Ecco finalmente il bel resoconto della trasferta di Marco dell'inverno scorso a Lanzarote, e Fuerteventura (Isole Canarie): onde e vento di qualità, e tante sessioni windsurf e waveriding.
Windsurf, report: Lanzarote e Fuerteventura (di M. Maywald)
E’ oramai da qualche hanno che ho preso l’abitudine di “svernare” alle Isole Canarie durante le vacanze natalizie insieme alla famiglia. Pur non essendo il periodo più favorevole per frequenza di vento, gli ottimi swell invernali, le temperature primaverili e la possibilità di lavorare in smart working senza problemi di connessione (le Canarie sono in Europa) e di fuso orario, mi hanno portato ad allungare il soggiorno da 2 a 3 settimane, aumentando così la possibilità di uscite in windsurf. Se poi non si è fortunati con il vento, le onde per fare un po’ di surf non mancano mai.
Quest’anno, abbiamo quindi deciso di suddividere il soggiorno tra due isole vicine: Lanzarote e Fuerteventura.
Oramai, conosco bene Lanzarote dove gli spot sono principalmente 3 sulla costa ovest. Già l’anno scorso, avevo trovato un nuovo spot ad Orzola, in condizioni di vento inusuale. Ne era scaturita una bellissima uscita in solitaria in condizioni side off condividendo le onde con pochi surfisti da onda locali.
Lo scorso anno ero andato a Fuerteventura per una settimana. Tuttavia, non ero stato fortunato con il vento ed ero riuscito a fare un’unica uscita al galleggio con vento da est a Mahanicho. Bella, ma molto impegnativa a causa di onde sui 3 m, e vento quasi inesistente.
Quest’anno, invece ho trovato diversi giorni di vento ed onda in entrambe le isole che mi hanno consentito di provare diversi spot, in condizioni differenti. E’ per questo che mi sono deciso a scrivere questo breve report che penso possa aiutare chi, soprattutto a Lanzarote, dovesse trovare come me queste condizioni anomale.

Lanzarote
I 3 classici spot con gli alisei sono: Las Cucharas, dove ci sono tutte le scuole di windsurf e wingfoil; appena più a nord, Los Charcos, spot dei locals con una discreta onda tra i frangiflutti della baia, che però non si può surfare con la bassa marea, e lo spot radicale, per soli esperti, di Jameos de l’Agua. Ma non è a questi spot che voglio dedicare la mia attenzione, anche perché potete trovare altri articoli che li descrivono.
Mi voglio concentrare sugli spot da frequentare con i vendi meridionali.
Subito dopo Natale, infatti, una serie di perturbazioni atlantiche ha portato condizioni di vento e mare non molto frequenti sulle Canarie. Purtroppo non esistevano articoli che descrivessero possibili spot con venti da sud sud-ovest. Le scuole non davano indicazioni chiudendo i battenti a Las Cucharas per condizioni troppo on-shore, ed i locals che normalmente bazzicano a Los Charcos erano spariti.
Pertanto, guardando la mappa di Lanzarote e selezionando le spiagge (non molte peraltro, visto che Lanzarote è l’isola più vulcanica dell’arcipelago, quindi molto rocciosa) sono andato alla ricerca di spot surfabili.
Giorno 1: vento da sud
Con questa angolazione del vento, previsto fino a 25kt, l’anno scorso avevo trovato buone condizioni ad Orzola. Tuttavia, quest’anno non c’era swell da nord/nord est. Pertanto ho subito scartato lo spot perché avrei trovato acqua piattissima.
Ho escluso lo spot di Famara che sapevo lavorare solo con vento da sud ovest, anche dopo aver guardato l’unica webcam decente sull’isola, e tutta la costa ovest dove poteva esserci qualche spot interessante, ma sicuramente sarei stato da solo.
Parto, quindi, a perlustrare la costa est cercando le spiagge con vento meno on-shore. Dalla punta di Papagayo fino a Puerto Calero c’è solo roccia. Arrivato a Puerto del Carmen, località popolata dal turismo inglese, trovo qualche spiaggia che potrebbe fare al caso mio. Tuttavia non trovo nessun windsurf, kite o wing (ce ne sono parecchi anche qui) e l’accesso alle spiagge è ostico. Mi sposto quindi in Costa Teguise e mi fermo a Los Posillos. La spiaggia è di sabbia ma, essendo artificiale, il reef produce comunque onde decenti. Inoltre, la baia è ampia e ad arco. Quindi, a seconda del punto di entrata si trova vento side/on shore, ma l’uscita è fattibile. Anche se sono solo, entro con il wave 94l e la 4.7 e mi diverto parecchio, ma ho paura che da lì a poco lo shore break diventi pericoloso. Dopo una mezz’ora, intravedo due kite sopra vento e mi sento meno solo, ma dopo poco escono. Come previsto lo shore break diventa assassino (simile a quello di Bordighera o Riva Ligure durante le mareggiate da sud). Pertanto surfo un’altra ora cercando di evitare le onde vicino a riva e poi esco con un lasco a velocità folle per evitare la risacca. Mi è andata bene e disarmo felice.
Mentre smonto conosco uno spagnolo di nome Sebastian che è uscito con il wingfoil nello spot appena sopravvento, Playa Matagorda. Anche lui ha penato parecchio, perché l’entrata dalla spiaggia è piena di rocce e nell’uscire dall’acqua ha rischiato di danneggiare l’attrezzatura. E’ uscito da solo come me, e ci scambiamo i numeri per decidere cosa fare il giorno successivo.

Giorno 2: vento da sud ovest
Con questa angolazione il vento alla Playa de Los Posillos è side off. In mattinata do un’occhiata alla webcam (Webcam Puerto del Carmen - Playa Los Pocillos - SkylineWebcams) e nonostante sia rimasta qualche onda dal giorno prima il vento è insufficiente. Nel frattempo il vento aumenta ma le onde spariscono.
Avverto Sebastian che lo spot ideale oggi è Famara. Tuttavia, mi chiama alle 11 dicendo che il vento è molto off e non c’è onda, forse per la bassa marea. Guardo la webcam (Famara Webcam dal vivo | Red Star Surf Lanzarote) ed ho conferma che non c’è onda. Qualcuno dice a Sebastian che dovrebbe migliorare con l’alzarsi della marea nel pomeriggio.
Andiamo quindi ad Arieta. Lo spot si trova a qualche centinaio di metri prima dell’arrivo in paese e si chiama Playa della Garita. C’è una strada sterrata sulla destra, venendo da sud. Si parcheggia di fianco al ristorante La Casa de la Playa a pochi metri dalla spiaggia. Il vento è già da 4.7 ma la baia, per assenza di swell, è completamente piatta. Il wingher è già in acqua e lo seguo per una breve session prima con la 4,7 e poi con la 4.2.
Il vento è rafficato e in assenza di onde dopo poco mi stufo. Nel frattempo arriva un ragazzo (si fa per dire avrà la mia età e forse qualche anno in più) che entra con una Goya 4.5 come la mia. Mi conferma che dopo le 14 dovrebbe entrare onda a Famara. Per preservare le forze, smonto tutto e decido di dirigermi verso Famara.
Dopo 30 minuti di auto, arrivo sullo spot. La baia è molto bella. Si arriva dall’alto, e già a qualche chilometro intravedo le barre che si srotolano con un periodo interessante. Ci sono già 4 o 5 windsurf in acqua e diversi surfisti da onda. Il vento è side off molto rafficato, ma vedo che tutti hanno vele piccole, anche qualche 4 m. Armo la mia 4,2 e mi butto in acqua.
Faccio una delle più belle uscite da quando ho imparato a fare wave. Onde sui 2 m con set fino a 3. Lisce e veloci, si riescono a fare 3-4, a volte anche 5 bottom, e pure degli aerial. Provo anche il wave 360 che quasi chiudo, anche se fuori dall’onda. Due ore di pura libidine. Poi si intravvedono i fulmini con un temporale in avvicinamento. Il vento gira repentinamente side/side on e riesco a rientrare poco prima che muoia ed inizi a piovere. Smonto e rientro soddisfatto.
Giorno 3: vento da sud/sud ovest
Esco nuovamente a Los Posillos. Un’oretta con qualche bella onda al galleggio con la 4,7. Forse sarei potuto andare nuovamente a Famara, ma nel pomeriggio ho il traghetto per Fuerteventura, ed ho finito i crediti con la moglie.
Quindi mi accontento. Del resto il vento dura poco perché la pioggia stoppa tutto.

Fuerteventura
Qui, gli spot sono tanti. A seconda della direzione del vento e dello swell si possono scegliere spot differenti, tutti di qualità. Ovviamente parlo di Fuerte nord. Su waterwind, avete una dettaglia recensione di tutti gli Spot della Costa Nord Est e Nord/Nord Ovest di Fuerteventura.
In inverno, la direzione del vento cambia leggermente rispetto all’estate. Inoltre con le perturbazioni invernali gli swell sono importanti e i venti ruotano spesso di direzione.
Negli scorsi anni, sono stato sfortunato e non ho mai beccato condizioni di vento decente. In compenso, ho trovato giornate con swell importante. Sono riuscito ad uscire a Majanicho con oltre 3 m d’onda e vento da 4,7 al galleggio.
Ma quest’anno, le previsioni sono ottime per almeno 4 giorni della settimana del mio soggiorno.
Già all’arrivo al tramonto a Corallejo con il traghetto da Plaja Blanca, intravvedo i windsurfisti a Rocky Point che si godono le ultime onde della giornata. L’italiano, oramai local, Marco Nardone mi riferisce di una uscita con onde mast high succulenta.
Giorno 4: vento da ovest
Stessa direzione del vento del giorno prima, ma swell in calo. Già alla mattina sono sullo spot di Rocky Point appena fuori Corallejo. Oggi, sono con mio figlio Riccardo. Quindi, dovremo dividerci la mia attrezzatura.
Ha 26 anni ed è già un freestyler più forte del sottoscritto (non ci vuole molto), ma nelle onde non ha molta dimestichezza. C’è ancora poco vento, ma abbastanza per planare a tratti. Essendo appena arrivato a Fuerte, ed essendo più leggero di me di almeno 10 kg, gli offro di partire con la prima session. Gli raccomando di non farsi ingolosire e di evitare le surfate fino alla spiaggia. Lo spot si chiama Rocky point per un motivo ben preciso…
Sulla spiaggia vedo una delle sorelle Moreno con altri locals di Gran Canaria. Si entra dalla spiaggetta sottovento per poi fare un paio di bordi risalendo verso le onde in mezzo alla baia.
Vedo surfare Ricky con la 4.7 per un’oretta, ma dopo poco lo vedo uscire dal reef sopra vento con l’attrezzatura in mano. Gli vado incontro e scopro che ha assaggiato le rocce del reef.
Ha salvato la tavola, ma ha fatto sfregare diverse volte la vela sulle rocce. Risultato: vela con diversi tagli sulla tasca dell’albero anche di 20 cm e albero con diversi segni. Per fortuna è un MaverX ultraresistente.
Lascio qualche lacrimuccia sulla spiaggia (la vela era nuova), e decido di entrare io. Il vento rinforza. Per quasi due ore, prendo onde sopra i 2 m e mi diverto come un matto. Il vento è aumentato ed è side. Le condizioni sono ottime. Poi il vento cala e l’alta marea rovina le onde. Soffro l’ultima mezz’ora e decido di rientrare comunque appagato. Lo spot è molto bello ma era pieno di gente. Mi dicono molto più affollato del solito per essere inverno.
Giorno 5: vento da nord/nord est
Dopo aver acquistato il tape ultra-forte della marca Gorilla ed aver tappezzato la mia 4,7 con risultato molto apprezzabile (deciderò infatti di non farla più riparare) ci muoviamo verso Flag beach.
E’ l’unico spot che oggi è sufficientemente esposto al vento, anche se un po’ da mare. Lo danno in progressivo aumento nei prossimi due giorni con swell sopra i 2 m.
Il local Marco mi segnala che dal giorno successivo lavorerà Puerto Lajas. Lui purtroppo deve rientrare e mi conferma che Flag Beach è l’unico spot appetibile con queste condizioni anche se l’onda farà pena.
E in effetti ha ragione. Faccio uscire Riccardo che si sente ancora in colpa per aver rovinato la vela. Si diverte per due ore planando a tratti visto che è leggerino. Io mi faccio qualche bordo sul finale di giornata.
La spiaggia ed il fondale sono splendidi ma le onde sono in faccia e incasinate. Segniamo comunque una tacca anche oggi.
Giorno 6: vento da nord/nord est
Danno vento in rinforzo con moto ondoso in aumento nel pomeriggio. Mi muovo da solo dopo pranzo, perché il “cucciolo” è stanco. Non sono mai uscito a Puerto Lajas e gli amici da casa mi suggeriscono di fermarmi prima a El Burro, visto che è sulla strada. In acqua c’è una ragazza della Repubblica Ceca. C’è poca onda e il suo ragazzo mi dice che è lì proprio perché vuole evitare le onde. Quindi mi dirigo spedito verso Puerto Lajas.
Al mio arrivo vedo windsurf, kite e wing già plananti in acqua. Ci metto un po’ a capire dove si parcheggia, perché ci sono auto a ridosso della spiaggia di sassi per diversi metri sopra vento alla baia. Qualcuno entra anche sotto vento.
Vedo che ci sono due reef. Uno in centro alla baia ed uno all’inizio della baia sopravento. Le onde di quest’ultimo mi sembrano molto meglio e parcheggio al centro della baia.
Risalgo con la mia 4,7 ed il 94 litri fino al reef sopravento e mi godo le prime onde. Sono facili e le trovo abbastanza lente. Bisogna selezionarle bene però per riuscire a fare qualche bottom decente.
Surfo per un paio d’ore con soddisfazione perché mi dicono che l’alta marea rovinerà un po’ la qualità.
Lascio l’attrezzatura nella spiaggia sopravento, per evitare di fare altri bordi di bolina. Quando esco dall’acqua in effetti vedo che c’era una strada sterrata per raggiungere la zona della baia sopravento. Quindi mangio un panino, e con la muta addosso sposto l’auto vicino ai camper. Qui sono a 20 m dalla spiaggia ed è molto più comodo.
Surfo un’altra oretta e decido di montare la Gopro sopra la maniglia del boma. Prendo diverse onde con 3 - 4 bottom e già pregusto i filmati che scaricherò. La posizione della telecamera però è scomoda e un po’ pericolosa.
Infatti mi tocca la testa in una strambata stretta. Rientro per sistemare la Gopro ma mi accorgo di non aver registrato neanche un secondo dell’uscita. Inoltre, un tedesco mi dice che sto sanguinando.
Mi tocco la testa e scopro di avere un buco. Penso che cambierò la posizione della Gopro… La moglie del surfista tedesco si offre di medicarmi suggerendo di andare al pronto soccorso per qualche punto.
Ringrazio e vado a casa dove farò una medicazione fai da te.

Giorno 7: vento da nord/nord est
Ultima giornata di vento e onda sopra i 2 m. Confermato lo spot di Puerto Lajas, parto con mio figlio già alle 9. Oggi vogliamo sfruttare bene la giornata visto che non danno più vento nei giorni successivi fino al nostro rientro. Appena arrivati, la baia ci accoglie con delle belle barre sui 2 m con un bel periodo. Questa volta parcheggio direttamente nella spiaggia a nord di Puerto Lajas. Si chiama Playa Barlovento. Venendo da Corallejo si gira a sinistra alla rotonda prima del paese. Bisogna fare attenzione ai sassi perché è tutto sterrato. Ma si parcheggia a 30 m dalla spiaggia.
Il vento è già da 4.2. Entra mio figlio e, tempo 15 minuti, si spara uno speed loop stallato. Vorrei avere 30 anni in meno…
C’è una grossa roccia appena sotto il reef dove si surfa dal quale si possono fare video e foto. La bassa marea consente di stare a pochi metri dalla riva protetti dal grosso masso.
Faccio diversi filmati e dopo un’ora e mezza è il mio turno. Mi sparo oltre 2 ore consecutive in acqua. L’onda è bella e facile anche se non spinge molto. Si possono fare anche 3-4 bottom consecutivi fino all’entrata in baia. Anche Riccardo si prodiga in filmati. Inoltre, conosce un ex surfista, fotografo italiano che mi fa qualche bella foto e me la manda in serata (quelle inserite in questo articolo).
Rientro esausto per un panino per dare il cambio a Riccardo. Ma si è già tolto la muta ed ha preso freddo durante le riprese. Pertanto, mangio il mio panino, e rientro in acqua per un’altra ora e mezza fino ad esaurimento delle energie. Giornata indimenticabile!
Che dire: le Canarie d’inverno hanno qualcosa di speciale. Quest’anno mi hanno regalato uscite bellissime e diverse.
Ci vediamo, spero, l’anno prossimo.
Aloha
Marco
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