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E' da un anno e mezzo che inseguo la mitica power jibe, e nelle ultime sessioni sono finalmente riuscito a chiuderne qualcuna ancora sporca, soprattutto in uscita. Chiedendo consiglio agli amici surfisti, ho avuto diverse versioni su come eseguire la manovra. Con questo articolo, vorrei fare un confronto tra le diverse tecniche, stimolare la discussione, e ricevere commenti al riguardo.

Ritengo la power jibe una manovra fondamentale, un po' come la waterstart, perchè apre le porte a tutte le manovre di poppa in planata, oltre a risultare più facile rispetto alla virata, in condizioni di onda molto formata. Per questo, la sto inseguendo con tanta determinazione.

Nel video proposto a fine articolo (ringrazio Giacomo per avemi mandato parte del filmato, e Marco per avermi strambato vicino al Pra de la Fam - meno per la successiva cazziata....), vengono proposte tre differenti modalità di eseguire la manovra.

Il primo surfista la esegue in maniera molto simile a come la eseguo io al momento. Una volta impostata la poggiata, attende di aver passato la poppa, e di trovarsi al lasco sulle nuove mure, per cambiare prima la posizione dei piedi, e poi per strambare la vela. Questa viene gestita, per un certo lasso di tempo, bugna in avanti. Al momento, per me questo è l'unico modo con cui riesco a chiudere la manovra.

 

stramba jack 1

Il secondo surfista del video anticipa il passaggio dei piedi e della vela, che esegue pressochè in contemporanea, appena passata la poppa al vento.

 

stramba jack 2

Il terzo surfista esegue la manovra in maniera radicalmente diversa. Dopo la poggiata usuale, appena è di poppa, spinge via il boma con la mano della vela, che porta subito ad afferrare l'albero appena sopra il boma. Poco dopo, sposta quella che era la mano dell'albero sul boma sulle nuove mure. Il passaggio della vela, dunque, è molto anticipato, di poppa piena, se non poco prima.

 

Stramba marco 1

 

I piedi, nel frattempo, non sono stati cambiati, ed il piede di prua è rimasto nella strap. Solo molto dopo aver chiuso la strambata, e dopo un tratto di navigazione in switch, avviene il ritorno dei piedi nella posizione usuale per la naviagazione sulle nuove mure. Quest'ultimo surfista è l'amico gardesano Marco, che simpaticamente chiama le mie strambate "pover jibe", e mi martella di consigli.

 

Stramba marco 2

 

Marco ritiene che strambare la vela in anticipo ne consenta il passaggio quasi automatico, in un momento in cui il vento apparente è quasi neutro. Inoltre, secondo Marco, mantenere il piede nella strap di prua anche dopo la manovra aiuta a mantenere la tavola in planata. Questa secondo lui, sarebbe la versione della manovra da eseguire su tavole wave o freestylewave (come le mie), mentre le versioni precedentemente descritte sono più adatte a tavole freeride o slalom (che richiedono, peraltro, qualche ulteriore accorgimento).

 

Stramba marco 3

Quando il sottoscritto prova ad eseguire la manovra in tal modo, puntualmente cade tirandosi l'albero addosso sopra vento, all'interno della curva. Mi rendo conto, tuttavia, della maggior neutralità della vela, nel passaggio così anticipato.

Questo articolo non è stato scritto per arrivare a definire chi ha torto e chi ha ragione. Leggendo anche i sacri testi, si trova la manovra descritta in tutte e due i modi.

 

Ad esempio, il mitico Trictionary indica che la power jibe va fatta cambiando prima la posizione dei piedi e subito dopo strambando la vela, mentre la speed jibe va fatta mantenendo il piede di prua nella strap anche dopo aver strambato la vela. In entrambi i casi, ad ogni modo, l'uscita è con la tavola in planata.

 

Andrea Cucchi, titolare di Point 7, nonchè eccellente windsurfer, in un numero di qualche tempo fa di 4windsurf, suggersice di chiudere la vela con forza all'inizio della strambata per determinare un incremento di velocità indispensabile all'inizio della poggiata (per questo si chiamerebbe power jibe), e consiglia (riferendosi a tavole slalom e freeride) il passaggio dei piedi, in andatura di poppa, subito prima, del passaggio della vela (che quindi anche lui anticipa molto).  Secondo Andrea Cucchi, i piedi e la vela vanno cambiati quando la tavola è ancora di poppa, in quanto è la condizione in cui questa è più stabile.

Aggiornamento di agosto 2017. Rispetto a quando scrissi questo articolo un paio di anni fa, nel frattempo sono migliorato parecchio nella manovra. Ho capito che quando la tavola è ancora in piena velocità, ed al lasco sulle vecchie mure, l'albero e la vela vanno portati con decisione nall'esterno della curva e contemporaneamente va effettuato (power jibe) anche il cambio di posizione dei piedi (che tendenzialmente, soprattutto con vento modesto, vanno mantenuti avanzati sulla tavola per non affossarne la poppa). Va anche effettuata la rotazione del bacino che deve rimanere parallelo alla vela che si sta aprendo, ed il corpo deve portarsi all'interno della curva (ricordate sempre la regola generale del windsurf "rig da una parte corpo dall'altra"). Appena cambiati i piedi (e prima di passare la poppa), va strambata la vela (ricordatevi subito prima di portare la mano dell'albero sul boma più vicina all'albero). Questa, secondo me, è la chiave per arrivare in poppa piena con la tavola ancora in piena velocità ed in strambata, con corpo e vela già sulle nuove mure. Non abbiate fretta ora di orzare, stabilizzate la tavola al lasco, ed uscite dalla manovra ancora in planata. Se non cambiate la posizione dei piedi, dovete eseguire comunque tutti gli altri passaggi, ma dovrete solo accentuare la rotazione del corpo e lo spostamento di questo all'interno della curva, in quanto l'uscita in switch vi porterebbe a mantenere il peso del corpo all'esterno della curva, cioè dalla stessa parte della vela, senza riuscire a bilanciare bene il rig.

 

Quali sono le vostre esperienze? Quali sono i trucchi che avete scoperto? Eseguite la manovra in modalità differente su tavole di diverso tipo, e con diverse intensità del vento?

 

 

Aloha. Fabio Muriano

 

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