Ho coronato un sogno! Da 30 anni, studiavo la descrizione del tratto della Strada degli Alpini che conduce al passo della Sentinella, nelle Dolomiti di Sesto. Domenica 9 agosto 2026, sono riuscito finalmente ad effettuare questa escursione, abbinandola con altre tre vie ferrate, tra cui la impegnativa Zandonella Ovest.
Trekking e ferrate: Strada degli Alpini e ferrata Zandonella alla Croda Rossa (Dolomiti di Sesto)
Il tratto della Strada degli Alpini che conduce da Forcella Undici al Passo della Sentinella mi ha sempre affascinato. Da 30 anni, frequento la Val Pusteria e mi sono sempre emozionato a leggere le vicende degli alpini e degli Austriaci asserragliati, anche in pieno inverno, sulle cenge e sulle vette delle Dolomiti di Sesto. Ho spesso provato ad immaginare quale potesse essere la condizione della Sentinella italiana, appostata all'omonimo passo, a 2717 metri, tra il versante Sud della Croda Rossa e la parete Nord di Cima Undici, esposta alle intemperie ed al fuoco nemico. Ed ho sognato di andare a visitare quel posto.
Negli anni passati, spesso questo tratto di via ferrata non è stato praticabile per la presenza di neve sulle cenge , ancora nel mese di agosto (verficate sul sito internet delle Guide di Sesto le condizioni). Inoltre, finchè andavo in vacanza con i figli piccoli, mi era difficile liberarmi. Qualche anno fa ho percorso il tratto di Strada degli Alpini da Forcella Undici al Rifugio Comici, relativamente facile, ma panoramicamente stupendo. Finalmente, questo mese di agosto mi si è presentata l'occasione di percorrere il tratto più impegnativo che conduce al passo della Sentinella. Complessivamente, ne è venuta fuori un'escursione grandiosa, stancante, che mi ha impegnato per ben 11 ore, ma memorabile. Nel seguito, vi descriverò l'itinerario, soffermandomi in particolare su alcuni tratti più impegnativi, e scenografici.



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Come nella precedente occasione, ho sfruttato l'ovovia che da Moso conduce ai Prati di Croda Rossa, a 1911 metri, per ridurre un po' il dislivello, considerato comunque l'impegno del resto della salita (prezzo A/R 36 euro).
Ho quindi iniziato a camminare poco prima delle 9,00, ed ho imboccato il sentiero numero 100, per dirigere verso Forcella Undici, e la Strada degli Alpini. La salita ai 2600 metri di Forcella Undici, nel circo glaciale tra la parete Ovest della Croda Rossa e la Nord di Cima Undici è sempre un po' faticosa, e nel tratto finale attrezzato con cavo metallico per superare qualche passaggio verticale. Per percorrerlo, consiglio quindi di indossare già il set da ferrata. Alla Forcella, la scena è sempre stupefacente e spazia dalla Croda dei Toni, alle Tre Cime di Lavaredo ed ai monti intorno.
Il primo tratto successivo è comune al tratto di Strada degli Alpini che conduce verso il Comici. Si sale con facile arrampicata ancora per qualche metro, fino ad una sorta di sella, con segnaletica evidente. Si prende a sinistra il sentiero 101, verso il Passo della Sentinella, e ci si addentra lungo la parete Nord di Cima Undici. L'ambiente si fa presto selvaggio e severo. Ben presto si arriva all'inizio della cengia. La cengia percorsa da questa ferrata è per lo più stretta, e su terreno instabile (terricio, e detriti). Quando l'ho vista, in un primo momento mi sono spaventato, ed ho pensato di tornare indietro, non avendo visto il cavo metallico a cui ancorarsi, mimetizzato contro la roccia grigiastra. Sono andato avanti, e finalmente ho notato il cavo, che mi ha tranquillizzato. Devo anche dire che una volta che si inizia a camminare lungo la cengia, questa non sembra così stretta come appare in distanza, anche se l'esposizione ed il vuoto sottostante, fanno impressione e richiedono attenzione. Io, comunque, in molti tratti non mi sono nemmeno assicutato con i moschettoni, ed ho camminato rapidamente mantenendomi saldamente al cavo con le mani (guanti indispensabili). Anche la velocità in montagna è sicurezza. Qualche passaggio tra due estremità dei cavi, senza possibilità di ancorarsi, ha richiesto circospezione nel muoversi.



L'itinerario non guadagna quota, ed, anzi, nella parte centrale ne perde un po'. Si arriva quindi ad un profondo intaglio, che in passato deve essere sicuramente risultato spesso pieno di neve. In occasione del mio passaggio, una bella cascata d'acqua scendeva al suo interno. Temendo anche possibile scariche di sassi, sono passato abbastanza velocemente.
Da qui in poi, l'itinerario inizia a riguadagnare quota per salire ai 2717 metri del passo, prima con qualche scala, e poi con diversi tratti di parete verticale, dove si arrampica, talora con l'ausilio di appoggi ed appigli artificiali. Si arriva quindi ad un nuovo importante bivio, dove, a sinistra, si scende verso la Val Fiscalina o ci spuò raccordare con la ferrata dei Costoni che riporta ai Prati di Croda Rossa. Io ho proseguito a destra, e, con qualche ultimo tratto verticale, ho raggiunto in breve il Passo della Sentinella (verso le ore 12,00 - 1 ora e mezza circa da Forcella Undici). Qui, ho fatto una sosta contemplativa, e mi sono riposato ed ho mangiato qualcosa. Verso Sud Est, appare tutto il Vallon Popera, che scende verso il Rifugio Berti, nel Comelico, che appare in lontananza. Il sentiero originale che scendeva dal Passo verso il Rifugio è stato portato via dalle frane e dai temporali degli anni scorsi. Verso Nord Est, si sviluppa una parete verticale, caratterizzata da torri e pinnacoli, che sale verso la Cima della Croda Rossa, e che alla base presenta una cavità naturale che serviva da ricovero durante la prima guerra mondiale, e diverse taghe commemorative.


Da qui, il ritorno più rapido e facile è rappresentato dalla discesa lungo l'ultimo tratto appena percorso, per poi svoltare al bivio sottostante a destra verso i Prati di Croda Rossa o la Val Fiscalina.
Io verso le 12,30, ho puntato all'attacco della ferrata Zandonella Ovest, non immaginando che il resto dell'itinerario potesse essere così lungo e faticoso. Se volete ripercorrere il mio stesso itinerario, oltre ad essere sicuri di avere allenamento sufficiente, suggerisco di partire prima dai Prati di Croda Rossa.
Per raggiungere l'attacco della Zandonella, si seguono le indicazioni al passo, che portano ad attaccare presto un'altra nuova via ferrata: la via Ferrata Cengia Manuela. Questa non è troppo difficile, ma vi fa perdere molta quota (circa 100 metri), e richiede comunque un po' di tempo. Si raggiunge quindi il bivio, dove, a destra, si scende alla traccia che, su detriti, porta al Rifugio Berti; a sinistra, si raggiunge in breve l'attacco della Zandonella Ovest.
La Zandonella Ovest è una signora ferrata.... La prima parte è facile, in quanto non molto verticale. Si raggiunge quindi la seconda parte, la più impegnativa, che è spesso verticale, e talora leggermente strapiombante, in cui vi sono molte staffe o altri supporti metallici, che possano agevolare la progressione. Tocca quindi arrampicare, e, per non stancarsi, bisogna saperlo fare bene. E qui sono tornati utili gli insegnamenti ricevuti ai corsi di alpinismo del CAI, fatti in gioventù. Ho sempre cercato di trovare buoni appoggi per i piedi, e di spingere con le gambe, che sono più forti, ed ho sempre cercato di non lavorare troppo con le braccia, mai stese in verticale, tranne qualche in passaggio più complicato.
Si arriva quindi alla fine di questo secondo tratto, dove c'è un famoso ricovero della guerra in cemento, all'interno di una cengia più ampia. Si prosgue quindi su un tratto un po' delicato. Si cammina a lungo su una cengia detritica, esposta, ma senza cavo. Vietato distrarsi, o inciampare. La cengia prosegue verso Nord, e poi verso Est per portarsi sotto la parete Sud, immediatamente sottostante la vetta della Croda, dove si sviluppa l'ultimo tratto della ferrata, ancora verticale, ma non particolarmente difficile (arrampica con buoni appoggi ed appigli). Si arriva quindi ad una sella, oltre la quale si prosegue su sentiero in leggera discesa per raccordarsi con la traccia che dalla ferrata dei Costoni porta alla cima secondaria della Croda Rossa di Sesto (2939 metri), contraddistinta da una bella croce sommitale, con vista incredibile sulla vallata di Sesto. Io sono arrivato qui verso le 15,30, cioè dopo tre ore di progressione dal passo della Sentinella. Va pure detto che il giorno prima, sono salito al Piz Lavarella, in Val Badia, superando 1300 metri di dislivello circa, e camminando per quasi 20 km.... Ed ho quasi 57 anni. Molti di voi saranno più veloci, comunque, non sottovalutate la durata dell'itinerario.

Dopo un breve momento di recupero delle energie, ho presto iniziato la discesa lungo la via normale, ovvero la ferrata dei Costoni, per la quale rimando all'articolo da me scritto già qualche anno fa. Evidenzio solo che non è proprio evidente trovare l'inizio della via di discesa, e che è facile tornare verso la Zandonella Ovest. Cercate i bolli rossi sulle rocce, e scendete sempre, facendo attenzione, in quanto il tratto di sentiero iniziale, non è attrezzato, ma ripido, e voi sarete stanchi. Segnalo, inoltre, che qualora voleste scendere al Rifugio Berti, dalla Cima della Croda, dovete procedere brevemente verso Est, per raggiungere l'attacco della Zandonella Est, che è segnato da bolli rossi (inoltre, scrutando da quella parte, si vede il cavo metallico). Questa è la ferrata consigliata per la discesa dal versante Sud.
Io sono scivolato banalmente lungo il sentiero, per la stanchezza, ma il pendio a lato, per fortuna, non era troppo scosceso, e mi sono fermato subito, rimediando solo qualche escoriazione. Ma non va mai allentata l'attenzione, soprattutto in discesa quando le gambe reggono meno, ed anche su semplice sentiero, dove si può essere indotti a procedere con minore prudenza.
Sono ritornato ai Prati di Croda Rossa, poco dopo le 18,00, ed ho quindi perso l'ovovia per il rientro a Moso (chiude alle 17,30) e soprattutto la Weissbeer alla Rudi Hutte che ho pregustato lungo il ritorno!!!
Mi è quindi toccato scendere a Moso lungo la strada forestale, ritornando al punto di partenza alle 19,40, portando il dislivello negativo in discesa a ben 1700 metri... Per fortuna, la moglie si è impietosita e mi è venuta a prendere in macchina, non essendo sicuro di poter tornare a Valdaora con i mezzi.
Questa escursione rimarrà per sempre scolpita nelle mia memoria: un'impresa, per me, eccezionale!
Buona salita. Fabio
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