Dopo aver percorso la ferrata Garda al Rifugio Monzino, il giorno dopo abbiamo proseguito la scoperta della magnifica Val Veny, camminando lungo il tratto del famoso Tour du Mont Blanche dal Rifugio Combal alla Maison Veille.
Tour du Mont Blanche (Val Veny, Aosta): dal Rifugio Combal al Rifugio Maison Veille
La Val Veny mi ha subito conquistato! Ho avuto l'occasione di trascorrere in questa valle il primo weekend del mese di agosto 2026, dormendo nell'accogliente campeggio Aguille Noire con il mio furgone camperizzato. Ed ho concatenato due escursioni meravigliose che mi hanno consentito di conoscere le atmosfere ed i paesaggi della vallata. Dopo essere salito, sabato 1 agosto, al Monzino, domenica 2 ho percorso la tappa del Tour Du Mont Blanche dal Rifugio Combal al Rifugio Maison Veille.
Sfruttando la navetta gratuita per gli ospiti della valle, dal campeggio siamo arrivati al capolinea (La Visaille, 1660 m). Abbiamo quindi iniziato a camminare su strada, dapprima ancora asfaltata, poi sterrata, fino al Rifugio Combal (1968 m) salendo anche al belvedere del Lago Miage.
La piana (un tempo occupata dal lago Combal, oggi un'area umida) che si apre ad Ovest/Sud-Ovest, oltre la quale si sale poi al Rifugio Elisabetta ed al Col de la Seigne è semplicemente meravigliosa, ed invita alla contemplazione ad oltranza.
Il Rifugio Combal è anche tappa intermedia, per chi vuole poi salire al Rifugio Gonella, e tentare poi l'ascesa del Monte Bianco dall'impegnativa via normale italiana.
Ascoltando il consiglio della simpatica ragazza, addetta alla reception presso il campeggio, noi siamo tornati indietro sui nostri passi, e, passato il ponte sul torrente, seguendo per un breve pezzo la strada carrabile verso il Rifugio Elisabetta, abbiamo quasi subito svoltato a sinistra, per imboccare il sentiero 8-9 (indicazioni TMB). Vedi nostra traccia.


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Il sentiero sale ripidamente prima all'alpe Vielle inferiore, e poi a quella superiore, e poi con un ampio giro in senso antiorario conquista l'incredibile balcone panoramico (e culmine della salita) dell' Arête du Mont Favre (2442 m).
Siete di fronte al Bianco, ed a tutte le sue principali vette, e non potete fare a meno di rimanere a bocca aperta di fronte a tanta imponenza. Oltre alla vetta del Bianco, si vede il Monte Bianco di Courmayeur, il Mont Maudit, l'infinita serie di Aguille circostanti (impossibile citarle tutte), ed i ghiacciai, ancora impressionanti, nonostante i preoccupanti cambiamenti climatici di questi anni, che scendono tormentati tra guglie e versanti, con serraccate profonde nella parte più bassa, e più in alto con manti bianchi apparentemente più pacifici. Verso Nord Est, poi, si può ammirare lo spettacolo delle Grand Jorasses ed il Dente del Gigante.



Il sentiero ora perde rapidamente quota, per poi proseguire in lenta e graduale discesa, e, dopo aver costeggiato il Lac Chécrouit, raggiunge la Maison Veille (posta al Col Chécrouit), dove io ho fatto una indispensabile pausa birra.
La discesa per tornare al campeggio può avvenire o sfruttando gli impianti (seggiovia Zerotta), oppure, come abbiamo fatto noi, con il sentiero numero 6 (vedi nostra traccia sopra).
Buona passeggiata. Fabio
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