Sesto viaggio, per me, in Spagna del Nord, tra Galizia, Asturie e Cantabria, a caccia di onde e vento per fare windsurf e surf, e di panorami mozzafiato per rilassare la mente.
Windsurf, Surf e Trekking: Spagna del Nord, estate 2026
Individuando, finalmente, una finestra di circa 10 gg tra i miei impegni familiari, e sfruttando anche delle buone previsioni per quanto riguarda swell e vento, sono partito dall'Italia, con il mio furgone camperizzato, sabato 27 giugno in tarda mattinata.
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Domenica 28 giugno: arrivo
In un giorno e mezzo di viaggio, come al mio solito, copro i 1800 km circa che separano Monza dalla zona di Ferrol. Anche questa volta il viaggio, mi regala di tutto: dal caldo intenso della Francia del Sud (pernottamento vicino a Carcassonne, ad oltre 30 gradi), ai 13 gradi con nebbia all'arrivo in Galizia nel tratto di Autopista del Cantabrico, tra Ribadeo e Villalba. Arrivo alla Playa de Pantin, spiaggia stupenda e spot fantastico per il surf da onda, che mi accoglie subito con un magnifico tramonto, e buone condizioni d'onda, che alcuni ragazzi sfruttano fino alle ultime luci della sera, per allenarsi per la tappa del campionato spagnolo di surf da onda, in programma qui nei giorni successivi. Leggi l'articolo con le recensioni degli spot per surf e windsurf, della zona.



Lunedì 29 giugno: surf a Doninos e windsurf a San Xurxo
Lunedì è previsto l'arrivo di un solido swell da Nord Ovest, di 2 metri abbondanti e 12 secondi di periodo...., grazie ad una vasta bassa pressione, al largo dell'Irlanda.
Ed infatti la giornata (ed anche quelle successive) offriranno condizioni davvero notevoli. Mi sono portato dietro anche la mia tavola da Surf Torq Mod Fish 7.2, e decido di provare lo spot di Doninos (nella parte Nord della baia), la mattina. Punto alla doppia sessione: surf la mattina, e windsurf il pomeriggio.
Doninos offre onde di misura significativa, anche nello spot più a Nord, dove esco (a centro baia e nella parte sud, sono ancora più grosse). Osservo lo spot, poco affollato, e capisco che c'è una bella rip curl, sfruttabile per uscire all'estremità Nord della spiaggia, a ridosso degli scogli e delle rocce. E' un tapis roulant perfetto che ti porta, senza troppa fatica, in bocca alle onde. Al picco, mi aspettano onde di oltre 2 metri, belle lisce, ma anche piuttosto ripide. Riesco subito ad alzarmi qualche volta, e rimedio le inevitabili frullate. Per le mie capacità in surf, le condizioni sono impegnative. Mi faccio, però, portare in spiaggia dalle schiume, sulla tavola, dopo ogni surfata, riprendo la rip curl per uscire, ed inizio, ogni volta, un altro giro di giostra. Mi riprometto di non bruciare troppe energie, ma mi rendo conto che mi sto divertendo, ed il surf mi mancava da un po' di tempo. Sto in acqua un'ora e mezza circa, che poi si rivelerà anche troppo.... Ed infatti esco un po' stanco. Mi sposto quindi a San Xurxo, e, mentre mangio qualcosa al volo, studio la situazione.
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Al mio arrivo, la baia mostra condizioni di marea crescente, poco dopo il picco della bassa, parecchie schiume a riva, ed onde di 3-4 metri circa a 100-150 dalla spiaggia, che si allungano per tutta la baia. Non avevo mai visto onde così lunghe e continue qui a San Xurxo. Il vento è ancora debole, soprattutto nell'inside, anche se alcuni riders iniziano ad armare. Mi metto ad aspettare, sia per attendere che la marea aumenti un po' (ma questo sarà un errore), sia perchè le previsioni danno vento più forte da metà pomeriggio. Verso le 15,30 inizio ad armare. Dopo aver ipotizzato una 4.7 (anche guardando lo svizzero Jeremy), opto per una più potente Banzai 11 5.3 24/25, abbinandola con il Tabou Da Curve 88 2025, con K4 pinne di serie.




Provo ad entrare in acqua verso le 16,00, con la mezza marea. L'incremento della marea, ha aumentato le dimensioni delle onde vicino a riva, che non sono più schiume, e che formano un insidioso shorebreak frangente di 1 metro abbondante, vicino al bagnasciuga. Il vento nell'inside, purtroppo, non ne vuole sapere di spingere ancora bene...
In breve, provo più volte l'ingresso in acqua, ma, complice forse uno stato mentale non adeguatamente determinato, il mare mi sputa fuori più volte ed anche malamente, con alcune frullate imbarazzanti. Il problema è che quando si parte dalla spiaggia, con mare spianato, sfruttando magari qualche raffica di vento, si viene poi spesso mollati dal vento, al galleggio a 50-70 metri dalla riva, ed inevitabilmente poi arriva il nuovo set di onde, con quelle più grosse che superano i 2 metri, e ti frullano facilmente. Altre volte, in Cile o in Sudafrica, sono stato capace di uscire in condizioni complicate. Oggi, forse non ho la determinazione e la cattiveria necessarie, e sono anche stanco sia fisicamente che mentalmente. Accetto con umiltà la sconfitta.
Vedo che anche molti locals, però, hanno le stesse mie difficoltà, e solo 3-4 riders locali riescono ad uscire e stare in mare, ma surfano le onde più grandi al largo, mediamente logo high, ma, generalmente, le abbondonano presto, non rientrando mai troppo nell'inside, dove patirebbero la mancanza di vento.
Alle 19,00, il vento, finalmente, entra meglio (soprattutto nell'inside), ed altri riescono a conquistare il mare, anche se le condizioni rimangono impegnative. Io ho disarmato, e non ho più voglia di rimettermi in gioco. Domani, sarà meglio, penso.
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Martedì 30 giugno: surf a Doninos e windsurf a San Xurxo
Martedì la giornata è molto simile alla precedente. Lo swell previsto è in leggero calo, mentre intensità e direzione del vento sono simili. Visto che la giornata precedente mi sono divertito, esco ancora in surf a Doninos, la mattina. Le onde sono ancora belle, tra 1 e 2 metri, e faccio un'altra bella sessione, in un clima piuttosto rilassato. Il parcheggio vicino alla spiaggia è molto comodo, e la spiaggia pubblica è bella e ben attrezzata.
Il pomeriggio mi presento di nuovo a San Xurxo, ed esco di nuovo con la Banzai 11 ed il Da Curve 88, settato a quad con due K4 Scorcher da 16 al centro. Le onde sono ancora importanti, ma meno impegnative del giorno prima. Il vento è sempre instabile nell'inside, e rende l'uscita in mare più tecnica e fisica del solito qui. Anche prendere le onde al rientro non è semplice, proprio per mancanza di spinta, quando ci si avvicina alla spiaggia. In questi giorni, il vento da NE generato dal centro di alta pressione poco a Nord della Galizia, in realtà arriva side e non side off sullo spot, e, forse, questo determina questa particolare instabilità del vento a riva, per la presenza di una collina sopra vento, o perchè rimbalza sulle colline dietro la spiaggia. Inoltre, il mare risulta un po' choppato al largo, e non liscio, come in genere con vento side off.
Comunque, riesco ad uscire in mare più volte, e la sessione si rivela divertente, anche se fisicamente impegnativa e tecnica. Io sconto un po' anche la stanchezza per la sessione di surf mattutina. Devo scegliere tra i due sport, per godermi al meglio le uscite in mare. Sullo spot, ci sono tanti riders locali del club Ferrolvento, e diversi stranieri, con una buona presenza di svizzeri, tedeschi e qualche francese. Sono l'unico italiano. Jeremy, un ragazzo svizzero di Berna, in particolare mi colpisce, perchè si mette a provare i goiters, scendendo parallelo dalle onde, a piena velocità.




Mercoledì 1 luglio: windsurf a San Xurxo
Il giorno dopo, saggiamente, rinuncio a fare la sessione di surf da onda mattutina a Doninos, e ne approfitto per qualche commissione (spesa, rifornimento benzina, e svuotamento/riempimento serbatoi camper).
Il pomeriggio San Xurxo ci regala ancora onde inaspettamente di buona misura (2 metri) e vento un po' più forte, anche se sempre un po' instabile nell'inside. Esco in mare con la Ezzy Wave 4.7 2025, e faccio un'altra sessione divertente anche se sempre piuttosto tecnica. Setto il Da Curve ancora come quad, questa volta con due K4 Leon da 16 al centro. Voglio provare la tavola con diverse combinazioni. Peraltro, questo nuovo Da Curve, rispetto alla versione 2020 che avevo in passato, ha una carena a concavità singola e non doppia (in poche parole, più piatta), e ciò la rende un po' più libera sull'acqua (come se fosse un freestyle). Faccio due ore in acqua e sono cotto....





In serata, mi apposto per la prima volta in libera a dormire alla Playa de Penencia, nella baia di Doninos, e mi godo il sole che scende in mare, mentre cucino e mangio con il portellone aperto..... E' uno spettacolo per la vista e per la mente. Io e pochi altri, ci godiamo la pace e la magia del posto.


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Giovedì 2 luglio: windsurf a Doninos
Il 2 luglio, ci sono poche speranze di avere buone condizioni di onda. Lo swell, ormai, si è quasi completamente esaurito. Sto anche valutando se spostarmi a Playa Traba, che regala sempre un po' di onde generate anche solo dal windswell. Ma, poi, colgo l'occasione di uscire a Playa Penencia a Doninos, che, da metà giornata, viene investita da un vento teso da Nord (side), invece del solito NE, side off, con cui lavora lo spot. Esco in mare con la Guru X 4.2. Il vento, una volta in mare, risulta davvero forte, e sostanzialmente, sarebbe meglio una 3.7!! Comunque, ne esce una sessione divertente, in cui manovro parecchio, con bellissime strambate nel mare piatto, davanti alle onde, in prossimità della spiaggia, ma anche con belle virate e strambate al largo. Ogni tanto, entra qualche onda da swell da Ovest, al massimo di 1 metro di altezza, per qualche breve e facile surfata. Bordeggiamo in mezzo alla baia di Doninos. Il panorama intorno è stupendo..... Pernotto ancora a Playa de Penencia, e mi godo un altro tramonto memorabile.
Venerdì 3 luglio: windsurf a Traba
Un giro a Traba è quasi un must, quando vengo in Galizia, per la bellezza di questa spiaggia infinita e dalla campagna intorno. Qui, in passato, ho fatto davvero belle uscite in windsurf. Ma, il 3 luglio, Traba regala un vento forte, ma super rafficato, che provo a prendere con la Ezzy Wave 4.7. L'uscita, però, non mi dà grande soddisfazione, ed io, ormai, se non mi diverto, non rimango troppo in mare.
Dopo poco meno di 2 ore di tentativi, pur rubando qualche surfata, esco dall'acqua, per mettere tutto a posto e spostarmi in un altro mio posto del cuore, da queste parti, Playa de Nemina, dove spero di fare un po' di surf, la mattina successiva. Nemina mi accoglie un'altra volta con il suo scenario stupendo. Fin qui, la temperatura è rimasta molto comfortevole, con una minima di 18-20 gradi, ed una massima di 25-26.
Sabato 4 luglio: trekking a Cabo Home (Vigo)
Purtroppo, sabato mattina, Nemina non offre onde di altezza adeguata per una degna sessione di surf da onda. Gli istruttori delle scuole entrano in acqua con i principianti con le soft board, per sfruttare anche 30 cm di onde, ed esercitarsi con il pop up, ed il take off.
Io saluto Nemina, ed inizio il trasferimento nella zona di Vigo nelle Rias Baixas, che ho sempre attraverstato, senza quasi mai fermarmi ad esplorare, quando dirigo a Sud verso il Portogallo. Arrivo a Donon, nella penisola a Nord di Vigo, nel primo pomeriggio. Climaticamente, le condizioni sono completamente cambiate: la temperatura si aggira intorno ai 35 gradi (in autostrada, sono stati raggiunti anche i 38). Senza Nortada, le Rias Baixas, come avevo intuito, sono piuttosto calde, e l'Oceano, la cui temperatura è di soli 15-16 gradi non riesce a mitigare il calore dell'entroterra.
Nonostante questo, faccio un bel trekking ad anello da Donon a Cabo Home, ed alla Praia de Melide, davanti all'arcipelago delle bellissime isole Cies. Cammino a torso nudo ed in sandali, e dopo aver raggiunto il Faro di Cabo Home, molto scenografico, mi dirigo alla spiaggia, dove faccio un necessario e piacevole bagno rinfrescante.


Domenica 5 luglio: giro a Vigo, surf da onda a Penarronda
Alle 9,30 di mattina, per sfruttare le ore più fresche della giornata, vado a visitare Vigo, raggiungendo prima la fortezza che domina dall'alto la città, e, poi, faccio due passi per le vie del centro. La città ha diversi angoli gradevoli, e la sera deve essere molto vivace (ci sono molti locali). Ma, poi, quando verso le 11, la temperatura supera di nuovo ed abbondantemente i 30 gradi, decido di scappare e tornare a Nord.
Studiando gli spot per il surf da onda che mi sono segnato, decido di andare alla Playa de Penarronda, nelle Asturie, e faccio un'altra scoperta meravigliosa. Il contesto di campagna alle spalle è estremamente piacevole e rilassante. La spiaggia, tanto per cambiare, è immensa e caratterizzata da un faraglione ad arco, centrale, quasi completamente emerso con la bassa marea. C'è pure qualche ondina (0,5 - 1 metro), e decido di fare una sessione di surf, anche solo per smaltire la calura accumulata a Vigo e durante il viaggio sin qui. E la sessione di surf si rivela davvero divertente.
Esco all'estremità est della spiaggia, dove si alzano un po' di onde, dove non ci sono bagnanti, e dove c'è anche una bella rip curl che porta, anche qui, facilmente davanti al picco. Prendo un sacco di onde, ed intuisco anche quale debba essere la migliore posizione dove mettere le mani sulla tavola per alzarsi, mantenendo un buon equilibrio durante il pop up. Mentre surfo, noto un furgone parcheggiato in cima alla falesia che si alza, nel lato Est della baia. Tornato alla macchina, consulto Google Maps, con l'immagine satellitare di sfondo, e noto un interessante "aparcamiento".... Qui, ci sono anche alcuni parcheggi. Dirigo quindi in località Santa Gadea, peraltro, contraddistinta da pittoreschi edifici rurali, e trovo un bellissimo parcheggio su prato, ed uno su massetti, dove ci sono diversi altri furgoni e camper parcheggiati. Mi apposto qui per la cena ed il pernotto, e passo un'altra serata con un tramonto bellissimo sull'oceano. Dormo con la copertina.....


Lunedì 6 luglio: surf a Penarronda e trasferimento verso Covadonga
La mattina del 6, mi alzo e faccio un'altra buona sessione di surf a Penarronda, anche se non bella come quella della sera prima. Poi, con calma, mi preparo per iniziare il viaggio verso Covadonga, nel Parco del Picos de Europa, dove vorrei fare un'escursione ai Laghi il giorno dopo. Purtroppo, allontanandomi dall'oceano, si ripresenta l'incubo del caldo, e quando raggiungo Covadonga, il termometro segna 41 gradi! Impensabile dormire in furgone con queste condizioni, anche posizionandomi in campeggio, con tutti i portelloni aperti. Dovrei prendere una camera per dormire con l'aria condizionata. In più, la strada che porta da Covadonga agli omonimi laghi è chiusa al traffico e percorribile solo con una navetta da prenotare. Ma per l'indomani non ci sono posti disponibili fino alle 11,00. Decido di tornare sull'oceano, e raggiungo la zona di San Vicente della Barquera.
Martedì 7 luglio: Comillas ed El Capricio di Gaudì
Ormai, manca poco all'inizio del lungo viaggio di rientro. Il finale della vacanza è tutto culturale. La sera prima sono passato da Comillas, ed ho notato un bel centro storico. Consultando Google, scopro anche che in paese c'è una villa patrizia, denominata "El Capricio" progettata dall'architetto catalano Antoni Gaudì, quello che ha progettato anche la Sagrada Familia, casa Batllò, e Parc Guell, a Barcellona. Prenoto la visita per le 11,45, e raggiungo la villa, dopo una passeggiata nel bel centro della città. El Capricio mi regala una visita davvero interessante e piacevole. Gaudì ha un stile allegro, ispirato alla natura, ed alcune sue soluzioni proegettuali sono anche molto funzionali (nel 1880 aveva già pensato ai doppi vetri, oppure aveva collocato al centro della casa una serra, per sfruttarne il calore, per il resto dell'edificio). La visita è molto arricchente. Dopo la visita, mi concedo un pranzo in centro al ristorante, ed assaggio la cucina locale, interessante, anche se il bacalao con tomate mi si piazza un po' sullo stomaco ....

Mercoledì 8 luglio: San Juan de Gaztelugatxe
Inizio il viaggio di rientro, ma mi concedo un'ultima tappa, dalle parti di Bilbao, in un altro sito turistico che avevo segnato da tempo: la scenografica cappella di San Juan de Gaztelugatxe, resa famosa anche per il fatto che ci è stato ambientato Games of Throne..... La visita è gratuita ma va prenotata, ed io lo avevo già fatto all'inizio della vacanza. Su sito dove si prenota la visita, mettono in guardia sull'impegno dell'escursione, non adatta a tutti, e consigliano scarpe adeguate. L'escursione, in realtà, non è niente di particolare, per chi, come me, è abituato a camminare in montagna su percorsi ben più seri. Fa un caldo umido, un po' opprimente.
Lungo il percorso, ovviamente, c'è anche gente in infradito ed anche scalza....
Il posto, comunque, è suggestivo, sebbene un po' turistico. L'isola rocciosa in cima alla quale sorge la cappella è ricca di archi e grotte, ed è raggiungibile attraverso un lungo camminamento, con scorci affascinanti soprattutto all'inizio dell'ultimo tratto in salita. Il posto è vagamente irlandese, ma per godere appieno della magia del posto, forse, bisognerebbe visitarlo al di fuori del periodo estivo. Comunque, vale la pena di fare un salto qui, se si capita da queste parti.

Giovedì 9 luglio: rientro
Completata questa ultima tappa, inizio seriamente il viaggio di ritorno. La Francia mi regalerà un'altra ondata di calore. A Briancon, ai piedi del Monginevro, la temperatura sarà ancora di 34 gradi.... (e 24 al passo).
Dopo diverse ore di guida, arrivo a casa. E' stata un altro viaggio in Spagna ricco di belle giornate in acqua, di magnifiche scoperte, e di immagini ed emozioni che rimangono scolpite nella mente e nell'anima. Insomma, anche questa volta, ne è valsa la pena!
Hasta lluego. Fabio
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