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Sono passato tante volte dalle Asturie e dalla Cantabria, diretto in Galizia e Portogallo, ma non avevo mai trovato il tempo o le condizioni meteorologiche favorevoli, per esplorare il Parco Nazionale del Picos de Europa. A giugno 2025, durante il mio viaggio in Spagna del Nord, ho finalmente colto l'attimo, partendo con una bellissima escursione al Rifugio Vega de Urriellu, sotto il famoso Naranjo de Bulnes.

  

Rifugio Vega de Urriellu, al Naranjo de Bulnes (Picos de Europa)

 

Addentrarmi nel Parco, abbandonando la costa sull'Oceano, è stato di per sè spettacolare. Ad una piacevole campagna di colline, si sono sostituiti prima una vallata ampia, dalla quale ad un certo punto ho potuto ammirare il monolite roccioso del Naranjo de Bulnes, cima iconica del parco; poi, da Arenas de Cabrales a Poncebos, una gola rocciosa profonda, attraversata solo dalla strada e dal torrente Cares, e poi un panorama sempre più selvaggio e tipicamente di alta quota, con un aspetto dolomitico (la roccia anche è qui è emersa dal mare milioni di anni fa, ed è di natura calcarea).

Avrei dovuto arrivare e dormire al Collado Pandèbano, da dove iniziare l'escursione al Rifugio del giorno successivo, ma i solchi del tratto iniziale della strada sterrata (e l'amore per il mio van camperizzato) mi hanno indotto a desistere.

Mi sono quindi appostato con il van, da solo, in uno dei primi slarghi all'inizio della strada, nei pressi dell'Invernales del Texu (vedi la mia mappa qui sotto), in un ambiente selvaggio, e mi sono messo a cucinare, alle ultime luci della sera, consultando internet per scoprire gli animali presenti nel parco..... (ci sono lupi, orsi, oltre a camosci, cervi, acquile, ecc.). In realtà, ho scoperto poi di non essere tanto solo... Oltre a dei ragazzi accampati in tenda in un prato in riva al torrente, vicino a me, ai quali ho regalato un accendino per il fuoco, la mattina dopo, ho scoperto che lungo la sterrata fino al Collado Pandebano, c'erano accampati molti van e furgoni, i cui proprietari si sono fatti meno problemi a percorrere la strada accidentata.

La mattina dopo, mi sono svegliato verso le 6 e 30, ed alle 8 mi sono messo in cammino, ancora con il fresco, per percorrere i 3,5 km fino al Collado, ed imboccare quindi il sentiero per il Rifugio Vega de Urriellu.

 

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Clicca qui, per le foto dell'escursione al Rifugio Vega de Urriellu

 

La parte bassa di queste vallate e di questi monti mi è apparsa subito affascinante. Sono montagne meno popolate e più selvagge di quelle che, in genere, sono abituato a vedere in Italia. E sono incredibilmente verdi: le piogge rovesciate qui dall'aria dell'oceano fanno crescere una vegetazione rigogliosa. Il resto lo fanno giornate calde e soleggiate come quella della mia escursione. Parte dei boschi, in realtà, è stata tagliata per fare posto ai pascoli, occupati da numerose mandrie di mucche e tori.

Seguendo la strada sterrata sono arrivato facilmente al Collado Pandebano, in circa 30-40 minuti. Da qui,  ho imboccato il sentiero per il rifugio, seguendo le indicazioni. Superato, poco dopo, il grazioso Rifugio de la Terenosa, ho continuato a salire, su un versante esposto a Nord, fino ad una piccola sella rocciosa (Collado Valleju), da cui si scorge in lontananza il rifugio Vega de Urriellu, per non vederlo più fino all'arrivo.

Da qui, il sentiero compie un lungo giro, prima verso Sud, e poi verso Sud-Ovest, addentrandosi nella testata della valle che scende dal Naranjo de Bulnes (o Pico de Urriellu, 2518 m), e tutte le altre torri del massiccio dei Picos de Europa. Il Naranjo è un imponente monolite roccioso che s'intravede sin dal Collado Pandèbano, ma che poi appare sempre più evidente nei pressi del rifugio. Saggiamente, ho effettuato l'escursione sfruttando le prime ore della mattina, perchè, come già accennato, la quota ha solo parzialmente mitigato l'intenso calore della giornata estiva. Quanto mi è mancato, da queste parti, il refrigerio garantito dall'oceano, sulla costa.

L'ultima parte del sentiero sale ripidamente tra pietraie, senza che si veda la meta, che, finalmente, appare dietro un ultimo bastione roccioso. Sono arrivato al Rifugio dopo 3 ore e 40 minuti di cammino, e circa 1100 metri di dislivello. Ho gustato subito una buona Cerveza, e mi sono quindi sdraiato su un prato pianeggiante nei pressi del rifugio, per mangiare, rilassarmi, e contemplare la parete del Naranjo di fronte a me. La zona merita di essere esplorata. Dal Rifugio, i sentieri proseguono vero le altre cime ed i passi che conducono agli altri rifugi.

 

 

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Io, verso le 13,00, mi sono rimesso in cammino per scendere, incontrando sul mio percorso tanti altri accaldati escursionisti, che salivano nelle ore centrali, incluso un gruppo di asiatici (giapponesi?), che, probabilmente attratti dal solito Instagram, provava a raggiungere il rifugio con 32 gradi.... Li ho visti, più tardi, ritornare sui loro passi, senza aver raggiunto la meta..... Sulla via del ritorno, ho incontrato anche una Vipera Iberica, che non ho fatto in tempo a fotografare.

Sono tornato al furgone dopo quasi 3 ore di discesa, ed ho avuto l'immenso piacere di farmi una bella doccia fresca, sul posto, per buttare un po' giù la temperatura. I piaceri della vanlife...... 

Buona escursione. Fabio

Clicca qui, per le foto dell'escursione al Rifugio Vega de Urriellu

 

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