Ed alla fine sono tornato anche quest'anno in Spagna del Nord, per il mio usuale viaggio di tarda primavera/inizio estate. Anche perchè volevo sfruttare il furgone appena camperizzato. Ho fatto windsurf, surf, ed anche dei bellissimi trekking!
Un altro viaggio avventuroso nella Spagna del Nord - giugno 2025
Questo articolo non sarà solo un report delle sessioni di windsurf. Un viaggio in Cantabria, Asturie, e Galizia offre molto altro. Ho considerato anche altre mete alternative (Irlanda, Marocco, Canarie, Oman, ....), ma, alla fine, il fascino dei verdi paesaggi della costa nord della Spagna, la bellezza delle sue spiagge, lo scarso affollamento, il clima spettacolare, e le condizioni ideali che può regalare per il waveriding, e per il surf mi hanno convinto a tornare per la quinta volta da quelle parti. Ed ho inaugurato e testato il Ford Transit Custom, che ho camperizzato lo scorso inverno. Per chiudere in bellezza il viaggio, ho anche esplorato la zona del Parco Nazionale dei Picos d'Europa con due bei trekking, al Rifugio Vega de Urriellu, e lungo la Ruta del Cares. Ma procediamo con ordine.
Sono partito da Monza venerdì 6 giugno, avendo notato un'ottima previsione per due belle giornate (8 e 9 giugno) di windsurf a San Xurxo, in Galizia, uno spot che è un vero parco giochi per il Waveriding. Passato agevolmente il Monginevro, ho effettuato con calma il mio viaggio in furgone, facendo anche tappa per la spettacolare Praia de As Catedrais, all'inizio della Galizia.
Alle 15,00 dell'8 giugno, ero già a San Xurxo, che si è presentata ai miei occhi con uno spettacolo meraviglioso.
Al di là dell'incredibile bellezza della baia e del suo mare smeraldo, San Xurxo presentava onde lisce sui 2-2,5 metri e vento side off, intorno ai 20 nodi. Le foto a corredo dell'articolo rendono conto delle fantastiche condizioni che offriva lo spot.
Ho armato la Ezzy Elite 5,3 ed il JP Magic Pro Wave 89, settato con pinne di serie e mi sono buttato in acqua. Ed è stato uno sballo.... anche se il vento, un po' rafficato (come spesso accade con una direzione side off), ha reso l'uscita un po' fisica.
In acqua, una quindicina di altri riders, per lo più locali, membri del club Ferrolvento, oltre agli immancabili tedeschi, già presenti in questo periodo in Galizia.
Il 9 giugno, San Xurxo ha concesso il bis, con onde di misura minore (1-1,5 metri) e vento di uguale intensità. Io sono uscito con la stessa attrezzatura del giorno prima. Quando le condizioni sono più facili, come mi è successo anche in occasione delle uscite a Platboom, in Sud Africa, lo scorso febbraio, sperimento maggiormente, e provo qualche nuova manovra. Mi sono messo a provare l'aerial cercando di arrivare al lip con una buona velocità (più facile con vento side off). Se abitasssi da queste parti, o vicino a spot di questo livello, perfezionerei rapidamente la mia tecnica.... Lunedì 9, ho avuto anche l'occasione di trovarmi sullo spot con Sandro Quick, rider storico del lago di Como, che, essendo ormai in pensione, stazionerà in camper tra Spagna e Portogallo, fino al 16 luglio... Sandro è uscito con una North Sail 4.7 ed una Flikka Custom sui 90 litri, risultando quasi sempre planante...
Clicca qui, per le foto delle sessioni a San Xurxo
I giorni a seguire, una perturbazione davanti al Portagallo, ha fatto ruotare i venti da Sud/Sud Ovest. Ci siamo allora spostati sulla costa Ovest, della Galizia, nelle Rias Baxas, pur non avendo molta esperienza di come lavorano gli spot di quella zona con tale direzione del vento. Ci siamo posizionati a Playa Nemina, spot pazzesco per il surf da onda (vedete recensione degli spot della Galizia). Altri spot papabili, considerati per l'uscita: La Lanzada, Carnota, o Rostro. La notte tra il 10 e l'11 giugno, abbiamo beccato un memorabile nubifragio, che ha reso un po' problematico dormire in furgone per il rumore. Per fortuna, ad un certo punto della notte, ha smesso di piovere.
Il giorno dopo, come da previsione, è entrato un bel vento da Sud/Sud-Ovest nella baia, senza particolare onda, all'inizio. Con Sandro, abbiamo fatto una buona sessione con le 4.7 (io ho inaugurato la nuova Ezzy Wave 2025, di cui riferirò prossimamente). Condizioni bump and jump, con onda in crescendo, e Sandro (classe '61), che si è divertito a girare cheeseroll, e speed loop. Nemina, comunque, non lavora al meglio con questo orientamento del vento, secondo me, in quanto entra instabile come direzione (ma per lo più è side-on) ed intensità, ed il mare è caotico. Molto meglio con swell da Ovest, e vento da Nord Est, o stupenda, solo con swell, per il surf da onda.
Nel pomeriggio, sono andato ad esplorare Playa Carnota, per capire quali condizioni offrisse, e più tardi mi ha raggiunto Sandro, in camper. Abbiamo scoperto un gran bel parcheggio dove pernottare, in prossimità della spiaggia. Ed io qui ho sfruttato il mio sistema geniale, messo a punto per farmi la doccia calda nel furgone, quando le condizioni climatiche, non rendono piacevole farla fuori.
Carnota, al di là della bellezza della spiaggia, però non offriva condizioni particolarmente interessanti per un'uscita in windsurf: vento teso sui 20 nodi abbondanti, ma acqua sostanzialmente piatta. In serata, prima di addomermentarmi, io avuto un'intuizione, vedendo un video di Thomas Traversa. Ho capito che il grosso swell previsto per i giorni successivi non sarebbe stato generato dalla bassa pressione davanti al Portogallo, ma da una ben più grossa al largo dell'Irlanda, ed ho pensato che Playa Traba potesse offrire condizioni spettacolari, con onda liscia e grossa da NW e vento side off da S/SW.
La mattina dopo (Giovedì 12) ho quindi diretto il furgone verso Traba, e mi sono congedato da Sandro, diretto a Viana do Castelo, in vista di possibili buone condizioni il sabato successivo, nello spot portoghese.
Sono arrivato a Traba verso le 11,30, e da cretino.... ho mancato un'uscita che poteva essere memorabile. Lo spot, infatti, offriva condizioni fantastiche, come da previsione, con onde lisce, intorno ai due metri. Nessun rider, però, in acqua (nemmeno TT...). Ho però ignorato una previsione di calo del vento verso le 14,00-14,30, preannunciata da Arome, ed invece di entrare subito in acqua, mi sono messo a caricare e scaricare acqua nel furgone, ed ho mangiato qualcosa. Sono entrato in acqua, poco prima delle 14,00 con la Goya Guru X Pro 4,2, quando il vento ha iniziato a calare sempre di più, e sono sopraggiunti alcuni groppi di pioggia..... Mi sono mangiato le mani. Lezione imparata.
Sono, comunque, rimasto a Traba, perchè l'indomani, venerdì 13, c'era una remota possibilità che lo spot offrisse di nuovo condizioni simili.
Con Oliver, un ragazzo di Zurigo, conosciuto sullo spot, la mattina dopo abbiamo aspettato un po'. Ma Traba, quel giorno, offriva onde veramente grosse, ma con molte schiume cattive e corrente, nell'inside, e vento insufficiente, per affrontare un mare così formato. Non avendo voglia di buttare via il giorno, nel primo pomeriggio, ho lasciato lo spot, deciso a dedicare i due giorni successivi al surf da onda, per sfruttare il grosso swell, previsto per sabato e domenica, in assenza di vento.
Sono, così andato a vedere prima Malpica, e poi Praia de Razo.
Malpica, al mio arrivo, mostrava condizioni bellissime per il surf da onda, con barre di 2 metri circa, lisce e distanziate dal un bel periodo, che arrivavano costantemente in baia. Parcheggio piccolo ma comodo, sopra la baia. Ma non mi è piaciuto il contesto cittadino intorno, con palazzoni a ridosso della spiaggia. Ho deciso di andare quindi a Playa de Razo, noto spot per il surf, con molti centri di noleggio e scuole. E Razo è risultato uno spot fantastico, sia per quanto concerne le condizioni per il surf, che per il panorama e la logistica.
Dopo aver perlustrato le possibilità di parcheggio, e le condizioni in acqua, ho parcheggiato sul lungomare, all'estremità Ovest della baia, in prossimità di una delle discese di accesso alla spiaggia, con una vista magnifica sullo spot e sulle onde. Ho infatti escluso di poter surfare il picco più ad Est, dove, in concomitanza con il primo giorno di swell grosso, le onde raggiungevano anche i tre metri.... Peraltro, le nuvole della perturbazione dei giorni precedenti, si sono definitivamente dissolte, ed è tornato a splendere il sole che ha illuminato e riempito la scena di colori.
Sono rapidamente entrato in acqua, ma, complice la marea crescente, che rendeva sempre più difficili da superare le schiume più a riva, non ho preso molte onde. Bisogna saper accettare i propri limiti e fare esperienza. Sono uscito dall'acqua dopo un'oretta circa, con l'idea di risparmiare le energie per il giorno dopo, sulla carta meno impegnativo. Sono così tornato al furgone, e mi sono goduto una delle più belle serate di tutta la vacanza. Dopo una bella doccia rigenerante, mi sono goduto lo spettacolo dei surfisti più bravi in azione, nonchè la bellezza delle onde e del panorama offerto dallo spot. Mi sono preparato una buona pasta, dentro il furgone, con il portellone laterale spalancato su questo paradiso, e dopo cena mi sono goduto il tramonto del sole in mare (che a Giugno, in Galizia, avviene verso le 22,30 circa).
Clicca qui, per le foto delle sessioni di surf alla Praia de Razo
Il giorno dopo, sabato 14 sono entrato di nuovo in acqua di buon'ora, con condizioni di bassa/media marea, per sfruttare ancora il picco più ad Ovest e quello centrale, relativamente più facili. Onde ancora consistenti, tra gli 1 e 2 metri (e quanto spingono le onde in Oceano....). Sono riuscito a prenderne diverse, anche se devo ancora imparare a risparmiare il più possibile le energie quando vado a posizionarmi sul picco, per avere capacità di spinta sufficiente quando devo prendere l'onda e fare il take off. Dopo quasi due ore in acqua, mi sono ritenuto soddisfatto. Ho provato anche ad entrare di nuovo in acqua nel pomeriggio, tentando addirittura di sfruttare il picco più grosso, ad Est, ma il mare non mi ha fatto entrare, e mi ha più volte sputato fuori.... Due sessioni al giorno di surf da onda, per me, sono troppo...
Domenica 15 giugno, era previsto il ritorno del vento, da NE, con residuo swell in scaduta. Dopo un po' di riflessioni, ho deciso di puntare sulla qualità e mi sono organizzato per fare una nuova uscita a San Xurxo, pernottando quasi sullo spot la notte precedente. La mattina ho fatto Surf nella spiaggia di Fragrata, nella stessa baia, che offriva belle barre di 1 metri circa, ed un mare tipo Sardegna....
San Xurxo, nel pomeriggio, mi ha ripagato con un'altra bella uscita, con vento ben teso ed onda ancora intorno ad 1-1,5 metri, con mezza marea. Sono entrato in acqua nel primo pomeriggio, con la Goya Guru X Pro 4,2, ed il solito JP Magic Wave Pro 89, settato come Quad con le K4 Scorcher 16 centrali (e le pinne di serie ai lati). Mi sono ancora divertito parecchio, fino a quando la marea in crescendo non ha drasticamente smorzato le onde. Unica nota negativa della giornata è che ho perso in mare la Insta360, e con essa tutti i video delle mie meravigliose surfate pennellate nelle sessioni a San Xurxo.... Non ascoltate Ben Proffitt che dice di non usare il leash...
La sera sono andato a dormire alla Spiaggia di Doninos, per risvegliarmi e fare colazione di fronte all'incredibile panorama offerto anche da questa baia.
I due giorni successivi, lunedì 16 e martedi 17, le previsioni non davano swell significativo. Nel pomeriggio sono uscito a Santa Comba, dopo aver perlustrato Valdovino. Ma, contrariamente a quanto previsto, il vento non ha tenuto fino al tardo pomeriggio, ed è calato poco dopo il mio ingresso in acqua. Peraltro, a Santa Comba, il vento entra spesso side on/on shore, e quindi offre condizioni più per la pratica del kitesurf, che del windsurf. Lunedì e martedì, avrei forse dovuto tornare a Traba, dove c'è un po' di onda anche senza swell, ma le previsioni del vento erano incerte. Ed io non ho voluto rischiare, ed ho voluto privilegiare i trekking nel Parco Nazionale dei Picos de Europa, che avevo in mente per le giornate di mercoledì 18 e giovedì 19 giugno.
Lunedì sera, sono così andato pernottare a Pantin, altro spettacolare spot per il surf da onda.
Martedì ho visitato Sant'Andres de Texido, e Cabo Ortegal, ed in serata sono arrivato nel Parco dei Picos de Europa, in prossimità di Sotres, pronto per l'escursione al Rifugio Vega de Urriellu del giorno successivo.
Addentrarmi nel Parco, abbandonando la costa, è stato di per sè spettacolare. Ad una piacevole campagna di colline, si sono sostituiti prima una vallata ampia, dalla quale ad un certo punto ho potuto ammirare il monolite roccioso del Naranjo de Bulnes, cima iconica del parco; poi, da Arenas de Cabrales a Poncebos, una gola rocciosa profonda, attraversata solo dalla strada e dal torrente Cares, e poi un panorama sempre più selvaggio e tipicamente di alta quota, con un aspetto dolomitico (la roccia anche è qui è emersa dal mare milioni di anni fa, ed è di natura calcarea).
Avrei dovuto arrivare e dormire al Collado Pandèbano, da dove iniziare l'escursione al Rifugio del giorno successivo, ma i solchi del tratto iniziale della strada sterrata (e l'amore per il mio van camperizzato) mi hanno indotto a desistere.
Mi sono quindi appostato con il van, da solo, in uno dei primi slarghi all'inizio della strada, in un ambiente selvaggio, e mi sono messo a cucinare, alle ultime luci della sera, consultando internet per scoprire gli animali presenti nel parco..... (ci sono lupi, orsi, oltre a camosci, cervi, acquile, ecc.). In realtà, ho scoperto poi di non essere tanto solo... Oltre a dei ragazzi accampati in tenda in un prato in riva al torrente, vicino a me, ai quali ho regalato un accendino per il fuoco, la mattina dopo, ho scoperto che lungo la sterrata fino al Collado Pandebano, c'erano accampati molti van e furgoni, i cui proprietari si sono fatti meno problemi a percorrere la strada accidentata.
La mattina dopo, mi sono svegliato verso le 6 e 30, ed alle 8 mi sono messo in cammino, ancora con il fresco, per percorrere i 3,5 km fino al Collado, ed imboccare quindi il sentiero per il Rifugio Vega de Urriellu.
Clicca qui, per le foto dell'escursione al Rifugio Vega de Urriellu
La parte bassa di queste vallate e di questi monti mi è apparsa subito affascinante. Sono montagne meno popolate e più selvagge di quelle che, in genere, sono abituato a vedere in Italia. E sono incredibilmente verdi: le piogge rovesciate qui dall'aria dell'oceano fanno crescere una vegetazione rigogliosa. Il resto lo fanno giornate calde e soleggiate come quella della mia escursione. Parte dei boschi, in realtà, è stata tagliata per fare posto ai pascoli, occupati da numerose mandrie di mucche e tori.
Seguendo la strada sterrata sono arrivato facilmente al Collado Pandebano, in circa 30-40 minuti. Da qui, ho imboccato il sentiero per il rifugio, seguendo le indicazioni. Superato, poco dopo, il grazioso Rifugio de la Terenosa, ho continuato a salire, su un versante esposto a Nord, fino ad una piccola sella rocciosa (Collado Valleju), da cui si scorge in lontananza il rifugio Vega de Urriellu, per non vederlo più fino all'arrivo.
Da qui, il sentiero compie un lungo giro, prima verso Sud, e poi verso Sud-Ovest, addentrandosi nella testata della valle che scende dal Naranjo de Bulnes (o Pico de Urriellu, 2518 m), e tutte le altre torri del massiccio dei Picos de Europa. Il Naranjo è un imponente monolite roccioso che s'intravede sin dal Collado Pandèbano, ma che poi appare sempre più evidente nei pressi del rifugio. Saggiamente, ho effettuato l'escursione sfruttando le prime ore della mattina, perchè, come già accennato, la quota ha solo parzialmente mitigato l'intenso calore della giornata estiva. Quanto mi è mancato, da queste parti, il refrigerio garantito dall'oceano, sulla costa.
L'ultima parte del sentiero sale ripidamente tra pietraie, senza che si veda la meta, che, finalmente, appare dietro un ultimo bastione roccioso. Sono arrivato al Rifugio dopo 3 ore e 40 minuti di cammino, e circa 1100 metri di dislivello. Ho gustato subito una buona Cerveza, e mi sono quindi sdraiato su un prato pianeggiante nei pressi del rifugio, per mangiare, rilassarmi, e contemplare la parete del Naranjo di fronte a me. La zona merita di essere esplorata. Dal Rifugio, i sentieri proseguono vero le altre cime ed i passi che conducono agli altri rifugi.
Clicca qui, per le foto dell'escursione lungo la Ruta del Cares
Io, verso le 13,00, mi sono rimesso in cammino per scendere, incontrando sul mio percorso tanti altri accaldati escursionisti, che salivano nelle ore centrali, incluso un gruppo di asiatici (giapponesi?), che, probabilmente attratti dal solito Instagram, provava a raggiungere il rifugio con 32 gradi.... Li ho visti, più tardi, ritornare sui loro passi, senza aver raggiunto la meta..... Sulla via del ritorno, ho incontrato anche una Vipera Iberica, che non ho fatto in tempo a fotografare.
Io sono tornato al furgone dopo quasi 3 ore di discesa, ed ho avuto l'immenso piacere di farmi una bella doccia fresca, sul posto, per buttare un po' giù la temperatura. I piaceri della vanlife......
Il giorno dopo, ho fatto il secondo ed ultimo trekking in programma in questa vacanza, nel Parco dei Picos de Europa. Ho percorso la famosa Ruta del Cares, da Poncebos, verso Cain. Si tratta di una strada di servizio, realizzata nel secolo scorso, per consentire la manutenzione del canale di alimentazione della centrale idroelettrica di Poncebos. La Ruta si addentra nella valle del Rio Cares, con diversi tratti scavati nelle pareti a strapiombo sulle gole scavate da torrente, con gallerie, passerelle e ponti sospesi. E' stata un'altra bella escursione, caratterizzata da un'altra giornata calda, nonostante la parziale copertura nuvolosa.
Per ragioni di tempo, ed anche per la stanchezza accumulata il giorno prima, non ho percorso l'intero tragitto di 13 km fino a Cain (26 km A/R). Mi sono fermato 4 km prima, alla Paserela de Los Martinez, perdendomi probabilmente l'ultimo tratto giù in basso nelle gole, probabilmente il più spettacolare. Magari, un giorno, ci tornerò.
E' cominciato così, giovedì 19, il mio viaggio di circa 1500 km, di rientro verso l'Italia, con la solita tappa intermedia in Francia, dalle parti di Othez (200 km a Nord di Tolosa). La Francia del Sud mi ha regalato 39 gradi, ed il passaggio dal Monginevro il consueto temporale estivo (13 gradi, al passo).
In conclusione, è stato un altro bel viaggio, pieno di scoperte, ed esperienze, a cui, ormai, sarà proprio difficile rinunciare, quando arriva la bella stagione.
Hasta lluego. Fabio
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