Report sessioni

Giornata strana al Garda, quella di ieri, con molte previsioni smentite, e con il vento che ha fatto un po' quello che voleva. Ma il lago qualcosa regala sempre, ed, infatti, siamo riusciti a sfruttare due ore abbondanti di Ora al Pier.

Alta pressione, e buone previsioni di Peler alla mattina. Arrivati sullo spot intorno alle 8,15, subito, ci siamo ritrovati con altri locals, e non, nel parcheggio in riva al lago, a scrutare lo specchio d'acqua verso Nord, sperando in una giornatona. 

Considerata anche l'entrata in vigore dell'ora legale, un certo ritardo nell'ingresso del vento, rispetto ai giorni scorsi, era immaginabile. Alle 8,30-9,00, il vento non ne voleva sapere di scendere fino al Prà, mentre la sponda veronese sembrava essere investita decisamente meglio. Ed, infatti, poi abbiamo saputo che a Malcesine sono usciti con vele piccole.

Difficile capire che cosa non abbia funzionato ieri (noi possiamo basarci, come tutti voi, principalmente sulle previsioni, e su quel po' di esperienza maturata finora). Da rilevare che il cielo verso sud non si presentava veramente limpido, ma leggermente lattiginoso per un po' di foschia, possibile segno di lievi correnti da Sud in pianura. In secondo luogo, da segnalare un caldo veramente notevole, rilevato sullo spot già alle 8,00 di mattina (circa 20 gradi), che può essere indizio di un caldo anomalo anche nelle vallate a Nord del lago, che non favorisce l'instaurarsi del Peler. Da ultimo, da rilevare che, probabilmente, in quota i venti a Nord del lago erano orientati da Nord Ovest, e questo ha fatto si che la sponda bresciana del lago risultasse sfavorita.

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Michelino ed alcuni suoi amici si sono presto spostati più a Nord, riuscendo a sfruttare un'ora abbondante di Peler al Pier, in assoluta solitudine (una pacchia). Ci hanno poi raccontato che, anche lì, il vento era instabile sotto riva, mentre risultava disteso e forte, a circa 100 metri dalla riva, verso la sponda opposta.

Anche noi, ci siamo spostati verso Nord abbastanza presto, ma abbiamo perso tempo, prima fermandoci poco a Nord del Prà, dove, ad un certo punto, sembrava entrare, e poi facendo tappa a Campione ed a Limone del Garda.

Alla fine non siamo usciti da nessuna parte con il Peler, ma abbiamo fatta delle perlustrazioni utili per le prossime volte. Anche a Campione, il vento è risultato poco sfruttabile (debole a riva). Molto più interessante è risultata la situazione a Limone del Garda (dove, infatti, c'erano alcuni windsurfer fuori nella zona Nord e Sud del paese). Non abbiamo capito da dove siano usciti quelli in acqua nella zona Nord (non abbiamo visto nè spiagge, nè pendii sfruttabili per l'entrata in acqua, qui). Ma forse sono usciti dalla Campagnola a Malcesine. Mentre nella zona sud, abbiamo visto che è sfruttabile (almeno fuori dalla stagione balneare) l'ampia spiaggia del Lido, subito a sud dell'imbarcadero, anche se ci è sembrato un po' complicato il parcheggio. L'unica soluzione che abbiamo individuato è quella di scaricare vicino all'imbarcadero, e poi parcheggiare nell'ampio parcheggio a pagamento in riva al lago.

Nel mentre facevamo queste valutazioni, il vento ha iniziato a calare, ed abbiamo così deciso di non metterci neppure ad armare.

Così siamo arrivati al Pier presto, dove abbiamo trovato Michelino e company, ovviamente, con un sorriso a 32 denti!

Dopo aver mostrato a Davide (dav3), compagno di merende neofita dello spot, la struttura della location, abbiamo deciso di fare un salto a Torbole, per prenderci un caffè, e per fare un giretto da Surf Planet. Torbole ci ha accolto con una magnifica giornata di sole, e di relativa quiete (bello girare il paese senza il caos tipico di agosto). Il panorama meraviglioso e la temperatura gradevole ci hanno dato l'impressione di essere già in vacanza d'estate.

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Siamo tornati al Pier verso mezzo giorno, con il leggero Peler che non voleva definitivamente mollare (che beffa). Al Pier, c'era un'atmosfera irreale: poca gente, tanto parcheggio e tanto spazio sulle terrazze, con la fantastica sensazione di potersi muovere liberamente. Peraltro, in settimana ancora non si paga....

Finalmente, verso le 13 il vento è girato da sud, ed ha iniziato a crescere.... Ci ha messo un po' (e più del solito) ad entrare bene sullo spot. Così, molti di noi si sono portati avanti ed hanno montato più vele (che rimpianto della primavera 2015, quando qui ho usato quasi sempre solo la 4,7....; leggi report dell'epoca).

Intanto, ho sfruttato il tempo per chiacchierare con Davide di Salò, e per conoscere, finalmente, di persona il mitico Andrea (Guerza Guerzoni).

Alle 14,00 circa, la maggior parte dei presenti è finalmente entrata in acqua. Con me, avevo portato solo il Fanatic 105 freewave, che ho tentato di abbinare alla Ezzy Elite 4,7 (4 stecche). Ancora muta umida 5 mm, guanti e calzari pesanti. L'unica concessione possibile è stato il berretto e non il passamontagna in neoprene. L'aria è già calda, ma l'acqua ancora bella fresca. Sogno di tornare presto a surfare senza guanti e calzari. Comunque, qualcuno meno freddoloso era in acqua senza guanti, ed a capo scoperto.

Per una decina di minuti la vela è anche andata bene. Ne ho apprezzato la leggerezza in manovra; ma presto la stessa è risultata troppo poco potente per le condizioni di vento della giornata (esperienza che sembra confermare la mia idea che per il lago ed il vento rafficato, è meglio una stecca in più che una stecca in meno). Sono presto tornato a riva a prendere la Ezzy Tiger 5,5 (che avevo già armato), prima che il nervoso superasse il limite di tolleranza...

Purtroppo, anche Andrea e Davide sono tornati a riva, insoddisfatti.... 

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Con la 5,5 le cose sono andate molto meglio, e sono riuscito a stare fuori fino alle 16,30, anche se non è stato sicuramente il miglior Pier. In particolare, l'instabilità del vento ha reso un po' faticosa in alcuni momenti la sessione. Il sottoscritto ha passato buona parte del tempo sotto allo scoglio dei "maiali", dove il vento, come al solito, negli ultimi 100 metri accelerava di brutto, rendendo la 5,5 eccessiva. Peccato che, poi, uscendo verso il centro lago, a soli 100 metri dalla riva, si incappava in un buco che facilmente faceva perdere la planata, per poi ritrovare il vento a centro lago (e stranamente molto ruotato da Est). Anche il chop ne risentiva: poco alto, ma disordinato e poco prevedibile (e poco sfruttabile anche per saltare). Nella parte centrale dell'uscita ho manovrato male, ed ho avuto la sensazione che la Fanatic freewave non ami queste condizioni. Credo che sia una tavola con uno shape più orientato al wave con volumi concentrati intorno al piede d'albero, che predilige vento forte, per planare stabilmente, ma che non sopporta la sovrainvelatura, che rende la tavola instabile, oltre una certa velocità. Nei buchi perde anche rapidamente la planata.

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Ai maiali, ho bordeggiato a lungo con Michele (Ferraina), uscito con la Severne Freek 4,4 e la Starboard flare 91, per poi passare alla 4,8. Michele è uscito verso le 17, per penultimo. Ad un certo punto, è anche apparso Claudio (Bertagna), agente per l'Italia per Simmer (vedi video), con una Simmer 4,8 Ace, ed una tavola Simmer 93 freestyle custom, e che, come al solito, plana sempre, senza problemi... (anche lui, comunque, ha commentato di condizioni non ideali).

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Davide (dav3) ha provato il suo nuovo Goya Carrera 116, preso usato da Detour. E' la tavola appartenuta a Livia di Venezia, ora passata ad un Goya One. Davide, a fine uscita, ha commentato molto positivamente la prova della Carrera.

Io ho tirato fino a quando il vento non è risultato troppo leggero anche per la 5,5, con difficoltà ad eseguire la waterstart, soprattutto al largo. Nella parte finale dell'uscita, power jibe e fast tack sono andate un po' meglio. Devo dire che passare dal freeride (scelta obbligata per la Breva o il Tivano leggeri sul lago di Como) al freewave richiede sempre un po' di adattamento.

Ora, speriamo che per Pasqua, e per i ponti di aprile, i laghi, o i mari, ci regalino vento serio per farci divertire. E chissà ache al 25 aprile non ci scappi una trasferta in Sardegna o in Linguadoca.

Stay tuned! Fabio 

 

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