Aggiornamenti... Tumultuosi.
Il wekend del 4.8 becco domenica con vento allegrotto, almeno per lo standard del Lago di Auronzo, e ci do dentro col foil, cominciando ormai a tenere constante l'altezza e provando le prima strambate in volo (provando ho detto... gran tuffi!).
Sempre col mio setup massiccio, vela da 10 e ala anteriore da 19 del Glide, appena sopra lo standard 13-17 del Wind ma sotto la super-ala da 23 dedicata al surf .
Il fatto è che l'Xcite Ride 160 di Jp non era una tavola con scassa rinforzata, che ci fosse qualche rischio ne ero cosciente tanto che da subito avevo ideato (ma lo fanno altri ho visto) un cavo di sicurezza ricavato da una linea di kite in dynema con aggunta di moschettone da attaccare alla strap centrale posteriore...
E alla fine ahimè è servito...
Dopo due ore di corse forsennate ad un centro punto sento un rumore sordo e piombo a livello acqua, si stacca tutto scassa compresa dalla tavola e va in rotazione sia sul bordo della tavola che sul mio stinco destro (piccolo problema di tutti i leash...).
Insomma il foil ha sradicato la scassa. Pur nel piccolo lago di Auronzo, largo solo 100-120 metri, tornare a riva è un casino con questo coso appeso dietro che fa da ancora, provo a mettere il mast piatto sulla poppa ma non è facile.
Notazione: dalla - urgh - vivisezione della mia tavola si vede che la scassa è infilata nel box di legno ricevente e poi laminata dentro senza alcun particolare rinforzo, questo fa un po' pensare a usare una scassa ordinaria per il foil, dato che normalmente una pinna spinge lateralmente, mentre nel caso di un foil vi sono trazione spinta e leva verticali... Quantomeno è consigliabile andarci piano con misure di ali e vele...
Dopo alcuni giorni in cui pensavo di prendere il nuovo Jp Magic Ride 159 wood pro ho cambiato idea (2k di costo, colore rosa non gradito, ma ancor di più 85 cm di larghezza che rendono problematico portarlo sulle barre a fianco della bagagliera portavele), ho sentito che ripararlo non mi costerà pare una cifra e quindi ho optato per la rilaminazione della scassa originale, pressochè intonsa, da parte di un riparatore locale, ma stavolta con tutti i rinforzi del caso, specie adatti al mio setup.
Io la vedo così, il foil è da vento leggero, e quindi quando sono col velone (Hot Spf 10 ) e non basta tolgo la pinna e metto il foil, non posso mica mettermi a cambiare tavola o vela per una più piccola e via dicendo... Magari imparando meglio cambierò idea ma adesso sono abituato così.
Intanto, non essendoci abbastanza tempo per la riparazione prima della partenza a ferragosto per la vacanza, mi sono armato di coraggio e sono salito sul treno Venezia-Mestre con sotto spalla la borsettina con JP SLW 165 con scassa foil DT che tenevo a Venezia, specie per i suoi ingombri nel trasporto, 92 di lerghezza confermati dal fatto che sul tetto della mia auto ci sta in maniera un bel po' bislacca e non proprio adatta a lunghi viaggi... Vabbè stavolta si parla di laghi della Baviera, per cui no problem. Ma ho avuto conferma che è meglio che mi tenga l'Xcite 160 con la sua poppa larga ma con solo 78 di larghezza...

Intanto ci è scappata una nuova uscita sempre col velone, ma stavolta con la pinna, e ancora nel "mio" (sono sempre da solo...) minispot ad Auronzo. Lì col vento rafficato la pinna da 56 in dotazione non è che facesse faville, allora ho messo la vecchia Drake by Deibochet 70 da formula in dotazione al formuletto, e che a Venezia letteralmente marciva in sentina della barca (posso usare solo antialga lì), bè la differenza oltre che di portanza (ha in realtà tip sottile) ma specialmente di reattività è stata immediata ed impressionante. Qualche foto e video di terzi ci è scappato. Semmai a fine giornata la mia sciatica ahiahia mi chiedeva a gran voce di mettere il foil la prossima volta...