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Avevo intuito che questo viaggio in Sud Africa sarebbe stato bello..... La realtà è stata anche superiore all'immaginazione, con tante conferme, e piacevoli scoperte. In questo articolo, vorrei condividere l'esperienza di viaggio e le forti emozioni vissute in questo mio primo Sud Africa. Sono andato in Sud Africa per fare windsurf, ma anche per visitare Cape Town e d'intorni. L'articolo quindi risulterà interessante non solo per i praticanti di sport acquatici, ma anche per tutti coloro che vogliano visitare questo paese per turismo. 

 

Cape Town, e Western Cape (Sud Africa): resoconto di viaggio

 

Vi avvertiamo subito: il Sud Africa crea dipendenza, e comporta il rischio di soffrire di "mal d'Africa" al vostro ritorno. 

 

Consigli pratici per l'organizzazione del viaggio

La prima cosa a cui pensare per tempo, ovviamente, è il volo. E qui iniziano le note positive. Scoprirete che raggiungere il Sud Africa costa meno che volare per recarvi in altre destinazioni. Io ho speso 560 euro (trasporto attrezzatura escluso), con Turkish Airlines nella seconda metà di gennaio, prenotando ad ottobre. Se optate per andare durante le vacanze di Natale (ottima scelta, per evadere dai rigori dell'inverno nell'emisfero settentrionale), muovetevi per tempo, diciamo verso giugno. Essendo il periodo più gettonato, se vi muovete troppo a ridosso del periodo Natalizio, pagherete almeno il doppio.

Molti volano con Emirates sfruttando la sua policy generosa per quanto concerne il bagaglio da stiva. Infatti, Emirates oltre al peso massimo del bagaglio da stiva che può arrivare a 30 kg, tollera delle dimensioni piuttosto abbondanti. La somma totale delle dimensioni del bagaglio è di 300 cm, e, come detto, il peso ammesso (classe economy saver) è di 30 kg. Rispettando questi limiti, l'imbarco dell'attrezzatura è gratuito al posto, però, del bagaglio da stiva (altrimenti, sono minimo 160 dollari in più - prezzi 2018). Una borsa per l'attrezzatura da windsurf (240 x 60 x 40 cm), supera il limite totale di 300 cm. Tendenzialmente non controllano, e molti  rischiano (i controlli pare che siano approssimativi) ....  Per evitare il secondo collo in stiva a pagamento, dovete far stare quasi tutti i vestiti nel bagaglio a mano, o addosso..... e soprattutto alla partenza da Cape Town, con 30 gradi, non è un'impresa facile. 

 

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Un'ottima alternativa è quella di volare con Turkish Airlines (come ho fatto io), facendo scalo a Instanbul. I prezzi sono convenienti ed è ammesso 1 bagaglio da stiva di 30 kg. Il trasporto dell'attrezzatura da windsurf costa 90 € per ogni tratta, dall'Italia al Sud Africa (180 € A/R), con dimensioni di 240 x 60 x 40 cm e 32 kg di peso (anche in questo caso controlli approssimativi).

La rotta Italia-Sud Africa è servita anche da KLM e Lufthansa che però hanno prezzi, in genere, meno convenienti ed orari più scomodi.

Il volo dura circa 17 ore scalo incluso (Turkish fa scalo ad Instanbul, Emirates a Dubai). Viaggiando di notte, sopporterete meglio la durata del viaggio, anche se, non fatevi illusioni: a meno che non viaggiate in Business (ed abbiate quindi a disposizione un vero lettino), in aereo si dorme maluccio, per via della gente che rumoreggia. Ma, soprattutto, all'andata l'adrenalina, vi farà arrivare a Cape Town, comunque, belli svegli.   

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Per entrare in Sud Africa, serve il passaporto elettronico (vedi foto sotto). Non è ammesso il passaporto rinnovato a mano.  Le Autorità locali sono sempre più ferme nel negare l’accesso agli stranieri che non siano in possesso di un documento con tali caratteristiche. Il visto è necessario per soggiorni superiori ai 90 gg. Fino a 90 giorni di permanenza nel Paese il visto turistico viene rilasciato direttamente al momento dell’arrivo in frontiera. Per soggiorni superiori a 90 giorni occorre richiedere il visto d’ingresso alla rete diplomatico-consolare del Sudafrica in Italia. Viene accettata la patente italiana conforme al modello dell'Unione Europea, ma per noleggiare un veicolo è necessaria la patente internazionale, che si richiede in motorizzazione civile. Comunque, contattate preventivamente la società di autonoleggio, perchè alcune accettano comunque la patente del vostro paese (come è successo a noi). Per informazioni dettagliate, vi invitiamo sempre a consultare il sito web del Ministero degli Esteri.

Noleggiare la macchina, in Sud Africa, costa poco. Noi abbiamo optato per la compagnia Budget, spendendo 147 euro per 10 giorni, per una Polo VW (in cui siamo riusciti a fare star dentro tutta l'attrezzatura da windsurf). Molti si appoggiano a "Rent a cheapie" che noleggia VW Golf anni '70, ma che non ha il deposito in aereoporto, e vi offre un servizio navetta dallo scalo alla loro sede, a circa 10 euro a tratta. Molti, infine, optano per Kenings, che noleggia pick up Toyota coperti o scoperti, con grande volume di carico, che sono un'ottima soluzione, se si viaggia in due/tre persone, con al seguito parecchia attrezzatura.

In Sud Africa, ahimè, si guida a sinistra. Ma tenete sempre in mente, in qualsiasi situazione di stare a sinistra (es. quando partite in una strada secondaria senza strisce di mezzeria, o agli incroci), e vedrete che vi abituerete abbastanza rapidamente. Guidate con prudenza. Nononostante sulla Lonely Planet, ci sia scritto che in Sud Africa guidano male, noi abbiamo trovato gente mediamente cortese e disponibile, ma qualcuno che fa manovre azzardate lo trovate, ogni tanto, anche lì. Se siete abituati a guidare a Roma o Milano, vi sembreranno, in confronto tutti gentili. Ad esempio, in Sud Africa vale la regola che, ad un incrocio, in cui tutti hanno lo stop, chi per primo arriva allo stop ha diritto di procedere per primo. In Italia, sarebbe impensabile che una regola del genere possa funzionare. In Sud Africa, complice anche la gentilezza della maggior parte delle persone, funziona senza problemi. Un'altra cosa da segnalare per quanto riguarda la guida è che, quando andrete a Paternoster percorrendo la R27 (una strada a scorrimento veloce ad una corsia per senso di marica, con lunghi rettilinei), presto scroprirete un'altra usanza. Quando vi raggiunge una macchina più veloce da dietro, siete invitati ad agevolare il vostro sorpasso da parte sua, spostandovi sulla corsia di emergenza. Vi ringrazieranno con le 4 frecce, e voi, se volete, risponderete con un colpo di abbaglianti.

 

Passaporto elettronico

 

Per quelli interessati a fare windsurf, in Sud Africa, segnaliamo che noi (nostro peso 70 kg circa) abbiamo portato una tavola wave, 3 vele (3,7, 4,2 e 4,7), due alberi ed un boma. Per quanto riguarda la tavola, in particolare, ci siamo fatti l'idea che una tavola di 10 litri in più del peso del rider, sia l'ideale, meglio se Thurster. A riva, il vento può essere rafficato, e per superare le prime schiume, o le prime onde frangenti, di dimensioni talora consistenti, è meglio avere un po' di volume, ed una tavola tendenzialmente veloce. Quanto al rig, meglio avere materiale robusto (noi avevamo Ezzy, una garanzia da questo punto di vista), perchè il rischio di spaccare c'è; ma, il gioco vale la candela, eccome!

Per quanto riguarda l'uso del telefono cellulare, a meno che non abbiate un contratto particolarmente vantaggioso con il vostro operatore (informatevi, prima della partenza), vi consilgiamo di comprarvi una Sim Card di un operatore locale. Vodacom e MTN sono quelli principali. Sulla Lonely Planet consigliano di non comprare le schede in aeroporto, perchè costerebbero di più. Nei centri commerciali, almeno in quelli più grossi, trovate facilmente un negozio di uno di questi operatori (ad esempio, in quello di Table View trovate MTN).

Per quanto riguarda il contante, noi, semplicemente, abbiamo ritirato in aeroporto con la nostra carta di credito. Un consiglio: non ritirate troppo, a meno che non abbiate le mani bucate.... Con 100 euro, una persona ci campa a lungo in Sud Africa, perchè rimarrete piacevolmente stupiti da quanto la vita qui costi poco. E questo è un altro valore aggiunto del paese. Un pieno di benzina per una Polo VW costa 30 euro circa; la benzina costa circa 60 centesimi di euro al litro!

Mangiare fuori la sera costa poco; se prendete un piatto unico (assaggiate la cucina malese del Capo, ne vale la pena, magari da Moyo a Big Bay, ammirando il tramonto), ed una birra media, spenderete 150- 200 rand (9-13 euro circa). Ed anche se vi trattate bene, farete fatica a spendere le cifre che si spendono in Europa/Nord America. Ovviamente, se poi andate in un ristorante di lusso a Camps Bay (quartiere esclusivo di Cape Town), e vi prendete una bella bottiglia di Shiraz locale, potreste anche riuscirvi....  Ma anche a Camps Bay, se prendete un piatto di carne, di pesce, o un'insalata ed una birra, a pranzo in uno dei tanti piacevoli bar sul lungomare, non spenderete più di 20 euro.

Per quanto concerne l'alloggio, Cape Town offre sistemazioni per tutti i gusti, dalla Guest House o il campeggio a prezzi economici (10-20 euro al giorno a persona), fino alle ville o a gli Alberghi di lusso, a prezzi corrispondenti al livello offerto. Chi fa windsurf, alloggia a Table View, quartiere tranquillo nella zona Nord-Ovest  (che offre anche ottimi servizi, e centri commerciali), o negli agglomerati vicini (Sunset Village, Blouberg, Big Bay), sia perchè sono molto vicini alla maggior parte degli spot di Cape Town, sia perchè sono baricentrici, rispetto agli altri più lontani (spot del Capo, Yzerfontain, e Paternoster) dai quali distano 1/1,5 ore di macchina.

 

Cosa abbiamo visitato (e cosa avremmo voluto ancora visitare)

Nella nostra vacanza, abbiamo avuto la fortuna di avere alcuni giorni (i primi), senza vento buono per praticare il nostro amato sport. Ed abbiamo così avuto l'occasione di scoprire un paese fantastico. Un paese che vi lascia a bocca aperta ad ogni angolo di costa, ad ogni villaggio. Anche Cape Town, regala delle perle. Ma andiamo con ordine.

Sicuramente, i panorami che ci hanno colpito di più sono stati quelli della penisola del Capo di Buona Speranza: selvaggi ed immensi come piaciono a noi. Sembra di stare in Scozia, Cornovaglia, o Bretagna, ma con il clima ed il cielo azzurro dell'estate Sud Africana. Quanto tempo abbiamo passato affacciati ai parapetti delle strade costiere, ad ammirare le distese di sabbia bianca di Witsand, Platboom, Scarborough (lato ovest della penisola), bagnate da un oceano color smeraldo, che respira incessantemente, con onde lisce e regolari che raggiungono sempre (anche quando non c'è vento) la costa, ed in cui ci è capito di vedere delle foche danzare. E solo chi fa windsurf, kitesurf, o surf da onda, può capire il fascino che possono esercitare onde così perfette. Alle spalle delle spiagge, la costa scoscesa, con i suoi pendii di rocce rossastre, perchè ricche di ferro, punteggiati da una macchia bassa e verde, in cui può capitare di vedere un babbuino far capolino. A proposito di questi ultimi.... Sono simpatici e curiosi, ma anche dispettosi. Tenete le macchine chiuse a chiave (sanno aprirle), e se state mangiando qualcosa all'aperto, potrebbero avvicinarsi con una certa intraprendenza. Nel caso, non abbiate paura, corretegli incontro ed urlate: hanno più paura loro di voi...

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Anche il lato est della penisola, è affascinante. Passeggiare sulla spiaggia sconfinata di Muizenberg, perdendo la cognizione del tempo, riempirà di belle sensazioni la vostra giornata. L'acqua dell'Oceano Indiano è più calda (circa 18 gradi) rispetto a quella dell'Atlantico (13-15 gradi). Se non siete particolarmente freddolosi, qui, sarà possibile fare un bagno refrigerante, anche in costume, sotto la vigile protezione degli Shark spotters, che lanceranno l'allerta in caso di avvistamento di squali (più frequenti sull'Indiano che sull'Atlantico, dove non c'è mai stato un attacco ad un windsufer in tanti anni).

 

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Ma le emozioni continueranno percorrendo la strada litoranea che da Muizenberg vi porta al Capo di Buona Speranza (Cape point), passando dai villaggi di Fish Hoek, e Simon's Town.

Boulders beach, e le spiagge intorno, meritano una sosta. A Boulders c'è la possibilità di ammirare una colonia di pinguini africani, e, in una spiaggia poco vicino (sempre inclusa nella riserva), di poter fare il bagno in una caletta, in mezzo a qualche pinguino che vi nuota attorno. Questo tratto di costa, come altri nella zona, vi colpirà anche per la magnificenza delle ville sul mare, ville oceaniche, moderne, progettate chiaramente per godersi al meglio la vita all'aperto d'estate.

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Superata Boulders beach, e poi ancora di più dopo essere entrati nel parco di Table Mountain (che arriva fino a Cape Point), il panorama si fa sempre più selvaggio, e dannatamente bello. L'ingresso al parco costa 303 rand, circa 18 euro (per una persona con macchina - prezzi 2019), ma ne vale decisamente la pena. Conviene pagare in contanti, in quanto con carta di credito applicano delle commissioni. Picchi ammantati di verde strapiombano nel blu intenso dell'oceano.

Devo dire che, in queste mie giornate in giro ad esplorare, è sempre stato difficile decidere di iniziare a fare ritorno alla Guest house verso le 19,00, perchè dietro l'angolo c'è sempre una nuova meraviglia da scoprire.

 

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Anche il tratto di penisola più vicino a Cape Town, regala panorami degni di nota. Vorrei, innanzitutto, evidenziare la maestosità di Noordhoek Beach, un'altra spiaggia sconfinata, dove è bello passeggiare di giorno, o ammirare il tramonto.

 

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Un breve inciso per quanto riguarda il clima. Passare dall'inverno Europeo o Nord Americano, all'estate Sud Africana, è una pacchia. Vi abituate subito ad indossare una T-Shirt, dei Bermuda, o un costume, e delle ciabatte infradito, o dei sandali. In genere, il caldo è secco, e se tira un po' di vento, l'aria che arriva dall'oceano più freddo mantiene la temperatura diurna tra i 22 ed i 30 gradi. Ma fate attenzione al sole. Proteggetevi adeguatamente con creme solari con alto fattore di protezione e con cappelli, perchè il sole è forte, ed a metà pomeriggio rischiate di essere già rimbambiti dalla intensità della radiazione. E tenete anche in conto, che voi venite dall'inverno, e quindi non avete quel minimo di abbronzatura che gradualmente vi consente di acquisire il sole primaverile. Se invece non c'è vento, il refrigerio dell'oceano si limita solo al bagnasciuga. A Cape Town, il termometro della nostra macchina in autostrada è stato capace di raggiungere i 35-38 gradi centigradi. Secchi...., ma sono sempre una bella temperatura....

Proseguendo l'itinerario costiero, vale sicuramente la pena di pagare il pedaggio (47 rand - 3 euro circa), della strada che va da Noordhoek bay a Hout Bay, o fare tappa a Llandudno (anche se non è facile qui trovare parcheggio), una piccola spiaggia contornata di massi di granito spettacolari (con la solita schiera di ville sulla collina).

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Parlando di Cape Town, la salita in funivia a Table Mountain è imperdibile (330 rand - 19 euro A/R la mattina, 290 rand il pomeriggio). Meglio se ci andate la mattina presto, sia per evitare le folle, e sia perchè non fa ancora troppo caldo (in cima sarete a 1000 metri circa, ma il sole picchia ancora di più in quota). Verificate bene le previsioni meteo. Non deve essere previsto il vento di Sud Est (il cosiddetto Cape Doctor), perchè altrimenti la cima della montagna viene coperta dalle nubi, e voi vi ritrovereste nella nebbia, senza poter ammirare i magnifici panorami per cui vale la pena di salira lassù.

Dalla vetta di Table Mountain la vista spazia su tutta la città sottostante, e sulla costa che si allunga a Nord, ma anche sulla penisola del Capo. Ed a mio parere, i panorami più emozionanti sono proprio quelli sulla costa della penisola, e quelli sulle spiaggie di Camps Bay, e Clifton subito sotto di voi. Sulla cima della montagna è possibile anche percorrere una serie di itinerari: noi abbiamo seguito quello per Maclear's Beacon, di fatto la vetta di Table Mountain. Lo consigliamo, perchè, oltre a regalarvi manginfiche vedute sulla costa intorno, vi consente di allontanarvi dalla folla che talora caratterizza la zona della stazione di arrivo della funivia. Ma se volete fare trekking seriamente, o addirittura dedicarvi all'arrampicata, informatevi bene presso il Parco, perchè Table Mountain offre itinerari stupendi, anche verso il vicino picco di Lion's Head, o verso la penisola del Capo.

 

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Cape Town. Cape Town merita di essere visitata, e, se non siete troppo stanchi, anche di sera (almeno nella zona di Waterfront, dove potete andare a mangiare). Premetto che non è bella come le migliori città europee, che sono anche ricche di una storia millenaria (penso a Lisbona, Parigi, o molte città italiane, ad esempio). Ma, comunque, è una città piacevole da visitare. A noi sono piaciuti soprattutto Waterfront, e Camps Bay. A Waterfront, una marea di ristoranti ed altri esercizi commerciali, così come il Mandela Gateway (imbarco per Robben Island), e l'Acquario, si sviluppano intorno a quelli che erano i bacini del vecchio porto industriale. A Camps Bay, troverete una meravigliosa spiaggia, dove potete fare surf da onda, o rilassarvi (è sempre riparata dal vento). Qui, però, è Oceano Atlantico, e l'acqua è fredda per farci il bagno in costume (tranne che per i bambini del posto...). City Bowl (l'area commerciale al centro di Cape Town), è risultata troppo moderna per affascinarci, ma comunque, due passi per rendervi conto vale la pena di farli (dalla zona ovest di Waterfront, seguendo i cartelli, potete arrivarci in mezz'ora di camminata).

 

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Boo-Kaap, onestamente, ci è sembrata anche fin troppo decantata dalle guide. Si ci sono diverse case colorate, ma il quartiere è piuttosto fatiscente. Inoltre, questa è la zona in cui ci è capitato più volte di essere avvicinati per una richiesta di elemosina. Su questo punto tornerò più avanti. Noi abbiamo dato mance con generosità, ma quando ricevete una richiesta ogni 5 minuti, la cosa può dare un po' fastidio. I giardini di Company's Garden, sono piacevoli ma abbiamo visto di meglio in Europa.

Non siamo riusciti a vederla ancora tutta, e qualche sorpresa Cape Town sicuramente ancora la nasconde. Kirstenbosch Garden, Signal Hill, la Wineland, e Stellenbosh, saranno sicuramente le mete dei nostri approfondimenti.

E poi, tornando sul litorale, ci sono tutte le meravigliose spiagge della costa Nord del Western Cape. La prima è Sunset Beach, da cui si gode la veduta forse più spettacolare di Table Mountain sullo sfondo. E' quella più vicina ai quartieri residenziali di Sunset Village, e Table View (zone tranquille dove alloggiare fuori dal centro città), ma è già un paradiso. Qui, quando il Cape Doctor soffia, il pomeriggio il vento è davvero forte. Ma se ci andate la mattina presto, o nelle giornate in cui non c'è vento, vi incanterà all'istante!

 

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Superata Bloubergstrand, spot prediletto dai kiters, e spiaggia molto bella, ma dove la speculazione edilizia ha un po' calcato la mano (per i nostri gusti), si arriva a Big Bay, che è un posto che ho imparato presto ad amare. A dispetto del nome, la baia non è poi così grande. Il fascino di Big Bay non dipende dalla straordinarietà del panorama, ma dall'equilibrio perfetto tra paesaggio naturale, pur sempre suggestivo, e servizi ed edifici a terra. Infatti, a ridosso della spiaggia, avete una serie di bar/ristoranti dove rilassarvi e gustarvi il tramonto su Robben Island, che è subito di fronte, dissetandovi con una bella Castle Lager. Anche a Big Bay, sono stati costruiti diversi complessi residenziali, ma sono in genere aggraziati, e non ci sono qui i palazzoni di Blouberg.

Big Bay si è rivelata anche un ottimo spot per windsurf (leggi report delle nostre uscite), sicuro e con un'onda di ottima qualità, con il valore aggiunto della comodità del parcheggio a ridosso dello spot, e delle aiuole vicine alla spiaggia dove poter armare.

 

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Se, invece, siete proprio amanti della wilderness, da Big Bay verso Nord iniziano una serie di spiagge, accessibili dai parcheggi lungo la M14, in cui avrete solo le dune, la sabbia, e l'oceano a dominare la scena (Haakgat è quella prediletta dai windsurfers).

Noi per le nostre uscite in windsurf, ci siamo spinti a Nord fino a Paternoster (circa 1,5 ore di macchina da Cape Town). Lo spot è molto divertente (leggi report delle uscite), ma la spiaggia è bella anche per chi non fa windsurf (se il vento non soffia troppo forte). Anche qui, la natura prevale.

Paternoster è un villaggio di basse case bianche. Si respira un'atmosfera da posto di frontiera. Non c'è molto, ma passeggiare tra i vicoli delle case e sulla spiaggia è stato per me molto rilassante. Paternoster è famoso per le aragoste, che i ragazzi in strada cercheranno di vendervi, anche mentre passate in macchina. Secondo la Lonely Planet, bisogna fare attenzione a non comprarle dagli ambulanti, in quanto quelle che questi vendono sono spesso frutto della pesca abusiva. Non sappiamo indicarvi delle pescherie, ma a Paternoster ci sono diversi ristoranti dove, se volete, potete gustarle già cucinate (cercateli su Google Maps o Tripadvisor). Il tratto di costa, immediatamente a sud di Paternoster, è Parco Naturale (West Coast National Park), con tratti di costa molto suggestivi.

 

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Infine, avendo alcuni giorni di tempo a disposizione, un safari nei parchi naturali all'interno del paese, è un altro obiettivo da non perdere (che a noi ancora manca).

 

Le abitudini del paese, ed il rapporto con la gente

Lascio per ultimo questo tema perchè lo ritengo il più importante. 

Mentre il Sud Africa vi conquisterà sempre di più con i suoi panorami, il contatto ed i rapporti con le persone che lo abitano vi entreranno nella testa e nel cuore, e soprattutto saranno motivo di riflessione.

Vi abituerete presto ad un cambio di scenario rispetto a molti paesi del mondo occidentale: i bianchi qui sono una minoranza, e voi in quanto tali siete parte di quella minoranza. Ma al di là dei rapporti numerici, quello che vi risulterà evidente dopo pochi giorni, è che l'Apartheid legale è finito nel 1994, ma è ancora presente un apartheid economico, che, peraltro, è ormai diffuso, in varie forme, in tutto il mondo.

Il contrasto tra la ricchezza quasi esagerata di una fetta della popolazione bianca, che traspare dalle ville di Boulders, Camps Bay, Llandudno, e la povertà che caratterizza ancora buona parte della popolazione nera, è pugno allo stomaco che spesso vi disorienterà. Non ci si crede.

Una parte della popolazione nera gradualmente sta emergendo, e diversi sono riusciti a conquistare uno stile di vita per le meno dignitoso (quelli che hanno un lavoro stabile, o che addirittura sono riusciti ad avviare attività imprenditoriali). Ma la strada per arrivare a delle condizioni dignitose della popolazione nera è ancora veramente lunga. Quando, guidando in macchina, passerete vicino ad una delle diverse Township che si trovano alla periferia di Cape Town, rimarrete piuttosto impressionati.

Ciò detto, però, voglio essere piuttosto chiaro nel dire che, personalmente, non mi sono mai sentito in pericolo, e che volentieri sono entrato in contatto sia con la popolazione bianca che con quella di colore. Certo, non mi sono andato a cercare situazioni a rischio, come andare in giro di sera da solo in zone periferiche della città. Ma quello che voglio dire che non dovete temere pericoli dai parcheggiatori, che troverete puntualmente in ogni strada, e parcheggio, o dai venditori agli incroci (però tenete i finistreni non troppo abbassati, sennò vi ficcheranno dentro di tutto....), dai portatori all'aereoporto, insomma da tutte quelle persone di colore che vi offriranno un servizio in cambio di una mancia.

Io, alla fine, li ho spesso gratificati con una mancia di 20 rand (al portatore che mi ha aiutato a portare l'attrezzatura da windsurf in giro per tutto l'aeroporto, con 38 gradi, ne ho dati 200). Per me, ha rappresentato la precisa volonta di dargli una mano (a casa loro....). E del resto, 20 rand sono 1 euro, e se basta 1 euro per strappare un sorriso (o magari un'occhio di riguardo in più alla macchina carica), non state a pensarci troppo.

Se saprete aprirvi, con la giusta prudenza, il Sud Africa vi regalerà anche delle belle occasioni d'incontro, e delle belle storie da sentire. Non perdetevele. In spiaggia, vi avvicineranno i bambini mentre armate il vostro windsurf a Paternoster; una foto diventerà l'occasione per conoscere la storia di un altro turista che viene dallo Zimbabwe; alla fine entrerete in confidenza, magari, con qualche parcheggiatore o con un cameriere di un ristorante dove tornerete spesso. 

Per chiudere, due parole sulla mancia. In Sud Africa, è sostanzialmente obbligatoria! Pertanto, se pagate in contanti al ristorante, includetela nell'importo pagato (oppure, si tengono loro direttamente il resto....). E se pagate con carta di credito, vi sentirete dire: You know that tip is not included? Quindi, adeguatevi.

Insomma, appena decollati dall'aeroporto di Cape Town, starete già progettando il prossimo viaggio qui l'anno successivo..... per rivivere di nuovo queste intense emozioni, ed il ricordo del viaggio vi rallegrerà a lungo, al vostro ritorno.

Buon viaggio. Fabio Muriano

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