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In programma da tempo, dal 24 al 26 giugno 2016, si è svolta la tre giorni sul Garda del nostro gruppo di uscite, e della nostra ASD Surf and Fun. Due buone uscite con la Ora, e finale con il botto, con un'uscita da 10 e lode a Malcesine con il Peler.

 

La prima truppa di assalto, costituita dal sottoscritto, Davide e Simone, è partita giovedì 23, dopo cena, alla volta del Pra de la Fam, con l'intenzione di dormire in macchina per prendere il Peler alla mattina del Venerdì. Complice il caldo afoso di settimana scorsa, il Peler, venerdì, è risultato leggero. Ci siamo spostati al Pier presto, dal momento che lì sembrava essere entrato qualcosa in più, ma abbiamo potuto tirare solo qualche bordo, prima che mollasse definitivamente.

 

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Ci siamo quindi messi comodi, in attesa della Ora. L'occasione è stata buona per conoscere, finalmente e di persona, Livia di Venezia, al Pier per fare tre giorni di lezione con Fabio Calò. Abbiamo potuto chiacchierare piacevolmente di come ha iniziato a praticare questo sport, degli spot dei veneziani (Irombeach, Sottomarina, Conche, Lago Morto, Lago di Santa Croce), dei suoi progetti di cambiare tavola, e della vita a Venezia. Nel frattempo, al Pier ci ha raggiunto anche l'amico Daniele di Treviglio, con la moglie Wilma.

Il Pier si presentava già molto affollato, nonostante il giorno infrasettimanale. Molti i turisti tedeschi ed austriaci già in vacanza. Francamente, questo aspetto non rende molto piacevole lo spot in questo periodo, in quanto a terra si fa addirittura fatica ad appoggiare da qualche parte l'attrezzatura, alla fine della sessione.

 

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Il Pier venerdì ci ha regalato una sessione discreta, anche se non a livello della fama dello spot. Il vento è entrato intorno ai 10 nodi poco prima delle 13, ed è durato fino alle 17 abbondanti, quando siamo venuti via. L'intensità del vento non ha raggiunto valori notevoli (non più di una ventina di nodi), e soprattutto il vento buono è risultato concentrato nella zona dello scoglio dei maiali, per circa 300 metri dallo scoglio. Abituato alle belle giornate di Ora prese qui lo scorso anno, ho armato la Ezzy Tiger 5,5, da abbinare al Fanatic freewave TE 105 2012. Dopo una prima ora in acqua, ho dovuto rassegnarmi a cambiare con la Ezzy Chetaah 6,5, per poter mantenere la planata più a lungo verso il centro lago. Ho un po' rimpianto di aver deciso all'ultimo di lasciare a casa il Tabou Rocket LTD 115. Oggi, le condizioni erano più idonee ad un'uscita freeride, come dimostrato dai molti presenti in acqua con simili tavole (o con le slalom), e con vele tra i 7 e gli 8 metri.

 

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Peraltro, l'abbinamento tra il Fanatic Freewave e la Chetaah 6,5 non mi è piaciuto granchè (nonostante la Fanatic lo indichi come possibile), con la tavola, con la pinna freewave da 28 di serie, che rischiava continuamente di perdere aderenza, appena accennavo a stringere un po' in planata, per guadagnare acqua. Forse, avrei almeno dovuto montare una pinna freeride sui 35. Proverò, per togliermi il dubbio. Comunque, con la 6,5, sotto i maiali, sono risultato sempre sovrainvelato con maggiore affaticamento e difficoltà di manovra, mentre fuori andava meglio, fino a quando il vento non diventava troppo scarso. Ecco, ciò che ha reso l'uscita non al top, è stata proprio la notevole variabilità del vento, oltre al fatto, ad un certo punto, di risultare concentrato in un fazzoletto. A terra, gran caldo. Acqua ancora fresca, ma da alcuni già affrontata con la shorty, e da pochi addirittura in costume e Lycra.

Simone ci ha fatto conoscere Claudio Bertagna, distributore Simmer per l'Italia, che affettava per tutto il tempo il lago con una Simmer S-Race 7,8, abbinata con una tavola Simmer Freemove 110 LT.

 

Simone stesso ha sfoggiato una Simmer V-Max 7,2 molto potente, abbinata al suo Tiga 130.

 

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Davide si è divertito molto, con il suo Jp Magic Ride 118 2015, facile e planante, e la sua vela North 5,7. Ha manovrato parecchio, iniziando anche lui a provare la power jibe, ed rimasto in acqua fino alle 17 circa, quando è uscito esausto. Simone era già a terra da un pezzo a seccare birre....

 

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Dopo la sessione, ci siamo trasferiti nell'apparamento affitatto ad Arco, fuori città. Scelta vincente, in quanto non abbiamo patito il caldo. Poi, cena alla Grotta, sempre ad Arco, in compagnia di Marco, amico del Garda, ancora convalescente dall'infortunio a Hyeres. Ma la penitenza è quasi finita (ancora una settimana di gesso).

 

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L'indomani ci siamo svegliati presto con l'idea di andare a prendere il Peler a Malcesine, ma alle 6 c'erano pochi segnali di vita (del Peler). Abbiamo così deciso di lasciar perdere. In realtà, poi, l'amica Cristina mi ha detto di aver fatto un'ora e mezza in acqua con la 5,3, ed Andrea (MiniFabbris) altrettanto, con slalom sui 100 litri e 5,8. Non un vero Peler, insomma. Abbiamo preferito riposarci bene e goderci la Ora.

Per la giornata di sabato, appuntamento previsto con il resto del gruppo alla Conca d'Oro. Prima di recarci lì, siamo andati ad esplorare la Porfina a Riva del Garda, che ci ha fatto un impressione molto positiva. Begli spazi a terra, e possibilità di usare subito tavole e vele piccole per raggiungere il Ponale (approccio non possibile, invece, in Conca).

 

In Conca d'Oro, sabato, parcheggio quasi subito pieno, perchè molti posti risultavano occupati dai mezzi dei partecipanti all'ennesima regata velica organizzata da queste parti, in questo periodo.... Comunque, in qualche modo ci siamo tutti sistemati. Ci hanno raggiunto qui, Andrea (Venticello), con la moglie, reduci da una mega magnata di carne da Kapuziner a Riva del garda, la sera prima, ed Andrea, il dottore, che ha dimostrato di essere un mito..... Svegliatosi alle 4,00, si è preso il Peler al Pra de la Fam con una 7, e poi verso mezzo giorno si è presentato in Conca (per poi prendersi il Peler con noi il giorno dopo, ed il tivano sul lago di Como il giorno dopo, per farvi inquadrare il tipo).

Infine, sullo spot è arrivata anche Lucia e Furio, reduci da un party....

 

La Ora si è alzata intorno alle 13. Presagendo un'intensità analoga a quella del giorno prima (peraltro, il Pier regala sempre qualche nodo in più), ho armato subito la 6,5. Vista l'esperienza del giorno prima, ho deciso di non usare il Freewave, ma di noleggiare allo Shaka. Ho avuto così la possibilità di provare un JP Magic ride 2016 111, ed JP All Ride 116 2016. I ragazzi del centro sono stati molto gentili nel consigliarmi e mi hanno fatto provare le due tavole. Noleggio per 4 ore alla cifra ragionevole di 35 euro (+ 5 di assicurazione).

 

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La prima parte della sessione è stata divertente. Io, Davide e Simone, ci siamo subito fiondati al Ponale, dove, come al solito, il vento è molto bello (e lo scenario naturale incantevole). Purtroppo, per strada ci siamo persi Lucia, ed i due Andrea (anche se il dottore ha poi raggiunto il Ponale per conto suo). Arrivati a circa 500 metri dal Ponale, abbiamo iniziato a planare stabilmente. Siamo rimasti in zona per circa 1 ora e mezza. Ho potuto allenarmi bene con la Power Jibe, chiudendone diverse (ma la Magic ride è una tavola più facile), e continuando a sperimentare idee e soluzioni personali, o lette nelle guide e nelle riviste. Paradossalmente, con la Magic ho avuto più difficoltà a fare la fast tack che con il Freewave Fanatic.... Mi sono spiegato la cosa con il fatto che con le tavole piccole, sapendo di avere meno tempo, affronto la manovra più deciso, e salto come un grillo sulle nuove mure, stando anche più attento al timing.

 

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Simone ha fatto lo sborone con la sua 7,2 Simmer..... e poi è scappato presto a casa (salvo, poi, farmi lo scherzo al telefono di essere finito in ospedale.... che ti si buchi la simmer...!).

A Davide, qui per la prima volta, il Ponale è piaciuto molto, anche se con la vela Attitude 6,8, è quasi risalito di nuovo al Pier.... A metà giornata, c'è stato un calo del vento, per via della maggiore instabilità atmosferica prevista (e confermata) sui monti a Nord del Lago, per il sabato. Pausa e 4 chiacchiere a terra. 

 

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Alle 16,00 il vento è salito di nuovo, e siamo entra in acqua per una seconda sessione. Io ho deciso di provare la All ride. Devo dire che i freeride larghi non mi fanno impazzire (ed infatti, io ho un Tabou rocket 115 LTD nella versione standard e non wide). Sono facili in manovra, planano rapidamente, ma non sono molto veloci. Il Magic ride da me provato, forse anche per il peso, è risultato un po' un diesel. Sensazioni molto migliori, mi ha dato il Jp All Ride: più veloce, e più manovrabile. In realtà, il vento della seconda parte del pomeriggio è risultato molto a folate e bucato. Poco godibile, per essere onesti.

 

Comunque, con Davide e Lucia ci siamo fatti un'altra oretta in acqua sopra vento allo Shaka (non abbiamo rischiato di attraversare il lago per andare al Ponale, temendo cali). Il dottore anche lui in acqua da qualche parte...

Andrea (Venticello) è ripartito per casa: lo sappiamo che a Porto Pollo ti sei abituato bene, ma la prossima volta seguici al Ponale!

 

Poi, verso le 17,30 il vento è calato definitivamente, e bruscamente.

  

Tornati all'appartamento, ci siamo preparati per cena. Un temporalone in basso lago ha fatto ripartire verso le 19,00 una buriana da Sud. Poi, sono partiti anche i temporali sperati a Nord del lago, che hanno interrotto la cappa di caldo in montagna, e ci hanno regalato il Peler del giorno dopo. In tutto ciò, noi siamo riusciti a cenare all'aperto alla Cantinota, ad Arco, che si conferma un gran bel posto: grigliatona di carne mista per tutti, ad un prezzo comparabile con la Grotta, della sera prima. Ambiente piacevole, ed ottima birra. Il dottore ci ha intrattenuto con qualche aneddoto sulla sua vita, e con i suoi inizi da surfista.

 

La mattina dopo abbiamo deciso di tentare il tutto per tutto, ed andare a Malcesine per tentare di prendere il Peler. Ne è uscita una delle più belle sessioni in windsurf della mia vita sino ad ora....!

 

Ci siamo svegliati alle 5,30, e non abbiamo fatto troppo caso agli anemometri. Abbiamo fatto colazione e siamo partiti alla volta di Malcesine (Parking Retelino - Bus parking, vedi recensione dello spot nell'apposita sezione di waterwind). Già in Conca d'Oro primi segnali incoraggianti, con alcuni surfisti che planavano con vele sui sei metri.

 

Scendendo verso sud, il lago iniziava sempre più ad occhettare... 

 

Siamo arrivati a Malcesine verso le 6,30. Parcheggio ufficiale pieno all'inverosimile, ma noi siamo riusciti facilmente a parcheggiare nella zona dei pullmann, dove la polizia locale tollera le auto fino alle 9,30 circa. Già tanta gente in acqua, e vento bello teso. Spettacolo! Il cielo coperto e scuro a Nord di Torbole ha fatto partire un Peler potente. Qualche attimo di riflessione per decidere che vela armare. In giro, di tutto: chi arma vele sui 5, chi sui 4 metri (soprattutto i freestylers), oltre agli slalomisti, con vele, come al solito, enormi. Difficile decidere a terra la vela perfetta. Provo a misurare sulla banchina il vento, ma è molto disturbato, e coperto (rilevo non più di 15 nodi).

Ma in acqua si capisce bene che è potente. Decido per la Ezzy panther 2 4,7 (sono 70 kg), da abbinare al freewave Fanatic 105 (con pinna di serie). A posteriori posso dire che il set perfetto per me sarebbe stato vela 4,2, e fanatic con pinna da 21 (oppure il Tabou 3s 86, con cui avrei bordeggiato, saltato e giocato alla grande, ma con il quale avrei avuto ancora più difficoltà in strambata).

 

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Andrea (il dottore) arma la 5,3 con il FSW RRD 111 LTD. Davide abbina al suo JP Magic Ride 118 una 4,7. E, qui, aggiungo due parole. I più bravi penseranno: un pazzo ad affrontare il Peler forte con una 118 freeride. Davide è uscito indenne dalla sessione, e si è divertito molto. E' chiaro che ha percepito anche lui i limti della tavola in tali condizioni (tavola che salta in maniera incontrollata sulle onde, e che sotto raffica accelera eccessivamente, dal momento che la pinna non consente un po' di scarroccio). Ma quando uno sta imparando, non può affrontare subito queste condizioni con un 80 litri! Io stesso ricordo di un'uscita ad Abbadia Lariana (lago di Como), nel lontano 2013 (un secolo fa, per me, surfisticamente parlando), con un 146 ed una 4,7 con 25 nodi circa di Foehn (mi divertii un sacco). Comunque, a Davide, ovviamente, ho suggerito di imparare bene la waterstart, e comprare un FSW almeno sui 100 litri, per divertirsi ancora di più in queste condizioni.

 

Siamo entrati in acqua alle 7,00. In partenza, ho beccato l'amica Cristina, come spesso accade, presente sullo spot con il camper, con il compagno Giovanni.

 

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I primi 45 minuti circa, sono risultato perfetto con la 4,7. Poi, il Peler è entrato veramente tosto, per me da 4,2, ed è durato così fino a tarda mattina (io sono uscito dall'acqua alle 10,55 ed ero ancora sovrainvelato). Gli ultimi saranno usciti dall'acqua verso le 11,30 abbondanti.

 

In acqua, ci siamo incrociati spesso con il dottore, e con Davide. Con il dottore abbiamo finalmente tirato parecchi bordi insieme.

 

Le condizioni in acqua sono risultate fantastiche!!! Malcesine è uno spot stupendo, con condizioni che non fanno rimpiangere assolutamente le migliori uscita al mare, in Mediterraneo almeno.

 

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Il vento è risultato compreso tra i 25 ed i 35 nodi per quasi 5 ore. Qualche salto di direzione, di tanto in tanto, ma nulla di insopportabile. Planata assicurata anche negli scarsi. Ad uscire verso Limone, la possibilità di saltare di continuo, incrociando l'onda bella di Malcesine, anche se non tanto alta (1,5 metri circa), e forse un po' più disordinata del solito, ma comunque sempre molto divertente per essere un lago. Io, al ritorno verso Malcesine da centro lago, ho sempre giocato a surfarla in una sorta di waveriding backside. Sensazione bellissima, salire e scendere dalle onde in planata. Inoltre, è un ottimo esercizio, per chi, come me, sta imparando l'arte, in quanto in condizioni di waveriding "facili", ti dà la possibilità di capire istintivamente che poggiando in discesa dall'onda, la vela va aperta (godendo come dei ricci per l'accelerazione istantanea), mentre quando la si risale, si orza e la si richiude. 

 

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Manovrare, ovviamente, è risultato una faccenda un po' più complicata. Comunque, all'inizio della sessione ho chiuso alcune strambate in planata, una anche abbastanza fluida in uscita. Ho provato e sperimentato di tutto, sia per quanto riguarda i piedi (compresa l'uscita in switch), sia per quanto riguarda il momento preciso in cui aprire la vela (provando sia ad anticipare, che a ritardare). Questo we ho tentato soprattutto di sperimentare un'idea letta in un articolo di Andrea Cucchi su 4windsurf: estrarre il piede di prua dalla strap in poppa, facendolo scivolare poco dietro la strap stessa, ruotato di 90 gradi circa. Questo allo scopo di mantenere il peso ed il corpo in avanti (obbiettivo ottenuto anche con altri dettagli, in primis il piede di poppa anch'esso posizionato avanti, dopo averlo tirato fuori dalla strap), per non far appoppare troppo la tavola, e mantenerla più veloce, e quindi in planata, anche in uscita dalla manovra. Dopo tutti i tentativi del we, direi che sicuramente questa è una tecnica valida con vento debole o medio. Con vento così forte, come quello di Malcesine (o in condizioni di sovrainvelatura), è forse meglio tenere i due piedi più arretrati, ed invertirli subito, per ruotare bene i fianchi, e sistemarsi in posizione più stabile per affrontare la fase di passaggio della vela. Anche perchè, quando c'è poco vento, e si porta un po' la vela all'esterno della curva per aiutare la poggiata, o la si stramba e la si chiude sulle nuove mure, stando in avanti si riesce a non farsi strappare dalla vela (e come detto si agevola la planata). Ma quando il vento è tosto, è facile che prima o dopo la vela ti strappi via... Quindi, meglio in tal caso, stare un po' dietro.

 

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Andrea, sebbene con la 5,3, è riuscito a chiudere diverse strambate, anche se con un'uscita un po' da aggiustare anche lui. Davide ha bordeggiato diverse volte con me. L'ho tenuto d'occhio, soprattutto, una volta che l'ho visto fermo in mezzo al lago.

 

Alle 9,30, dopo due ore siamo usciti per controllare la situazione della macchina, visto che c'era in giro la polizia locale. Abbiamo deciso di spostarla dentro il parcheggio per auto e camper (alcuni erano già andati via), e ci siamo fatti quasi un'altra ora e mezza in acqua. In questa seconda parte della sessione, le condizioni sono risultate, se possibile, ancora più belle, in quanto siamo rimasti in acqua in una quindicina, senza più la neccesità di preoccuparsi degli altri, durante la planata, ed al momento di manovrare. 

 

Alle 11,00 siamo usciti definitivamente.

 

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Avremmo dovuto ritornare a Riva del Garda per prendere la Ora. Ma un po' perchè molto appagati dalla sessione mattutina, un po' perchè difficilmente la Ora entra bene dopo un peler così forte, abbiamo lasciato perdere (in realtà, poi, Lucia, rimasta su, ci ha detto che qualcosina sul tardi lo ha fatto).

 

Noi abbiamo preferito completare la giornata in bellezza, con uno "spuntino" di carne allo spiedo alla fantastica Speck Stube di Malcesine, e poi con un paio di bagni refrigeranti al Lido Paina di Malcesine.

Giornata da incorniciare, anche perchè siamo ritornati  metà pomeriggio, senza incontrare troppo traffico.

E speriamo che finalmente l'estate si stabilizzi, e ci regali tanti di questi bei termici....

Aloha. Fabio

 

Eventuali commenti a fine articolo sono graditi!

 

 

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Gli spot provati sono tutti recensiti nell'apposita sezione di waterwind

 

 

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Il video con il meglio delle sessioni.

 

 

 

 

Il video completo della trasferta

 

  

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