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La pista di sci di fondo che da Livigno sale in direzione del passo della Forcola, ed arriva all'Alpe Vago, è davvero una perla. In particolare, il tratto intorno all'Alpe Vago è tecnicamente molto vario e divertente, e vi consente di sciare in uno scenario naturale quasi integro, dove un manto nevoso, quasi sempre generoso, ricopre i prati ed i monti intorno, e dove un silenzio quasi totale vi aiuta ad immergervi in un ambiente naturale fiabesco.

 

Sci di fondo: Livigno - Alpe Vago (Valtellina)

Avevo già apprezzato l'anno scorso il piacere di fare una giornata di sci di fondo nell'ampia vallata di Livigno (leggete articolo). Lunedì 24 gennaio 2022, ho avuto modo di scoprire meglio i tracciati di questa famosa località della Valtellina, provando la pista che raggiunge l'Alpe Vago.

Dopo aver comprato il biglietto giornaliero (5 euro - stagione 2021/22) presso il negozio di articoli sportivi Silene, ed averlo validato al totem adiacente agli spogliatoi del centro di fondo, sono tornato con la macchina all'inizio del paese, in direzione sud, ed ho lasciato l'auto al parcheggio gratuito P15 (vedi nostra mappa nell'articolo). Ho, quindi, raggiunto la pista, poco distante, nei pressi del torrente Spol, ed ho inforcato gli sci (vedi anche slidegallery completa).

 

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Ho, pertanto, iniziato a sciare su un tratto di pista blu, già provata l'anno scorso. La pista serpeggia, senza difficoltà particolari, nel fondovalle assolato di Livigno. Devo dire che questa scelta può essere valida se ci si vuole scaldare un po' su un tracciato facile (all'andata verso l'Alpe, il tracciato è in buona parte costituito da un leggero falso-piano in salita). Ma devo dire che questo non è il tratto di pista panoramicamente più bello. Personalmente, alla luce di questa mia esperienza, suggerisco di raggiungere in macchina la zona del campeggio Letizia, o Forcola (dove, d'inverno, la strada comunale per il passo della Forcola si interrompe per neve), o un po' prima, e di iniziare a sciare da qui. Il tratto di pista tra questi punti di partenza e l'Alpe è infatti il più suggestivo panoramicamente, e tecnicamente il più divertente. Al limite, in tal caso, prima di puntare verso l'Alpe, scaldatevi con qualche giro negli anelli vicino ai punti di sosta della macchina. Considerate anche che, più o meno all'altezza del Hotel Forcola, vi è la fermata dell'autobus gratuito di linea che arriva e riporta a Livigno.

 

Dati tecnici completi dell'escursione qui: https://www.strava.com/activities/6573794394

 

Da notare solo, in questa prima parte del tracciato, due particolari. Dopo circa 3 km, in località Tresenda, avete un strappo, ovvero un tratto in cui la pista sale bruscamente, senza difficoltà tecniche di rilievo, ma con una pendenza che arriva al 13-15 %. La seconda circostanza da evidenziare è che, in questo punto, la pista si porta sul versante est della valle, e rimane in ombra, fino alla tarda mattinata. La differenza di temperatura, considerata la quota della valle di Livigno (qui siamo intorno ai 1900 metri di quota), si sente subito. Continuate a sciare per rimanere caldi. Qui, si passa anche dalla Biathlon Arena di Livigno. Questo punto ci ricorda quanto Livigno sia famosa per le competizioni, legate allo sci nordico, anche a livello internazionale. Del resto, basta guardarsi intorno per constatare il livello medio-alto degli sciatori che frequentano queste piste. Mi è capitato durante la mia sciata di sentire atleti che parlavano americano, spagnolo, o altre lingue del Nord Europa. Io, umilmente, ed a testa bassa, ho proseguito il mio itinerario, con l'obiettivo di tornare rapidamente al sole.

Obiettivo che ho raggiunto, quando sono arrivato nella zona dei campeggi Forcola e Letizia, o dell'Hotel Forcola. Qui (5,5 km dalla partenza), avrei dovuto girare gli sci e tornare a Livigno, dopo essermi rifocillato. Infatti, avevo alle spalle una giornata di trekking in Val Viola, ed un'altra di sci da discesa. Ma, si sa, l'appetito vien mangiando, ed a me piace esplorare.

Guardando davanti a me, verso Sud Ovest, ho visto il gradino roccioso al centro della valle, al di sopra del quale si trovano i pascoli intorno all'Alpe Vago. Recuperate un po' di energie, durante la sosta per l'immancabile bicchiere di tè caldo, e per un pezzo di cioccolata, ho deciso, quindi, di proseguire.

 

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La pista, da qui, diventa decisamente più tecnica e bella. Si porta sul versante Nord Ovest della valle, e sale con pendenza del 10%, sotto alcune belle baite, per poi invertire la direzione, facendovi fare una prima divertente discesa. Quindi, la pista si orienta in direzione Sud, affianca il torrente, e punta decisamente verso l'Alpe. E ritorna a salire.... Prima, con pendenza poco accentuata, poi sempre più decisa, e quindi estrema (a 7 km circa dalla partenza). Per superare la balza rocciosa che porta all'Alpe, infatti, la pista presenta un paio di tornanti, ed un tratto che raggiunge il 18%.... Mettete la marcia ridotta, e salite (e sudate). Da 1940 metri, in breve, raggiungete i 2000 metri del pianoro dell'Alpe Vago.

Questo tratto è decisamente scenografico. Una volta in quota, la pista procede in piano, e con un lungo giro in senso orario, vi fa aggirare in quota i pascoli sottostanti, per poi girare verso Ovest, in corrispondenza di un ponticello, e dopo un'altra curva a sinistra, vi conduce all'Alpe. Contemplate i bianchi rilievi ondulati dei pascoli, dove il bianco della neve è "macchiato" dalle lunghe ombre bluastre, disegnate dal sole invernale, basso nel cielo.

Peccato che l'Alpe d'inverno sia chiusa. Come la baita Caricc, in val Viola, potrebbe essere un'ottima base per pernottare e rifocillarsi, ed esplorare la zona, con ciaspole o sci.

L'Alpe è il punto più alto del tracciato da noi percorso. In realtà, poco dopo di essa, una pista sulla sinistra (Sud) vi consentirebbe di continuare a salire verso il passo della Forcola, oltre il quale c'è Pontresina, in Engadina. Noi, abbiamo svoltato a destra ed abbiamo iniziato a scendere.

A scendere.... Ecco, la cosa bella, da qui in poi, è che vi potete tuffare in una discesa adrenalinica lunghissima, che, in parte, si sviluppa lungo la strada comunale che porta al passo, e che, come detto, d'inverno è chiusa e lasciata completamente innevata. Qui, la pista è molto larga. Lasciate scorrere gli sci, spingete anche con le racchette, e battete il vostro record di velocità, se avete ancora le gambe toniche, come abbiamo visto fare ad un gruppone di atleti, che filava giù a tutta birra.

Ripassate, quindi, davanti all'Hotel Forcola, alla Biathlon Arena, e ripercorrete velocemente una pista parallela a quella di andata. Tenete solo presente, però, che, in due punti, un primo in località Tresenda, ed un secondo poco dopo aver attraversato via Pont Lonch, avete ancora due tratti in salita, il secondo dei quali non si affronta all'andata. E se siete un po' stanchi, potrebbero non risultare banali... Ricordatevi che c'è sempre l'autobus di linea, nella vicina strada di fondovalle.... Noi, mancando poco, con un po' di sano orgoglio, siamo tornati al punto di partenza a Livigno con le nostre gambe. Sessione di sci faticosa, ma di grande soddisfazione, e che vi consigliamo vivamente.

Grazie ancora Livigno! Fabio Muriano

Clicca qui, per la slidegallery completa dell'itinerario.

 

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