Articoli di trekking
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Il Tour della Bessanese è un trekking che si sviluppa in ambiente di alta montagna, in un percorso ad anello che gira attorno all'Uja di Bessanese, cima delle Alpi Graie che rappresenta lo spartiacque tra l'italiana Val d'Ala (in provincia di Torino) e la francese Valle de l'Averole, valle laterale della Valle de L'Arc.

Il percorso conduce l'escursionista attraverso valli e ambienti molto diversi tra loro, offrendo panorami mozzafiato e un'esperienza suggestiva che consente di ripercorrere le vie un tempo battute da contrabbandieri, pastori e guide che si spostavano tra Italia e Francia. Per la natura dei luoghi e per la ridotta presenza umana – se si eccettuano i rifugi, un bivacco e alcuni alpeggi – il tour è adatto a escursionisti esperti.

L'itinerario è suddiviso in tre tappe tra i rifugi Cibrario, Gastaldi e Avérole e può essere iniziato partendo da uno qualsiasi di questi punti. Dal versante italiano i punti di accesso sono i paesini di Usseglio in Val di Viù (rifugio Cibrario) e Balme in Val d'Ala (rifugio Gastaldi). I due comuni sono facilmente raggiungibili da Torino tramite la SP delle Valli di Lanzo e la SP 32.

Croce al Col de l Autaret

Dal Colle Altare scendendo verso il Lago della Rossa

Il mio tour è partito dall'abitato di Usseglio dove lasciata l'auto ci si incammina attraverso boschi e ripidi pendii erbosi fino al rifugio Cibrario, prima tappa del nostro trekking. Da qui il trekker ha due scelte: seguire il percorso consigliato Cibrario-Avérole-Gastaldi-Cibrario o invertire il percorso (Cibrario-Gastaldi-Avérole-Cibrario). L'escursionista può anche scegliere se percorrere l'itinerario in quattro giorni o se utilizzare il rifugio Cibrario come semplice tappa e pernottare al Gastaldi.
Personalmente ho scelto quest'ultimo itinerario e posso dire che la fatica del tracciato è stata ampiamente ripagata dagli splendidi panorami.

Il rifugio Cibrario (2616 mt) sorge sul Pian del Sabiunin, un pianoro che sorge al termine del vallone di Arnas, e la sua costruzione risale al 1890. Dispone di 42 posti letto ed è conosciuto in particolare per la sua ottima cucina. Nei dintorni non è difficile imbattersi in branchi di camosci per nulla intimoriti dalla presenza umana. Lasciandosi alle spalle il rifugio e puntando in direzione Nord si raggiunge il colle Altare (2901 metri) valicato il quale si discende in un vallone che costeggia la Cresta dei Cugni e la Cresta dei Gurgiun fino ad arrivare in vista dello spettacolare Lago della Rossa e della sua diga. Costeggiando il bacino e attraversando la diga stessa si incontra il bivacco San Camillo che dispone di 20 posti letto e che può rivelarsi provvidenziale in caso di avverse condizioni meteo.

Il Lago della Rossa

Proseguendo si arriva a un altro piccolo colle, il Collarin d'Arnas (2851 mt) accanto al quale si può ammirare l'omonimo laghetto. Attraversando un ambiente che alterna rocce paesaggi lunari a piccoli declivi erbosi e diversi saliscendi si giunge al Rifugio Gastaldi, posto nella conca denominata Crot del Ciaussiné, un anfiteatro naturale circondato da alcune delle più belle cime delle Valli di Lanzo come l'Uja di Ciamarella, l'Albaron di Savoia, la Punta Maria, la Cima d'Arnas e ovviamente lei, la Bessanese. Il Gastaldi dispone di 57 posti letto e rappresenta una tappa fondamentale lungo il tour.

Il Rfuge Avrole

Il rifugio Cibrario visto provenendo dal Colle Sulè

Il rifugio Gastaldi

Procedendo sempre verso Nord si raggiunge il Pian Gias dove si distendono le ultime lingue del ghiacciaio della Bessanese che può essere affrontato anche senza l'uso di ramponi in quanto coperto da detriti ma prestando comunque attenzione. Il percorso si inerpica sempre più ripido verso i 3.207 metri del Passo del Collerin e nell'ultimo tratto, il più duro, una corda fissata alla parete rocciosa può agevolare non poco la salita resa difficoltosa dai detriti instabili che scivolano sotto i piedi. In caso di presenza di nevai e ghiaccio in questo tratto ramponi e piccozza potrebbero rivelarsi indispensabili.

La fatica viene tuttavia ampiamente ricompensata dal panorama che si gode dal passo stesso e che spazia sulle Alpi francesi. Il tratto successivo, particolarmente esposto e strapiombante richiede attenzione e prudenza e costeggiando la Pointe des Audras conduce al vallone sottostante dove anche in piena estate è facile incontrare ampi nevai. Superate alcune selle si scende seguendo prevalentemente il corso del piccolo ruscello Ruisseau du Veillet fino ad arrivara in vista del Rèfuge de L'Avérole, posto su un poggio erboso nel cuore dell'omonima valle.

 

Lago della Rossa e Croix Rousse

La terza e ultima tappa è certamente quella più estenuante perché una volta lasciato l'Avérole ci si infila nel Vallone della Lombarda, una lunghissima valle nella quale si alternano strappi decisi a falsipiani che conducono al Col de l'Autaret, a 3.071 metri.
Da qui si discende leggermente verso i laghi dell'Autaret e verso vecchi edifici militari su un sentiero che conduce all'attacco del Colle Sulè (3.073 metri). Il Colle, che rappresenta anche l'ultimo tratto tecnico e impegnativo, si raggiunge affrontando un impressionante pendio di sfasciumi di circa 100 metri. Dal colle si accede ad un piano e si discende verso i resti di quello che fu il ghiacciaio della Bertà, oggi ridotto a una morena.
All'uscita dal pianoro si giunge in vista del rifugio Cibrario, nel sottostante Pian del Sabiunin, che si raggiunge procedendo su un ripido pendio che va affrontato con la massima prudenza per la presenza di sfasciumi che possono mettere a dura prova l'equilibrio.

La vista sulle Alpi francesi dal Passo del Collerin

Pian dei Sabiunin con il rifugio Cibrario

Salendo verso il passo del Collerin

Stambecco nei pressi del rifugio Gastaldi

Un valido supporto per l'escursione è offerto dalla carta dei sentieri 103 – Rocciamelone/Uja di Ciamarella/Le Levanne/Alte Valli di Lanzo dell'Istituto Geografico Centrale.
Per le informazioni e i recapiti dei rifugi e per conoscere i dettagli delle tappe è attivo il sito www.tourdellabessanese.eu, gestito e aggiornato costantemente dai gestori dei tre rifugi.

Buona camminata. Alessandro

 

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