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In questo articolo, condivido la mia esperienza nel rifacimento dell'antisdrucciolo di una tavola da windsurf, una necessità che spesso può capitare, soprattutto quando si possiede un attrezzo con qualche anno alle spalle. Ci si può rivolgere ad un esperto, oppure, visto che non si tratta di un'operazione troppo complessa, si può tentare di eseguire il lavoro per contro proprio.

 

 

Windsurf: rifare l'antisdrucciolo della tavola

Questa è stata la prima volta, e, quindi, non ho potuto sfruttare l'esperienza di lavorazioni precedenti. Ritengo, comunque, che quanto da me sperimentato possa essere utile per guidare quanti volessero mettersi alla prova (magari, con un tavola non di particolare pregio, la prima volta).

 

Il problema

La tavola da principiante (foto sotto), che ho comprato a mio figlio usata, presentava un antisdrucciolo ormai piuttosto consumato dall'usura degli anni. La tavola, pertanto, risultava assai scivolosa a piedi nudi, per lui, e per gli altri bambini a cui la facevo utilizzare. Chiarisco che la tavola non presentava pad, o addirittura rivestimento di tutta la superficie in gomma, per facilitare l'aderenza. L'efficacia dell'antisdrucciolo risultava, quindi, fondamentale.

 

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La soluzione: i materiali

Ho, quindi, deciso di rifare l'antisdrucciolo da solo, ed ho chiesto consiglio ad alcuni amici. Per prima cosa ho chiesto indicazioni sui materiali, e su dove comprarli.

 

Ho comprato la resina epossidica bicomponente trasparente, che vedete a fianco nelle foto. Ho comprato la confezione da 500 GR. La resina viene venduta con il suo catalizzatore (componente B nella foto), e si prepara miscelando i due componenti in un rapporto di 2:1 (2 parti di resina con 1 parte di catalizzatore; 500 gr è la quantità complessiva di prodotto ottenuto miscelando resina e catalizzatore).

 

Per realizzare la rugosità della superficie, ho comprato anche una confezione da 100 gr di polvere satinante - antiskid (foto). Va subito detto, che i quantitativi si sono dimostrati ben sufficienti per una una tavola con una superficie abbondante (tavola di volume da 190 litri!).

 

 

 

 

Infine, ho comprato anche un rullino per stendere la vernice. 

I materiali sono stati comprati online da Epoxyshop. In alternativa, possono essere acquistati presso un coloroficio ben fornito e specializzato in prodotti per la nautica. Spesa totale (2014), spese di spedizione escluse: 30 euro. 

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La soluzione: la lavorazione

Posizionata, quindi, la tavola su due cavalletti in garage, ho iniziato il lavoro. Per prima cosa, ho smontato le straps, ed ho mascherato con un nastro adesivo le parti che volevo salvaguardare (in particolare lungo tutti i bordi laterali da prua a poppa, per delimitare bene la fine della superficie rugosa, ed, ovviamente, evitare sui rail laterali un effetto indesiderato). Ho, quindi, proceduto con la levigatrice ad una lieve carteggiatura di pulizia con carta vetrata fine.

 

Ho, poi, preparato in un piattino la resina miscelandola prima con il catalizzatore, e, poi, con l'antiskid, cercando di miscelare bene la polvere nella resina, per ottenere un insieme il più omogeneo possibile.

La resina va stesa con il rullino, realizzando uno strato sottile, e distribuendo la polvere in essa presente nella maniera più omogenea possibile.

Questa è, forse, la parte più difficile, e che richiede esperienza. Ad una temperatura intorno ai 15°C, in garage, è stata necessaria una giornata e mezza, per ottenere la perfetta essicazione della resina. Potete vedere il risultato del lavoro nella foto successiva.

 

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Con la polvere antiskid da me utilizzata, ritengo che il risultato ottenuto, in termini di livello di rugosità della superficie, possa essere  considerato pienamente soddisfacente per una tavola munita di pad in corrispondenza delle straps, e, quindi, necessitante di una superficie non sdrucciolevole solo nelle altre parti importanti (fondamentalmente, intorno all'albero).

Nel caso della tavola da me trattata, invece, il risultato è stato da me ritenuto non pienamente soddisfacente, per timore di aver ottenuto una superficie con un grip complessivo troppo blando. Ovviamente, questo aspetto si basa anche su impressioni e gusti soggettivi.

Dopo aver ricarteggiato la tavola, ho, quindi deciso, di rifare il lavoro, usando al posto della polvere acquistata (non si può esagerare nel dosaggio della polvere), del sale fino, caratterizzato da un diametro medio maggiore (avevo già effettuato un lavoro simile su coperta di una barca). Il sale, poi, si scioglie a contatto con l'acqua, e determina la formazione di cavità nella resina seccata, che sono responsabili della rugosità finale complessiva. La superficie così ottenuta è risultata ben più rugosa di quella ottenuta con la polvere di quarzo (vedi foto seguente).

 

 

Fin troppo rugosa? Apparentemente no, ma per esserne certo, la tavola deve essere sottoposta alla prova in acqua, che verrà eseguita la prossima primavera (il lavoro è stato fatto lo scorso autunno). Se l'effetto ottenuto, fosse eccessivo, dovrò ricarteggiare, e rifare il lavoro con la polvere antiskid. Vi aggiornerò.

Se avete consigli, o domande, contattateci!

Ciao. Fabio 

 

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