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L'offerta delle tavole wave è sempre più vasta, con tavole thruster e quad, con shape adatti a diverse condizioni di mare e di vento, ed a rider di differente capacità. Ancora una volta, con l'ausilio della rivista francese Windmag, passiamo in rassegna i modelli del 2017 delle principali marche, e di qualche custom.

Forniamo una sintesi delle valutazioni di questa categoria di tavole effettuate dalla nota rivista francese (numero di marzo-aprile 2017, dedicato ai test), che  vi invitiamo a comprare per ulteriori approfondimenti. Questo articolo segue quelli, che hanno già riscosso un buon successo, dedicati alle tavole ed alle vele freewave, nonchè dedicati alle tavole freeride 2017.

 

 

I modelli testati dalla rivista sono i seguenti (intorno ai 75-85 litri):

1) AHD DG Wave 83

2) Black Local Classik 86

3) Fanatic Quad TE 75

4) Fanatic Stubby TE 77

5) Goya Custom Quad MB 80

6) JP Radical Thruster Quad 83

7) JP Thruster Quad 76

8) Naish Global 78

9) Naish Hardline Carbon Pro 89

10) Patrik Campello 81

11) Quatro Cube 85

12) Quatro Super Mini 78

13) RRD Hardcore Wave LTD V6 78

14) Simmer Quantum 85

15) Starboard reactor 76

16) Starboard Ultrakode 80

17) Tabou da Curve 80

18) Tabou Pocket 77

 

jp17 thrusterquad 

Vediamo quali sono, in sintesi, i risultati dei test. 

L'AHD DG Wave (modello del rider Diony Guadagnino) è passata ad un assetto quad, ma con le pinne laterali piuttosto ravvicinate. Ha una costruzione in carbon/kevlar. E' equipaggiata con pinne Select, e straps MFC. Parte rapidamente in planata. L'assetto quad garantisce una buona tenuta sul dritto, che consente di esplorare bene il piano d'acqua, per andare alla ricerca dei salti, e per posizionarsi al meglio sull'onda successiva. Si esprime bene nel bottom turn e nel top turn. Dà un po' la sensazione di condurre un trifin, con un passaggio rail to rail naturale. E' una tavola da onda polivalente, adatta a tutte le condizioni, con vele comprese tra la 4.0 e la 5.4. 

La Black Local è una tavola custom fatta in Francia (Shaper Sergio Munari) con costruzione sandwich, shape compatto, un nose largo, e rails molto sottili. Assetto Trifin (pinne MFC performanti, ma un po' fragili), e straps Dakine. In condizioni onshore impegnative, si dimostra una tavola che parte bene in planata, e risale il vento, dando il supporto necessario a superare le barre. Anche in condizioni di vento side forte, si apprezzano la sua morbidezza ed il suo controllo. In surfata, prende bene velocità, rimane in controllo, con i rails che fendono bene l'acqua. Per sfruttarli al meglio, è necessario portare il peso avanti ed indietro a seconda della fase. Risulta polivalente, ed efficace in tutte le condizioni, al punto da poter fungere da tavola unica, con vele tra la 4.0 e la 5.3.

Il Fanatic quad 2017 è identico al 2016 (salvo un cambiamento di colore), quando è stato ridisegnato sotto l'influenza dello sviluppo del modello Stubby. Equipaggiato con pinne Chocofins slot box. Nonostante i suoi 75 litri, galleggia bene, e si dimostra non così estrema come si potrebbe pensare, se si è abituati a surfare su tavole wave da 80 litri. Buona partenza in planata (anche se inferiore alle tavole più voluminose). E' in grado di effettuare salti anche molto alti. Se la vela ha potenza, è buona la capacità della tavola di risalire al vento. Può gestire anche condizioni medie, ma è tra le onde grosse, ed il vento forte che dà il meglio di se: eccezionale il controllo ad alte velocità in surfata. Altrettanto ottimale la capacità di girare alla fine del bottom-turn, in cui mostra molta reattività e grip. Anche nel cut back, i rails fanno un'ottima presa.  I tester della rivista consigliano di utilizzare con vele inferiori alla 4.7-5.0.

 

Fanatic Quad 1520x760

 

Il Fanatic Stubby ha debutato nel 2015, soprendendo tutti con la sua lunghezza di soli 212 cm, ed i rails paralleli. Da allora, ha ispirato molti altri marchi. La versione di quest'anno è invariata, a parte un design diverso, ed ha ancora la coda a doppio diamante ed una carena particolarmente lavorata sotto i piedi posteriori. E' un Trifin. La partenza in planata di questa tavola non teme il confronto con nessun altro modello di volume equivalente. Altrettanto valide sono la capacità di risalire al vento, e la velocità raggiunta. In surfata, la tavola accelera su onde anche di scarsa pendenza, ed i lunghi rail fanno presa anche a velocità ridotte (minore è la velocità, maggiore l'immersione dei rails). Il volume concentrato sotto i piedi garantisce una buona tolleranza nel posizionamento sull'onda. Queste caratteristiche (ed in particolare l'efficacia dei rails) consentono di effettuare delle curve strette, dinamiche e fluide, che sono il marchio di fabbrica di questo modello. E' una tavola che trasforma le sessioni tra le onde medie, in sessioni molto divertenti, ricche di sensazioni. Vele consigliate dalla 3.7 alla 5.0.

 

 

La Goya resta invariata rispetto al 2016, con rail subparalleli, ed una poppa ampia a coda di rondine. Questo modello pro del rider Marcilio Browne è piuttosto corto, e presenta volumi e straps piuttosto indietreggiati. Cinghie e pinne MFC (mini tuttle quelle davanti, e US Box quelle posteriori). Si caratterizza per un gran controllo, ed una eccellente precisione in carvata, e, relativamente al suo volume, per buone doti di partenza in planata, accelerazione, nei salti, e nel risalire il vento. E' la tavola da onda moderna e polivalente, con la nervosità ed il dinamismo necessari per surfare in tutti gli spot wave del mondo.

 

 Goya 16 Boards custom 1200 1200 70 s c1

 

Per il terzo anno consecutivo, lo shape del JP Radical Thruster Quad non cambia, con la sua tipica rastremazione a partire dalle straps posteriori. Viene ancora proposto con 5 scasse, e di default equipaggiato come Quad. E' una tavola molto reattiva, che parte precocemente in planata, e risponde con una decisa accelerazione alla minima raffica. E' quindi ideale per saltare, ma non in termini di comfort e di controllo. In surfata, richiede tecnica per prendere velocità, dovendo sfruttare ogni minima pendenza, e facendo pagare ogni piccolo errore per via della ridotta larghezza posteriore. Una volta acquisita velocità, allora il comportamento è buono, la tavola è reattiva ed in grado di effettuare cambi di direzione improvvisi. Meno confortevole nelle curve lunghe nelle schiume, soprattutto se sovrainvelati. Una tavola radicale per tutte le condizioni, e per rider tecnici e tonici. Consigliata con vele dalla 4.2 alla 5.3.

La JP Thruster Quad per il secondo anno mantiene lo stesso shape, ma cambia le pinne che diventano meno profonde. Di default è equipaggiata come Trifin, ma ha 5 scasse per poter essere settata a Quad. Ha uno shape classico, con una lunghezza moderata, ed estremità rastremate. Non pone particolari problemi ad essere lanciata in planata. Non è reattiva come il modello Radical, ma si trova comunque a suo agio in carvata. Richiede di caricare sulla parte anteriore per ottenere grip nel bottom, ed è tecnica nel cut back, per far lavorare i rails per tutta la lunghezza. Nelle onde meno importanti, è più tecnica dei modelli più compatti, per farle prendere velocità e farla girare a bassi regimi. Una tavola performante in condizioni side o side on, consigliata con vele inferiori alla 4.7.

La Naish Global quest'anno è stata completamente rivista con uno shape più moderno (outline più corto, prua troncata, e rails paralleli. E' un trifin con scasse US Box. E' una tavola compatta, direzionale che consente una buona mobilità e dinamicità in acqua, tra le onde. E' efficace in condizioni onshore, ma anche per un uso in condizioni bump and jump. La sua ripartizione dei volumi consente di raggiungere una buona velocità tra le onde piccole, e la rende piuttosto tollerante qualora la tecnica sia approssimativa. E' una tavola tuttofare, adatta per spot europei con onde relativamente piccole.

 

 

La Naish Hardline è la nuova gamma di tavole wave radicali di Naish, frutto della collaborazione con Kai Lenny e Bernd Roediger. E' una tavola piuttosto leggera, e stretta a poppa. La partenza in planata è un po' meno rapida di altre tavole, ma la velocità di punta è molto buona. Si esprime meglio nelle condizioni wave serie, e risulta una tavola piuttosto tecnica, che richiede la capacità di sapersi posizionare bene sull'onda, di gestione del vostro peso per non perdere troppa velocità nel bottom turn. Le curve sono precise. E' meno a suo agio nelle condizioni medie. Preferibilmente, è una tavola da usare in condizioni side, side/offshore, da usare ben invelati. Vele consigliate da 4.7 a 5.7 in condizioni side off; da 4.2 a 5.3, in condizioni side on.

La Patrik Campello ha misure classiche (227 x 55,5 cm, la 81), ma uno spessore leggermente superiore alla media. Ha tutte e 4 le scasse US box, che, quindi, risultano un po' scomode. E' una tavola facile da lanciare in planata, e che mantiene una buona velocità una volta partita. In surfata, risulta un modello polivalente, che ha un buon grip e carva bene nei bottom (anche se perde un po' di controllo ad alta velocità), ma che soprattutto disegna dei potenti cut-backs. E' una tavola adatta a rider che tonici che voglio surfare ogni onda con radicalità.

 

 

La Quatro Cube 2017 è invariata rispetto alla 2016. Lo shape è quindi molto compatto, con straps arretrate ed una comoda larghezza a poppa. Galleggia bene, e si dimostra equilibrata quando non è in planata, nonostante la sua ridotta lunghezza. Ciò aiuta a superare lo shorebreak quando il vento è capriccioso, e le consente di entrare facilmente in planata, per lanciarsi rapidamente. Ha una costruzione che le conferisce un carattere non eccessivamente nervoso, garantendo, comunque, prestazioni apprezzabili. Ha eccellenti doti di carving: non c'è che da scegliere il raggio di curvatura, e la Cube lo disegnerà con precisione. Si può spingere con decisione sulla tavola che non perde il controllo (è una tavola da carving che da pivot). Vele consigliate da 5.4/5.7 alla 4.2.

La Quatro Super Mini ha uno shape compatto, rails paralleli, una prua arrotondata, e coda a diamante ampia. E' un Thruster. Con uno shape così corto non è la tavola più stabile, prima della planata, e richiede molta concentrazione in manovra. Tuttavia, entra in planata rapidamente, e questo fa dimenticare presto questi aspetti. Risale bene il vento. E' vivace sotto i piedi tra le onde, e predilige le condizioni di vento side. I raggi di curvatura possono essere stretti, ed è buona proiezione negli aerials; risulta, quindi, una tavola divertente. Down the line, il controllo e la stabilità ad alte velocità non sono così buone come con il Cube o la Piramid.  

La RRD propone la versione V6 della hardcore. La parentela con la versione precedente è stretta, ma RRD annuncia una costruzione semi-custom in Carbon Innegra. Viene proposta con 5 scasse, ma con una configurazione di base Trifin, con pinne MFC, di cui la centrale in G10. Conferma le eccellenti sensazioni della V5. Parte bene in planata, ed offre buone accelerazioni, nonostante sia una tavola piuttosto radicale, e ciò ne fa una tavola polivalente, per tutte le condizioni. Tra le onde richiede una certa pressione con il piede d'avanti in corrispondenza del piede d'albero, per far mordere il rail nel bottom turn. Ottima nel down the line, nel quale non richiede che farla scivolare per partire negli aerials. E' una tavola molto direzionale, ma, comunque, reattiva. Offre anche una buona capacità di rotazione (pivot), per arrestare il bottom, o effettuare un 360.

 

rrd hardcore wave ltd v6 2017

 

RRD Hardcore 2017

 

 

La Simmer Quantum presenta una linea assai classica. Risulta piuttosto larga (59,4 cm per l 85), e non troppo leggera, nonostante la sua costruzione in carbon sandwich. 5 scasse (asetto quad di default). Non è una tavola nervosa, e non ha particolari punti deboli. Tra le onde, risulta dolce e non mostra sorprese. Se la vela spinge bene, o se c'è buona pendenza, non ha problemi particolari di controllo nel bottom, avendo un grip efficace sui rails. Il passaggio rail to rail potrebbe essere più reattivo, ma una volta sul nuovo rail, si ritrova di nuovo il grip per il cut-back. Agli inesperti, risulta un po' più tecnica nella rotazione improvvisa (pivot), per via della configurazione delle pinne.

La Starboard Reactor, alla sua seconda versione, è stata ridisegnata (rocker, e straps più arretrate). Le scasse delle pinne solo contraddistinte dal sistema di attacco Starbox. Risulta molto più vivace sotto i piedi, rispetto alla versione dell'anno scorso. Parte bene in planata, a condizione di posizionare il piede d'albero, un po' più avanti (1-2 cm), rispetto alla posizione intermedia consigliata. Tra le onde, risulta reattiva e sempre in controllo, dimostrandosi una macchina da carving. Disegna delle curve superbe, con buona parte della lunghezza dei rails che lavorano, consentendo di spingere bene e di ottenere un buon grip, ed è valida anche nei cut-back. E' una tavola molto divertente, efficace anche nelle condizioni marginali.

La Starboard Ultrakode (anch'essa dotata di 5 scasse Starbox) risulta più "piccola" e leggera sotto i piedi, ma più versatile, rispetto alle versioni precedenti di pari volume. Non si sentono troppo le pinne in navigazione, sotto i piedi, e si è liberi di girare durante surfata. Ha il grip necessario per non derapare sistematicamente, anche se si può interrompere la curva nel top turn. Si contraddistingue per una penetrazione assai dolce dei rails nell'acqua, nel bottom turn, e rimane in controllo, tanto più quanto più la velocità aumenta. E' piuttosto veloce nei bordi dritti. E' una tavola di carattere, ma allo stesso tempo polivalente, sfruttabile in molti spot wave. I tester ne consigliano l'utilizzo con vele dalla 3.7 alla 5.0, o addirittura alla 5.3.

 

Starboard ultrakode 2017

starboard windsurf2017 ultrakode

 

La Tabou Da Curve risulta invariata nello shape quest'anno, ed ha solo una diversa decorazione. Dotata di 5 scasse, viene venduta come Trifin. Impressiona per la partenza in planata precoce, soprattutto con le vele piccole. Una volta lanciata non si ferma più, nemmeno nei cali di vento. La mobilità sul piano d'acqua è, dunque, eccellente, senza che la tavola risulti nervosa o incontrollabile. Tra le onde, esce fuori il suo carattere radicale, con una maneggevolezza, ed una reattività nel passaggio rail to rail, decisamente superiore alla media. Carva bene nei bottom,  Non ama la sovrainvelatura. E', secondo i tester della rivista, la tavola wave più divertente e più performante in tutti i tipi di condizioni, ed è ideale per i rider tecnici ed agili. Da abbinare con vele dalla 3.7 alla 5.0.

 

tabou 2017 dacurve

 

Infine, chiude questa carrellata ampia di tavole testate la Tabou Pocket. Dopo anni di sviluppo, Tabou esce quest'anno con una nuova versione, molto compatta e moderna, caratterizzata da rientranze posteriori, ed una poppa a doppio diamante. Il volume è concentrato sotto i piedi, e la tavola galleggia bene. La partenza in planata è buona (ma non superiore a quella della Da Curve); la risalita al vento è veramente buona. E' confortevole nel passaggio delle schiume (clapot). La sua larghezza posteriore le consente di essere efficace nei salti, anche con vento onshore. In surfata, la Pocket ama le onde morbide che le consentono di mantenere un po' di velocità per disegnare delle curve più o meno ampie. Permette di girare bene sul retro, per realizzare tricks moderni. Mostra, invece, i suoi limiti nel surf ad alte velocità, quando diviene più tecnica, e necessità di carvare con forza per avere controllo e precisione. In definitiva, è una tavola divertente in condizioni di onda media, in particolare con vento side/onshore, non sovrainvelati (vele consigliate dalla 4,0 - 5,0).

 

Per altre indicazioni, comprate Windmag! Se volete, aggiungete le vostre impressioni nei commenti a fine articolo.

Buon vento. Fabio 

 

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