tranne che nei momenti di raffiche più cattive, per non prendere il decollo, fuori controllo.

Durante l'uscita penso a Mathias: oggi, la sua 77 litri sarebbe andata proprio bene. Penso anche a Paolo di Zurigo, abituato allo Sturmfoehn dell'Urnersee, e che qui si sarebbe divertito. Ma Paolo, la sera, mi racconterà di essere andato in Sardegna in questi giorni a divertirsi.... Ed ha fatto bene!

Dopo quasi un'ora, per le energie bruciate, mi viene un po' di fame, e mi viene in mente che in macchina ho la buonissima brioche al mirtillo, regalatami a pranzo, dal mio bar di fiducia vicino all'ufficio. E così torno a terra a fare merenda....

Rientro, poi, in acqua per un'altra mezz'ora, con la stessa attrezzatura. Ma un po' la stanchezza, un po' il vento che è tornato instabile, non mi consentono di manovrare più al meglio. Bisogna capire quando non ci sono più le condizioni, e non ha più ulteriormente senso rimanere in acqua. Alle 17,00 esco, mi cambio, ed rimetto tutto in macchina con calma, godendomi il finale di pomeriggio.

Ora speriamo di poter tornare presto ad una vera normalità!

Un caro saluto a tutti. Fabio

Qui sotto, alcune foto della sessione.

 

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