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Mauritius '26
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23/02/2026 16:14 #20069
da ALBERTOWIND
Risposta da ALBERTOWIND al topic Mauritius '26
TOP!
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22/02/2026 13:13 #20067
da windalberto
Risposta da windalberto al topic Mauritius '26
dal 10 al 31 a le morne!! biglietti (cari!!!) presi!!!!!!
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19/02/2026 14:12 #20041
da windalberto
Risposta da windalberto al topic Mauritius '26
eh...bella domanda. la situazione nel corso degli anni è cambiata...Nel 2013 (mio primo anno) c'erano ZERO negozi. Io ero rimasto senza alberi e uno me lo aveva venduto il club ION. Poi nel corso degli anni successivi, invece, avevano aperto due o tre negozi che tenevano anche cose windsurf che per ricambi potevano andar bene (soprattutto alberi e vele, ma anche qualche tavola). L'ultima volta che sono stato (2024) non c'era più niente da WSF nei suddetti negozietti che si erano convertiti anche loro al wing. Quindi: forse l'ION continua a vendere qualcosa (per fortuna non ho avuto più bisogno). Io di solito mi porto due 400 cm (che se uno va, hai l'altro) e due vele nella misura più grande uguali o vicini (quest'anno due 5.0, gli altri anni una 5.0 e una 5.3). Un unico rig piccolo invece. Butta dentro anche una prolunga in più che pesa poco e ti è utile anche quando devi cambiare vela. Con questo set up, mi è sempre andata bene
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18/02/2026 17:56 - 18/02/2026 20:40 #20039
da ALBERTOWIND
Risposta da ALBERTOWIND al topic Mauritius '26
@windalberto invece per quanto riguarda il discorso rotture come lo gestivi? Possibilità di comprare usato all'ION center? O noleggiare anche solo un albero? Oppure ti portavi ricambi?
Ultima Modifica 18/02/2026 20:40 da ALBERTOWIND.
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11/02/2026 12:41 #20011
da windalberto
Risposta da windalberto al topic Mauritius '26
@fabio. certo, ok.
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11/02/2026 12:40 #20010
da windalberto
Risposta da windalberto al topic Mauritius '26
Confermo, meno vento sul reef e siccome saremo tutti con tavola unica, il volume è la scelta migliore. Poi ci sono anche giorni da 25-30 nodi, ma statisticamente meno.
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11/02/2026 12:26 #20009
da ita4012
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Risposta da ita4012 al topic Mauritius '26
Grazie @windalberto. Con il tuo permesso, lo trasformo in un articoletto da trovare facilmente, perchè poi, con il tempo, questo post diventerà più difficile da trovare!
Ciao. Fabio
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11/02/2026 10:04 - 11/02/2026 10:04 #20008
da ALBERTOWIND
Risposta da ALBERTOWIND al topic Mauritius '26
Mi sembra che anche tu confermi che come vento sui reef esterni si viaggia generalmente al galleggio o in condizioni marginali...quindi tavola wave con volume abbondante.
Ultima Modifica 11/02/2026 10:04 da ALBERTOWIND.
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11/02/2026 09:01 #20007
da ALBERTOWIND
Risposta da ALBERTOWIND al topic Mauritius '26
Finalmente il report DEFINITIVO!... pratico e for dummies (cioè per me!) GRAZIE! Sicuramente ti chiederò info! Noi andiamo dal 3 al 23/08 se vai quel periodo sicuramente ci si becca!
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10/02/2026 23:57 #20006
da windalberto
Risposta da windalberto al topic Mauritius '26
Ciao a tutti, ritorno sull’argomento come anticipato.
SPOTS: non ve li descrivo perché su internet si trovano report e video ben fatti che rendono anche bene. Vi do il mio parere personale e l’esperienza diretta vissuta in più occasioni da waverider medio (sono stato in vari posti tipo sudafrica, marocco, canarie, capo verde, mauritius, oman, capomannu, chia, carrò, etc. etc., ma ancora mi manca per colpire quel lip come si deve!). Vado in ordine sparso (se apri una mappa dello spot che trovi facilmente in rete capisci meglio le descrizioni).
Small reef: proprio di fronte al parcheggio pubblico e si raggiunge facile facile con una mezza bolina dalla macchina. Onda da 1-3 mt, non facilissima a dire il vero perché è choppatina (è il reef più ventoso) e corta (è una dx che si surfa downtheline a mure dx, quindi il lip si chiude venendoti incontro). E’ il posto dove si surfa di più (almeno io) per le condizioni di sicurezza di cui vedi sotto. Pericoli zero: se cadi, ti frulla in laguna e anche con la bassa marea c’è abbastanza acqua per evitare catastrofi. Si torna tranquillamente (nei giorni normali) a nuoto con l’attrezzatura in caso di disgrazie (ho provato personalmente).
Manawa: è a 1,6km sopravento dalla spiaggia (dal parcheggio pubblico esattamente) e per arrivare ci vuole un buon 15 minuti di bolina (consiglio di fare tanti bordi corti di bolina DENTRO la laguna dove il vento è più forte e poi, una volta raggiunta in linea d’aria la posizione del reef, tirare un unico bordo lungo fuori al traverso per raggiungere il reef lambendo platin rouge – vd mappa – invece che fare subito il bordo lungo fuori e bolinare fuori con meno vento e corrente che spinge fuori…). L’onda là è cicciona: una sx spesso grande e non veloce, con picco che vi tenete alle spalle e vi insegue (si surfa sempre downtheline mure dx), ma srotola abbastanza prevedibile e “morbida” (per un reef oceanico di facili 4mt…). Soprattutto lascia sempre la spalla aperta (ma leggi sotto) e nel 90% delle volte, in caso di ansia, ritardi, problemi, cappelle varie, ti permette di lanciarti al lasco e di uscire dai casini indenne. Due avvertenze. Prima avvertenza: ogni tanto (fenomeno inspiegabile, ma visto più volte e una volta ho quasi perso mio fratello…..) sottovento il reef (nella parte di mare che si usa per risalire lentamente di bolina dopo la surfata per raggiungere di nuovo la line up) arrivano delle BOMBE gigantesche che frangono in mezzo al mare e rastrellano tutto. Quando si risale quindi sulla line up, un occhio sottovento bisogna darlo sempre, se le vedi arrivare (e non puoi non vederle se guardi…) hai tutto il tempo per stringere la bolina e nessun problema (se invece non le guardi e non lo sai, ti potresti trovare davanti a sta cosa enorme e poi nuoti….da solo in mezzo al canale….). Seconda avvertenza: ci sono chiaramente due picchi (sezioni) dell’onda. Uno subito sul reef e l’altro poco sottovento e più dentro verso la spiaggia. Sappi che quando è grande (cioè spesso) connettono e nel punto in cui lo fanno l’onda gira un pelo verso di te che stai finendo di surfare il primo picco e quindi devi saperlo e tenerti spazio ed essere pronto ad allargare la traiettoria di fronte all’onda prendendoti spazio, per evitare di trovarti troppo vicino a quello che sarebbe il secondo picco che appunto gira verso di te e ti chiuderebbe addosso. Comunque niente di che, si fa tranquillamente. Con il consiglio per raggiungere lo spot e queste due avvertenze, eviti errori e annesse complicazioni. Se sbagli e cadi (e succede….) non è detto che rompi, visto che c’è comunque molta acqua sul reef (non si tocca, almeno all’inizio dell’onda). Comunque, la spalla aperta sempre (con la seconda avvertenza quando connette) evita spesso disastri se sei posizionato male. Se poi non vai troppo profondo nell’inside, si surfa quasi in sicurezza. Detto ciò, Manawa è spettacolare, fai anche 6-7 bottom sull’onda in un contesto che ti sembra di essere un pro per un photoshooting a tahiti. Top. Considerazione che vale per tutti i reef esterni (manawa, charmeaux e one eye): c’è sempre poco vento e quindi l’onda è liscissima e se riesci ad infilare bene il rail nel bottom godi veramente come un riccio.
Charmeaux: per arrivarci (come per One Eye che è sottovento a Charmeaux), parti dal solito parcheggio pubblico, lambisci sopravento Small Reef, due lasconi e sei a Charmeaux. Ci surfa poca gente (perché tutti si credono fighi e vanno solo a One Eye) ed il che non è male (leggi poi su One Eye in merito all’affollamento). Devo dire che anche io ci ho surfato poco perché dovevo andare anche io a timbrare One Eye (echeccazzo!), ma quest’anno mi sono ripromesso di andarci di più. La misura è la stessa di One Eye, ma molto più lenta (ma comunque più veloce e tubante di Manawa) che permette di fare 2-3 bottom e poi via che sennò (sempre quando è grande) connette con One Eye e ciao. Per fortuna non ci sono mai caduto e non so dirti niente della pericolosità del reef, ma mi sembra comunque addirittura più complicato di One Eye perchè il reef è più spesso e quindi hai più possibilità di sgrattugiarti bene).
One Eye: lasciamo il più rinomato per ultimo! Come avrai letto su internet: onda velocissima, ripida e tubante e quando è grosso (o per questioni di marea) fa close out su un fronte di 50 mt! Detta così sembra inavvicinabile….Ti riporto le mie sensazioni, tentando poi un’analisi “oggettiva”. Già quando sei nell’outback prima della line up e vedi questi treni merce d’acqua che si avvicinano allineati al reef, ti sale l’ansia che solo perché ti sei cacciato lì volontariamente ti imponi di (cercare di) controllare. Quasi per inerzia ti trovi sulla line up e quando vedi quello sull’onda davanti a te scendere per il primo bottom (e scomparire completamente), l’onda su cui sei già non ti passa più sotto correndo via, ma ti spinge veloce verso il reef e devi buttarti dentro velocissimo downtheline. Il “problema” di One Eye è che (a differenza di Manawa) il lip è sempre davanti a te, in cima ad una parete verticale d’acqua molto lunga e che sta sempre per rompere tutta insieme. Lo vedi proprio che è lì per mangiarti da un momento all’altro. Quindi sostanzialmente scappi (almeno io) per quasi tutta la lunghezza dell’onda, quando - verso la fine – ti decidi ad abbozzare un veloce e largo bottom ed un veloce e largo cut, per poi uscire definitivamente. L’uscita è forse la parte più difficile perché devi farla proprio alla fine della lunghezza dell’onda (che ha già rotto) e moooolto largo di modo che se sbagli la strambatina del cambio di mura, almeno non hai subito quella dietro che ti tritura (essendo alla fine dell’onda hanno tutte già rotto e c’è la coda sperabilmente moscia). Ci sono tre picchi. Quella che precede è la descrizione del primo picco (quello sopravento, vicino a Charmeaux). Il secondo ha morfologia uguale, ma è addirittura peggio. Il terzo è riservato ai surfisti da onda alla fine del reef prima dell’apertura della laguna (con canale) a ovest dello spot. Di solito esco gli ultimi giorni della vacanza a One Eye perché se spacco tutto, almeno siamo alla fine. Ma essendo un’onda super adrenalinica mi sono sempre pentito di non essere uscito anche prima della fine delle ferie. Il tema della paura di spaccare tutto, mi porta a fare una considerazione sull’effettivo “pericolo” dell’onda. Tutto sommato le cadute sono poche (anche perché la chiappa è stretta e non spingo mai, ma sono sempre sulla difensiva). Se ti accorgi che sei in ritardo e che l’onda ti sta rompendo addosso, invece che continuare il folle downtheline, re-imposti una traiettoria dritta e perpendicolare davanti all’onda e prendi metri di vantaggio. Poi l’onda esplode dietro di te, e la schiuma ti trascina in laguna (e anche se cadi travolto dalla schiuma, solitamente, l’onda ha già perso molta potenza e se stai bene attaccato al boma non perdi l’attrezzatura che non si incaglia e non succede nulla). Insomma, in caso di errori di posizionamento, la fuga in laguna (sul cui confine corre il reef) ti salva. Se cadi invece davanti all’onda prima che franga….auguri (però oggettivamente è una situazione più rara). Forse il problema principale di One Eye è l’affollamento. Molti kiter, tanti windsurf e ora anche i wing. Considerando che gli errori (anche degli altri) li puoi pagare caro e che la ggggente droppa onde senza remore, questo è da considerare. Più di una volta anche kite in acqua nell’impact zone, con i cavi che non vedi a pelo d’acqua….Per legge locale (ci sono i cartelli sulla spiaggia) a One Eye i windsurf hanno la precedenza sempre, perché chiaramente abbiamo meno mobilità sul reef di altri utenti del mare. Con la bassa marea, poi, parte del reef è esposta….ma non sono mai stato così pazzo da vederlo secco da vicino…
SICUREZZA DI LE MORNE: DICIAMOLO SENZA MEZZI TERMINI: NON è UN POSTO PER IDIOTI. QUALCUNO NON E’ PIU’ TORNATO. Detto questo non facciamo neanche delle paranoie e del terrorismo psicologico, perché se usi la testa non ci sono problemi. C’è una regola FERREA che mi sono imposto di non infrangere mai e che non ho mai infranto: FAI ESATTAMENTE QUELLO CHE DICE LA SCUOLA DELL’ION CLUB (che poi è l’unica struttura che ha sempre la barca pronta per venirti a prendere…). Di solito hanno sempre due precetti che ti consiglio di non violare mai: 1) non uscire dopo le 17 (mi sembra…va controllato l’orario in loco) perché a quell’ora la scuola chiude e se rompi sui reef esterni NON TORNI, perché banalmente non c’è una barca che ti viene a prendere…. 2) guarda il colore della bandiera che issano ogni giorno e stabilisce quali zone dello spot sono sicure e quali no (legenda alla scuola e fai un check sul loro sito anche). La regola generale è che se c’è una mareggiata da sud-ovest (vera non da windguru) il canale di uscita dalla laguna (quello sopravento a Small Reef) è chiuso perché le onde frangono in mezzo al canale (tipo fenomeno dell’onda anomala che ho spiegato per Manawa) e ci sono 3 mt di schiume e quindi la barca non esce perché si ribalta (peraltro facilmente comprensibile dalla riva se il canale è chiuso). Se tu rompi fuori dai reef con canale chiuso….ciao. Non ti disperare quando il canale è chiuso perché di solito Small Reef è comunque accessibile (e grande) e poi c’è un’onda che si crea proprio davanti all’ hotel riu (credo si chiami Inner Reef) che è divertente e intorno ai due metri di media. Per tornare al discorso sicurezza, io nelle 5 volte che sono stato ho rotto dapertutto, soprattutto il primo anno, complice anche attrezzatura vecchia. Manawa due volte, una a Small Reef e una One Eye. MAI nessun problema. Erano tutti giorni “normali” in sicurezza. A Manawa ho alzato un braccio e qualcuno è andato a chiamare la barca che in quattro e quattro otto mi ha recuperato (se fossi stato fuori orario….), a Small Reef sono tornato a nuoto e a One Eye (incredibile ma vero) mi sono fatto una bella passeggiata sul reef fino alla spiaggia attraversando la laguna con la vela e boma arrotolati sulla tavola (albero andato). In quel momento della giornata nel punto più alto della laguna, l’acqua mi arrivava al petto. Veramente, se sei ligio alle regole hai la sicurezza e certezza psicologica che non succede nulla.
Un’altra cosa a cui devi stare attento sono i cali di vento improvvisi. Siamo ai tropici, piove due volte al giorno (e si secca il vento), poi esce il sole con arcobaleno e il vento rinizia a pompare (l’immagine più bella della mia vita surfistica la ho vissuta proprio a Mauritius, mentre surfavo un’onda a Manawa con difronte a me un arcobaleno disegnato enorme che avvolge la montagna dietro Le Morne….ho la pelle d’oca a ripensarci). Dicevo i cali di vento: rimani lì dove sei. Ho visto kite cadere dal cielo come sassi. Quindi appena senti che sta scaricando, di solito appunto accompagnato da nubi che arrivano da sud est, scappa a riva. Se ti fai cogliere impreparato e rimani fuori, se sei nell’orario di apertura della scuola (ancora importantissimo….) non ci sono problemi perché partono in automatico a recuperare i malcapitati (se invece la scuola è chiusa….). Comunque, cali di vento ex abrupto, così repentini da rimanere a mollo, sono piuttosto rari. Ci mette un pochino a mollare e ti avvisa (e uomo avvisato…).
Quiver: per surfisti di medio peso 5.3. e 4.7 obbligatorie, anche una 4.2 fa comodo. Io peso 66-68 (quindi leggero) e mi porto 4.2 e due 5.0 (non si sa mai...). Forse mi prendo una 4.7 prima di partire per gettare via dei soldi. Tavola 82-87 lt a seconda del peso (leggero o medio). ION Club non fa portare l'attrezzatura a Charmeaux e One Eye (per ovvie ragione), ma a Manawa e Small Reef si (e ne hai per godere). Con Emirates (appena tornato dal sudafrica) non "dovrebbero" esserci problemi con due sacche da 23 kg ciascuna. Come sempre le regole non sono chiare, ma se dichiari sotto i 300 cm lineari (non ho mai visto controlli con il metro) e sei nel peso, la ho sempre svangata (speriamo non siano le ultime parole famose, mi tocco).
LOGISTICA CON BAMBINI (E SOPRATTUTO MADRI DEI BAMBINI): iniziamo col dire che è pieno di famiglie con bambini di ogni età (mia figlia appunto per la prima volta ci è stata che aveva 18 mesi, ma ne ho visti anche di più piccoli). Come sempre quindi il problema non sono i bambini, ma le madri… Dico che è pieno di bambini perché quando ti rinfacceranno che sei un padre osceno che pensi più al waveriding rispetto alla salute della tua creatura, falle notare che è pieno di bambini (probabilmente di altrettanti padri osceni, ma tu punta sulla statistica). Con la mia ha funzionato. Poi dì che c’è gente che si indebita per farci il viaggio di nozze, quindi il posto è bello per definizione! In ogni caso DEVI (a meno che non vuoi il divorzio), parcheggiare madri e figli sulla spiaggia pubblica nel lato ovest (che è il lato che guarda One Eye e non quello diretto verso Small Reef e verso la naturale uscita con il windsurf). Sul lato di Small Reef, infatti, picchia il vento e dà fastidio (può anche essere un pelo freddino – da felpa – visto che lì siamo in inverno). Come per magia sul lato ovest, invece, non arriva neanche una bava di vento e le famiglie stanno comode comode tutte lì. Sempre in spiaggia, trovi lentissimi food truck dove puoi comprare cibo indiano, panini e frutta stellare (i cocchi si arrampicano letteralmente sugli alberi del parcheggio per prenderli, se hanno finito quelli che hanno portato).
Alloggio: credo la soluzione migliore sia un appartamento a La Gualette, 10 minuti di macchina da Le Morne (costa ovest). Lì c’è anche un supermercato grosso super fornito e qualche ristorante semplice. Alla fine, è comodo perché centrale (anche per le tante escursioni che si possono fare da lì). Se vuoi una cosa top, ci sono anche case molto belle sulla rotonda prima di entrare nella penisola di Le Morne che si affacciano sul mare (dove c’è il risto Wapalapam, ottimo, sempre guardalo su google maps). Se vuoi poi una cosa toppissima, ci sono gli alberghi lux sulla costa ovest della penisola. Sconsiglio vivamente invece il RIU sul lato sud della spiaggia di Le Morne (sempre quello che guarda su Small Reef) perché non è bello e soprattutto fa freddo perché è molto esposto al vento.
Escursioni: ora che lo scritto, mi è venuto in mente che l’isola la puoi girare parecchio (la mattina, prima della session pomeridiana). Se la tua lei, quindi, è una con spirito da viaggiatrice non deve necessariamente stare sulla spiaggia ad aspettarti. La mattina girate insieme e il pomeriggio si rilassa in spiaggia mentre tu godi sulle onde.
Macchina: la soluzione migliore è prenderla all’aeroporto. Nel 2024 avevo noleggiato qui ( www.carrental-mauritius.com/?gad_source=...rbTgYBYaAoKZEALw_wcB ) . Consigliato. Prendo sempre il pick up (siamo in tre). Da solo puoi anche prendere l’utilitaria. La macchina è necessaria a meno che non alloggi al JW Mariott che è praticamente alla fine della spiaggia pubblica (lato ovest – quello delle famiglie), dove qualcuno ne faceva a meno e si portava l’attrezzatura direttamente in camera (con 5-10 minuti di sfacchinata però).
In generale l’organizzazione è molto semplice e accessibile: io per anni ho preso appartamento a La Gaulette (su booking e Airbnb ne trovi diversi) e macchina per escursioni, spesa e Le Morne. Basta.
Considera che è inverno e quindi alle 18 il sole tramonta (splendidamente, dietro al mare o nella laguna di La Gaulette, a seconda del posto in cui vai, regalandoti soddisfazioni di birra post session veramente uniche). Una volta abbiamo visto anche le balene che saltavano dentro e fuori dall’acqua, dietro a One Eye, mentre mi premiavo appunto con la meritata birra post session in spiaggia al tramonto. Bellissimo.
Dopo che ho scritto questa descrizione, mi è venuta una voglia immane di partire.
Se hai dubbi più specifici, scrivi, che sono in vena di lodi assolute per il più bel posto al mondo per fare windsurf. Io spero di prendere i biglietti entro la fine della settimana e poi se vuoi ci scambiamo i numeri.
Bye
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Small reef: proprio di fronte al parcheggio pubblico e si raggiunge facile facile con una mezza bolina dalla macchina. Onda da 1-3 mt, non facilissima a dire il vero perché è choppatina (è il reef più ventoso) e corta (è una dx che si surfa downtheline a mure dx, quindi il lip si chiude venendoti incontro). E’ il posto dove si surfa di più (almeno io) per le condizioni di sicurezza di cui vedi sotto. Pericoli zero: se cadi, ti frulla in laguna e anche con la bassa marea c’è abbastanza acqua per evitare catastrofi. Si torna tranquillamente (nei giorni normali) a nuoto con l’attrezzatura in caso di disgrazie (ho provato personalmente).
Manawa: è a 1,6km sopravento dalla spiaggia (dal parcheggio pubblico esattamente) e per arrivare ci vuole un buon 15 minuti di bolina (consiglio di fare tanti bordi corti di bolina DENTRO la laguna dove il vento è più forte e poi, una volta raggiunta in linea d’aria la posizione del reef, tirare un unico bordo lungo fuori al traverso per raggiungere il reef lambendo platin rouge – vd mappa – invece che fare subito il bordo lungo fuori e bolinare fuori con meno vento e corrente che spinge fuori…). L’onda là è cicciona: una sx spesso grande e non veloce, con picco che vi tenete alle spalle e vi insegue (si surfa sempre downtheline mure dx), ma srotola abbastanza prevedibile e “morbida” (per un reef oceanico di facili 4mt…). Soprattutto lascia sempre la spalla aperta (ma leggi sotto) e nel 90% delle volte, in caso di ansia, ritardi, problemi, cappelle varie, ti permette di lanciarti al lasco e di uscire dai casini indenne. Due avvertenze. Prima avvertenza: ogni tanto (fenomeno inspiegabile, ma visto più volte e una volta ho quasi perso mio fratello…..) sottovento il reef (nella parte di mare che si usa per risalire lentamente di bolina dopo la surfata per raggiungere di nuovo la line up) arrivano delle BOMBE gigantesche che frangono in mezzo al mare e rastrellano tutto. Quando si risale quindi sulla line up, un occhio sottovento bisogna darlo sempre, se le vedi arrivare (e non puoi non vederle se guardi…) hai tutto il tempo per stringere la bolina e nessun problema (se invece non le guardi e non lo sai, ti potresti trovare davanti a sta cosa enorme e poi nuoti….da solo in mezzo al canale….). Seconda avvertenza: ci sono chiaramente due picchi (sezioni) dell’onda. Uno subito sul reef e l’altro poco sottovento e più dentro verso la spiaggia. Sappi che quando è grande (cioè spesso) connettono e nel punto in cui lo fanno l’onda gira un pelo verso di te che stai finendo di surfare il primo picco e quindi devi saperlo e tenerti spazio ed essere pronto ad allargare la traiettoria di fronte all’onda prendendoti spazio, per evitare di trovarti troppo vicino a quello che sarebbe il secondo picco che appunto gira verso di te e ti chiuderebbe addosso. Comunque niente di che, si fa tranquillamente. Con il consiglio per raggiungere lo spot e queste due avvertenze, eviti errori e annesse complicazioni. Se sbagli e cadi (e succede….) non è detto che rompi, visto che c’è comunque molta acqua sul reef (non si tocca, almeno all’inizio dell’onda). Comunque, la spalla aperta sempre (con la seconda avvertenza quando connette) evita spesso disastri se sei posizionato male. Se poi non vai troppo profondo nell’inside, si surfa quasi in sicurezza. Detto ciò, Manawa è spettacolare, fai anche 6-7 bottom sull’onda in un contesto che ti sembra di essere un pro per un photoshooting a tahiti. Top. Considerazione che vale per tutti i reef esterni (manawa, charmeaux e one eye): c’è sempre poco vento e quindi l’onda è liscissima e se riesci ad infilare bene il rail nel bottom godi veramente come un riccio.
Charmeaux: per arrivarci (come per One Eye che è sottovento a Charmeaux), parti dal solito parcheggio pubblico, lambisci sopravento Small Reef, due lasconi e sei a Charmeaux. Ci surfa poca gente (perché tutti si credono fighi e vanno solo a One Eye) ed il che non è male (leggi poi su One Eye in merito all’affollamento). Devo dire che anche io ci ho surfato poco perché dovevo andare anche io a timbrare One Eye (echeccazzo!), ma quest’anno mi sono ripromesso di andarci di più. La misura è la stessa di One Eye, ma molto più lenta (ma comunque più veloce e tubante di Manawa) che permette di fare 2-3 bottom e poi via che sennò (sempre quando è grande) connette con One Eye e ciao. Per fortuna non ci sono mai caduto e non so dirti niente della pericolosità del reef, ma mi sembra comunque addirittura più complicato di One Eye perchè il reef è più spesso e quindi hai più possibilità di sgrattugiarti bene).
One Eye: lasciamo il più rinomato per ultimo! Come avrai letto su internet: onda velocissima, ripida e tubante e quando è grosso (o per questioni di marea) fa close out su un fronte di 50 mt! Detta così sembra inavvicinabile….Ti riporto le mie sensazioni, tentando poi un’analisi “oggettiva”. Già quando sei nell’outback prima della line up e vedi questi treni merce d’acqua che si avvicinano allineati al reef, ti sale l’ansia che solo perché ti sei cacciato lì volontariamente ti imponi di (cercare di) controllare. Quasi per inerzia ti trovi sulla line up e quando vedi quello sull’onda davanti a te scendere per il primo bottom (e scomparire completamente), l’onda su cui sei già non ti passa più sotto correndo via, ma ti spinge veloce verso il reef e devi buttarti dentro velocissimo downtheline. Il “problema” di One Eye è che (a differenza di Manawa) il lip è sempre davanti a te, in cima ad una parete verticale d’acqua molto lunga e che sta sempre per rompere tutta insieme. Lo vedi proprio che è lì per mangiarti da un momento all’altro. Quindi sostanzialmente scappi (almeno io) per quasi tutta la lunghezza dell’onda, quando - verso la fine – ti decidi ad abbozzare un veloce e largo bottom ed un veloce e largo cut, per poi uscire definitivamente. L’uscita è forse la parte più difficile perché devi farla proprio alla fine della lunghezza dell’onda (che ha già rotto) e moooolto largo di modo che se sbagli la strambatina del cambio di mura, almeno non hai subito quella dietro che ti tritura (essendo alla fine dell’onda hanno tutte già rotto e c’è la coda sperabilmente moscia). Ci sono tre picchi. Quella che precede è la descrizione del primo picco (quello sopravento, vicino a Charmeaux). Il secondo ha morfologia uguale, ma è addirittura peggio. Il terzo è riservato ai surfisti da onda alla fine del reef prima dell’apertura della laguna (con canale) a ovest dello spot. Di solito esco gli ultimi giorni della vacanza a One Eye perché se spacco tutto, almeno siamo alla fine. Ma essendo un’onda super adrenalinica mi sono sempre pentito di non essere uscito anche prima della fine delle ferie. Il tema della paura di spaccare tutto, mi porta a fare una considerazione sull’effettivo “pericolo” dell’onda. Tutto sommato le cadute sono poche (anche perché la chiappa è stretta e non spingo mai, ma sono sempre sulla difensiva). Se ti accorgi che sei in ritardo e che l’onda ti sta rompendo addosso, invece che continuare il folle downtheline, re-imposti una traiettoria dritta e perpendicolare davanti all’onda e prendi metri di vantaggio. Poi l’onda esplode dietro di te, e la schiuma ti trascina in laguna (e anche se cadi travolto dalla schiuma, solitamente, l’onda ha già perso molta potenza e se stai bene attaccato al boma non perdi l’attrezzatura che non si incaglia e non succede nulla). Insomma, in caso di errori di posizionamento, la fuga in laguna (sul cui confine corre il reef) ti salva. Se cadi invece davanti all’onda prima che franga….auguri (però oggettivamente è una situazione più rara). Forse il problema principale di One Eye è l’affollamento. Molti kiter, tanti windsurf e ora anche i wing. Considerando che gli errori (anche degli altri) li puoi pagare caro e che la ggggente droppa onde senza remore, questo è da considerare. Più di una volta anche kite in acqua nell’impact zone, con i cavi che non vedi a pelo d’acqua….Per legge locale (ci sono i cartelli sulla spiaggia) a One Eye i windsurf hanno la precedenza sempre, perché chiaramente abbiamo meno mobilità sul reef di altri utenti del mare. Con la bassa marea, poi, parte del reef è esposta….ma non sono mai stato così pazzo da vederlo secco da vicino…
SICUREZZA DI LE MORNE: DICIAMOLO SENZA MEZZI TERMINI: NON è UN POSTO PER IDIOTI. QUALCUNO NON E’ PIU’ TORNATO. Detto questo non facciamo neanche delle paranoie e del terrorismo psicologico, perché se usi la testa non ci sono problemi. C’è una regola FERREA che mi sono imposto di non infrangere mai e che non ho mai infranto: FAI ESATTAMENTE QUELLO CHE DICE LA SCUOLA DELL’ION CLUB (che poi è l’unica struttura che ha sempre la barca pronta per venirti a prendere…). Di solito hanno sempre due precetti che ti consiglio di non violare mai: 1) non uscire dopo le 17 (mi sembra…va controllato l’orario in loco) perché a quell’ora la scuola chiude e se rompi sui reef esterni NON TORNI, perché banalmente non c’è una barca che ti viene a prendere…. 2) guarda il colore della bandiera che issano ogni giorno e stabilisce quali zone dello spot sono sicure e quali no (legenda alla scuola e fai un check sul loro sito anche). La regola generale è che se c’è una mareggiata da sud-ovest (vera non da windguru) il canale di uscita dalla laguna (quello sopravento a Small Reef) è chiuso perché le onde frangono in mezzo al canale (tipo fenomeno dell’onda anomala che ho spiegato per Manawa) e ci sono 3 mt di schiume e quindi la barca non esce perché si ribalta (peraltro facilmente comprensibile dalla riva se il canale è chiuso). Se tu rompi fuori dai reef con canale chiuso….ciao. Non ti disperare quando il canale è chiuso perché di solito Small Reef è comunque accessibile (e grande) e poi c’è un’onda che si crea proprio davanti all’ hotel riu (credo si chiami Inner Reef) che è divertente e intorno ai due metri di media. Per tornare al discorso sicurezza, io nelle 5 volte che sono stato ho rotto dapertutto, soprattutto il primo anno, complice anche attrezzatura vecchia. Manawa due volte, una a Small Reef e una One Eye. MAI nessun problema. Erano tutti giorni “normali” in sicurezza. A Manawa ho alzato un braccio e qualcuno è andato a chiamare la barca che in quattro e quattro otto mi ha recuperato (se fossi stato fuori orario….), a Small Reef sono tornato a nuoto e a One Eye (incredibile ma vero) mi sono fatto una bella passeggiata sul reef fino alla spiaggia attraversando la laguna con la vela e boma arrotolati sulla tavola (albero andato). In quel momento della giornata nel punto più alto della laguna, l’acqua mi arrivava al petto. Veramente, se sei ligio alle regole hai la sicurezza e certezza psicologica che non succede nulla.
Un’altra cosa a cui devi stare attento sono i cali di vento improvvisi. Siamo ai tropici, piove due volte al giorno (e si secca il vento), poi esce il sole con arcobaleno e il vento rinizia a pompare (l’immagine più bella della mia vita surfistica la ho vissuta proprio a Mauritius, mentre surfavo un’onda a Manawa con difronte a me un arcobaleno disegnato enorme che avvolge la montagna dietro Le Morne….ho la pelle d’oca a ripensarci). Dicevo i cali di vento: rimani lì dove sei. Ho visto kite cadere dal cielo come sassi. Quindi appena senti che sta scaricando, di solito appunto accompagnato da nubi che arrivano da sud est, scappa a riva. Se ti fai cogliere impreparato e rimani fuori, se sei nell’orario di apertura della scuola (ancora importantissimo….) non ci sono problemi perché partono in automatico a recuperare i malcapitati (se invece la scuola è chiusa….). Comunque, cali di vento ex abrupto, così repentini da rimanere a mollo, sono piuttosto rari. Ci mette un pochino a mollare e ti avvisa (e uomo avvisato…).
Quiver: per surfisti di medio peso 5.3. e 4.7 obbligatorie, anche una 4.2 fa comodo. Io peso 66-68 (quindi leggero) e mi porto 4.2 e due 5.0 (non si sa mai...). Forse mi prendo una 4.7 prima di partire per gettare via dei soldi. Tavola 82-87 lt a seconda del peso (leggero o medio). ION Club non fa portare l'attrezzatura a Charmeaux e One Eye (per ovvie ragione), ma a Manawa e Small Reef si (e ne hai per godere). Con Emirates (appena tornato dal sudafrica) non "dovrebbero" esserci problemi con due sacche da 23 kg ciascuna. Come sempre le regole non sono chiare, ma se dichiari sotto i 300 cm lineari (non ho mai visto controlli con il metro) e sei nel peso, la ho sempre svangata (speriamo non siano le ultime parole famose, mi tocco).
LOGISTICA CON BAMBINI (E SOPRATTUTO MADRI DEI BAMBINI): iniziamo col dire che è pieno di famiglie con bambini di ogni età (mia figlia appunto per la prima volta ci è stata che aveva 18 mesi, ma ne ho visti anche di più piccoli). Come sempre quindi il problema non sono i bambini, ma le madri… Dico che è pieno di bambini perché quando ti rinfacceranno che sei un padre osceno che pensi più al waveriding rispetto alla salute della tua creatura, falle notare che è pieno di bambini (probabilmente di altrettanti padri osceni, ma tu punta sulla statistica). Con la mia ha funzionato. Poi dì che c’è gente che si indebita per farci il viaggio di nozze, quindi il posto è bello per definizione! In ogni caso DEVI (a meno che non vuoi il divorzio), parcheggiare madri e figli sulla spiaggia pubblica nel lato ovest (che è il lato che guarda One Eye e non quello diretto verso Small Reef e verso la naturale uscita con il windsurf). Sul lato di Small Reef, infatti, picchia il vento e dà fastidio (può anche essere un pelo freddino – da felpa – visto che lì siamo in inverno). Come per magia sul lato ovest, invece, non arriva neanche una bava di vento e le famiglie stanno comode comode tutte lì. Sempre in spiaggia, trovi lentissimi food truck dove puoi comprare cibo indiano, panini e frutta stellare (i cocchi si arrampicano letteralmente sugli alberi del parcheggio per prenderli, se hanno finito quelli che hanno portato).
Alloggio: credo la soluzione migliore sia un appartamento a La Gualette, 10 minuti di macchina da Le Morne (costa ovest). Lì c’è anche un supermercato grosso super fornito e qualche ristorante semplice. Alla fine, è comodo perché centrale (anche per le tante escursioni che si possono fare da lì). Se vuoi una cosa top, ci sono anche case molto belle sulla rotonda prima di entrare nella penisola di Le Morne che si affacciano sul mare (dove c’è il risto Wapalapam, ottimo, sempre guardalo su google maps). Se vuoi poi una cosa toppissima, ci sono gli alberghi lux sulla costa ovest della penisola. Sconsiglio vivamente invece il RIU sul lato sud della spiaggia di Le Morne (sempre quello che guarda su Small Reef) perché non è bello e soprattutto fa freddo perché è molto esposto al vento.
Escursioni: ora che lo scritto, mi è venuto in mente che l’isola la puoi girare parecchio (la mattina, prima della session pomeridiana). Se la tua lei, quindi, è una con spirito da viaggiatrice non deve necessariamente stare sulla spiaggia ad aspettarti. La mattina girate insieme e il pomeriggio si rilassa in spiaggia mentre tu godi sulle onde.
Macchina: la soluzione migliore è prenderla all’aeroporto. Nel 2024 avevo noleggiato qui ( www.carrental-mauritius.com/?gad_source=...rbTgYBYaAoKZEALw_wcB ) . Consigliato. Prendo sempre il pick up (siamo in tre). Da solo puoi anche prendere l’utilitaria. La macchina è necessaria a meno che non alloggi al JW Mariott che è praticamente alla fine della spiaggia pubblica (lato ovest – quello delle famiglie), dove qualcuno ne faceva a meno e si portava l’attrezzatura direttamente in camera (con 5-10 minuti di sfacchinata però).
In generale l’organizzazione è molto semplice e accessibile: io per anni ho preso appartamento a La Gaulette (su booking e Airbnb ne trovi diversi) e macchina per escursioni, spesa e Le Morne. Basta.
Considera che è inverno e quindi alle 18 il sole tramonta (splendidamente, dietro al mare o nella laguna di La Gaulette, a seconda del posto in cui vai, regalandoti soddisfazioni di birra post session veramente uniche). Una volta abbiamo visto anche le balene che saltavano dentro e fuori dall’acqua, dietro a One Eye, mentre mi premiavo appunto con la meritata birra post session in spiaggia al tramonto. Bellissimo.
Dopo che ho scritto questa descrizione, mi è venuta una voglia immane di partire.
Se hai dubbi più specifici, scrivi, che sono in vena di lodi assolute per il più bel posto al mondo per fare windsurf. Io spero di prendere i biglietti entro la fine della settimana e poi se vuoi ci scambiamo i numeri.
Bye
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