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I Piani dell'Avaro, in alta Val Brembana, sono stati, per me, una bella scoperta. Offrono molte escursioni in montagna, per tutti i gusti, e per tutte la stagioni. Noi abbiamo iniziato a perlustrarli con un trekking ai piedi del Monte Avaro.

 

Trekking: un giro intorno ai Piani dell'Avaro, Val Brembana

Da tempo sentivo parlare dei Piani dell'Avaro. In qualche descrizione, vengono dipinti come un luogo che d'estate regala scenari quasi scozzesi. In altre, vengono presentati come una zona ideale per ciaspolate, e percorsi di trekking invernale.

Domenica 16 gennaio 2022, sono andato a conoscere il luogo, con una prima breve escursione lungo il sentiero 109, che parte dal Rifugio Monte Avaro.

Per arrivare ai piani, si sale in Val Brembana, si passa da Olmo al Brembo e Cusio, dopo il quale si imbocca la Strada per il Monte Avaro (a pagamento - 2 euro al giorno; cassa automatica, all'inizio della strada).

Dopo svariati tornanti, la strada raggiunge i 1700 metri dei piani, dove si può parcheggiare intorno al Rifugio, o al "Ristorobie", poco sotto, dove è possibile anche noleggiare le ciaspole, o gli sci da fondo.

Anche se le condizioni di innevamento riscontrate domenica sono risultate più simili a quelle tipiche dell'inizio della primavera...., lo scenario che ci si è presentato davanti agli occhi, raggiunti i Piani in macchina, è stato stupefacente. I piani sono un ampio terrazzo panoramico in alta quota (poco sopra 1700 metri di quota) circondato da vallate e catene montuose delle Alpi e Prealpi, molto scenografiche, a 360 gradi (vedi nostra slidegallery completa). A dominare i piani, immediatamente a Nord Ovest, vi sono i rilievi del Monte Avaro, del Monte Triomen, del Monte Valletto e del Monte Ponteranica, sui cui si sviluppano i più vicini ed interessanti itinerari escursionistici. Da qui, passa anche una tappa del sentiero delle Orobie occidentali (n. 101). I Piani, di per sè, sono anche un'area con modeste e dolci ondulazioni, molto godibile per una semplice passeggiata, per fare sci di fondo (neve permettendo), per una giornata di relax con i bambini (pista di bob/slittino servita da tapis roulant), o per assaggiare la gastronomia locale in uno dei punti di ristoro disponibili.

Noi abbiamo voluto subito assaggiare uno degli itinerari di escursionismo che offre la zona. Pertanto, abbiamo lasciato il Rifugio alle nostre spalle ed abbiamo seguito la segnaletica del sentiero 109, verso i laghetti di Ponteranica/Sentieri dell'Avaro-Malghe di Cusio. Il percorso da noi seguito si sviluppa sul versante Sud Est del Monte Avaro, che digrada gradualmente verso i piani. 

 

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La traccia (vedi mappa qui sotto) dapprima sale ad un'ampia sella (a 1819 metri, ed 1 km dalla partenza), oltre la quale una carrozzabile prosegue verso alcuni alpeggi più a Nord. Vale la pena salire un attimo sul rilievo ad est della sella, a 1830 metri circa, dal quale si può ammirare un panorama notevole, a 360 gradi, che merita sicuramente di essere immortalato in qualche foto.

Siamo quindi tornati alla sella, per salire, dalla parte opposta, lungo la carrozzabile che si dirige verso "Ol Baitel", un bivacco in muratura, con letti a castello, e camino, dove trascorrere, magari, delle meravigliose ed avventurose nottate, tanto in estate quanto in inverno (adeguatamente attrezzati). 

 

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Nonostante le scarse condizioni di innevamento, noi, poco dopo il bivacco, abbiamo deciso di metterci i ramponcini, per continuare a salire, superando con minore difficoltà e maggiore sicurezza, qualche nevaio. Va detto, infatti, che l'itinerario qui descritto non ha presentato difficoltà, in occasione della nostra salita. Ma è pur vero, che, spesso, gli incidenti in montagna si verificano proprio sui percorsi più banali. Qualche nevaio ricopriva ancora qualche pendio ripido, alla fine del quale, magari, vi era una scarpata rocciosa. Meglio quindi non scivolare durante l'attraversamento. Inoltre, dovevamo provare i nostri ramponcini Camp, appena comprati, e devo dire che mi sono sembrati una soluzione tecnologica davvero valida, pratica, e che rende più sicuro camminare lungo simili percorsi. Domenica, i nevai si alternavano ad alcuni tratti non coperti da neve. Con un po' di attenzione, abbiamo cercato di non passare sulle rocce per non rovinarli.

Dopo il Bivacco, la salita si è fatta un po' ripida, ma senza strappi estremi. In breve (dopo circa 3 km), superato un incrocio dove il sentiero 109 si raccorda con il 101, abbiamo raggiunto i 2120 metri della bocchetta dalla quale il sentiero prosegue, e scende nella conca esposta a Nord Est, sotto il Monte Triomen. Noi siamo saliti sul dosso (ometto di pietre con croce in ferro - vedi nostra tracia), ad est della bocchetta, a quota 2130 metri (culmine della nostra salita - 2,9 km dalla partenza - 1 ora circa). Questo dosso, semplice da raggiungere, è un punto panoramico eccezionale: le Orobie con tutte le vette più alte, verso est; il Monte Disgrazia verso Nord; il gruppo delle Grigne e dello Zuccone Campelli verso Sud Godetevi veramente la scena!

 

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Mentre gustavamo, davanti a questo panorama, il nostro pranzo al sacco, abbiamo visto alcuni escursionisti affrontare, anche in solitaria e con qualche cane, i pendii innevati, ed in ombra, ripidi e ghiacciati, attraversati dai sentieri che conducono ai Laghetti di Ponteranica, o vi passano sotto, ai piedi del Monte Triomen. Abbiamo osservato la scena con una certa apprensione. Non bisogna sottovalutare questi percorsi, che, forse, andrebbero affrontati con equipaggiamento alpinistico più adatto (non con semplici ramponcini e racchette - ma magari con ramponi e piccozza, e facendo sicura con la corda). Scivolare lungo pendii del genere, può portare ad incidenti fatali. Se passate di qui, pensate bene a quello che fate.

Per scendere, noi abbiamo fatto quasi lo stesso percorso (purtroppo, il nostro GPS si è scaricato, poco dopo l'inizio della discesa, e quindi la traccia è incompleta, ma l'abbiamo integrata manualmente con una linea nera aggiuntiva). Arrivati al Baitel, però, siamo scesi verso Est, e non verso Sud, lungo una traccia e per prati, tornando ai Piani, dopo essere transitati da alcuni alpeggi a Nord di questi (vedi appunto traccia nera aggiuntiva).

Con maggiore innevamento, il percorso può essere molto più suggestivo, e può richiedere necessariamente l'uso delle ciaspole. Ovviamente, valutate la fattibilità dello stesso, in base alle condizioni da voi riscontrate.

Ritorneremo, prima o poi, ai Piani dell'Avaro, magari d'estate, per fare altre scoperte.

Buona passeggiata. 

Fabio Muriano

Clicca qui, per la slidegallery completa dell'escursione.

 

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