Trekking

Non tutti sapranno che attorno a uno dei simboli natural-paesaggistici dell’Italia si sviluppa un vero e proprio trekking; un anello, semplice e adatto a tutti, che circumnaviga una bellezza meravigliosamente imponente del centro penisola: la Cascata delle Marmore. In questo articolo, vi descriviamo quindi l’hiking che porta a scoprire 165 metri di potenza acquatica nel polmone verde d’Italia, l’Umbria. 

 

TREKKING: LA CASCATA DELLE MARMORE (VALNERINA, UMBRIA)


A pochi chilometri da Terni, dall’incontro tra i fiumi Velino e Nera nasca la Cascata delle Marmore. Un salto di 165 metri che nel verde più assoluto permette all’acqua di confluire nella sottostante Gola del Nera. Una poderosa meraviglia della natura che ha ispirato molteplici forme d’arte, dalla pittura alla poesia, e, per fortuna, è possibile visitare e, per i più avventurosi, circumnavigare.

Prima di indossare lo zaino e partire, tre sono però le avvertenze. La prima: la portata dell’acqua che alimenta la cascata non è sempre a pieno regime, perciò per assistere a tutta la sua potenza è necessario interessarsi, e seguire con ossequio gli orari del rilascio della piena. Secondo: il prezzo. Per percorrere la rete sentieristica all’interno del parco, sarà necessario pagare un ticket del costo medio di 10 €. Terza, e ultima: la visita all’area turistico-escursionistica delle Marmore può avvenire con partenza sia dal Belvedere inferiore, che da quello superiore. La scelta, per noi, è caduta sull’opzione uno: andando così a percorrere in ordine il Sentiero 1, con le deviazioni 3 e 2, sfociante nel 5 e 6 (vedi cartina sotto tratta da https://www.cascatadellemarmore.info/). Partiamo!

 Trekking Marmore Umbria 001

Lasciata la macchina nell’ampio parcheggio antistante la biglietteria, ci accingiamo a varcare le porte di quel paradiso terrestre rispondente al nome di ‘Cascata delle Marmore’. La cartellonistica, sempre ben chiara ed evidente, ci informa di trovarci nel ‘Sentiero n°1’. Come in una corrispondenza di sensi, che culla meraviglia e aspettativa, l’occhio viene subito accompagnato dall’udito. Il “Rimbombo di acque!”, che Byron descriveva nel poema "Childe Harold's Pilgrimage”, è sensazione comprensibile fin dai primi passi mossi all’interno dell’area.

La massa d’acqua, imponente e fragorosa nelle ore di rilascio, si staglia subito dinanzi ai nostri occhi e qui, dal Belvedere Inferiore, le parole di Byron sembrano prender vita: “Simile ad una Eternità, quasi che dovesse spazzar via tutto ciò che trova sul suo cammino, affascinando l’occhio del Terrore – impareggiabile cateratta, orribilmente bella!”.
Riposto il libro di poesie all’interno dello zaino, è tempo di proseguire. Superiamo dunque il piazzale del Belvedere Inferiore per giungere al centro didattico dell’area dal quale opereremo la prima deviazione: quella per il Sentiero n°3, noto anche come “Incontro delle acque”. Il percorso, facile e molto breve, tra canyon, ponticelli e scalette, conduce a un primo approccio ravvicinato con l’acqua. I tre giganti azzurri e forti sono lontani, si odono naturalmente, ma non si vedono. Il culmine di questi 15 minuti di cammino sarà quindi un punto panoramico nel quale poter ammirare, completamente immersi nella natura, la confluenza dei fiumi Velino e Nera.

L’antipasto, la intro nello straordinario mondo della Cascata delle Marmore è andata. Ora è tempo di salire, di addentrarci nella seconda deviazione, davvero imperdibile: il Sentiero n°2. Famoso anche come “Anello della Ninfa”, questo camminato ci permetterà, dopo aver salito due rampe di scale in legno, di giungere ai piedi del secondo salto della cascata. Viene difficile spender parole per questo posto, risuonerebbero superflue. Una nube avvolge tutto, il rumore è assordante, l’acqua è onnisciente: l’intero quadro è sovrastato dall’immancabile arcobaleno, firma divina, o che dir si voglia, su una veduta che di terrestre sembra avere ben poco. Spet-ta-co-lo!

 

 

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Tornati sul sentiero principale e continuando nella ripida salita, incontriamo il momento di pausa del trekking. Per più di qualche tornante (e minuto), l’intero tracciato si svolge all’interno di un fitto e verdeggiante bosco, che nulla mostra se non l’imbocco, purtroppo chiuso, del tunnel che porta al ‘Balcone degli Innamorati’ (un balcone immaginifico che ci dicono esser quasi immerso nella cascata ma che, per nostra sfortuna, non è al momento accessibile). Trasudando umidità tra sterrato e scalette, completiamo l’antico sentiero, usato dagli abitanti del luogo per spostarsi tra la valle e la frazione di Marmore, arrivando al Belvedere Superiore e alla così detta “Specola di Pio VI”. Di cosa si tratta? Un loggiato panoramico, fatto costruire appunto da Papa Pio VI, che, in antitesi al punto di partenza del nostro tragitto, permette di ammirare la Cascata delle Marmore in tutta la sua selvaggia bellezza dall’alto.
Ivi, di fatto, si chiude la componente acqua del trekking. Imboccato il Sentiero n°5, infatti, che sfocerà poi nel n°6, il mood della gita cambia radicalmente, snodandosi per circa un chilometro tra reperti di archeologia industriale e scorci panoramici sull’intera Valnerina e le Gole di Ferentillo. Da qui, un’oretta di piacevole discesa tra il verde umbro, ci riporterà direttamente al parcheggio e alla macchina.

E chi se non ancora Byron poteva trovare chiosa migliore a questo viaggio nel cuore verde d’Italia: “Mentre tutto là intorno è ancora dilaniato dalle acque, infuriate – scrive il poeta – innalza serenamente i suoi fulgidi colori con tutti i loro raggi intatti, e sembra, tra l’orrore della scena, l’Amore che sorveglia la Follia con immutabile rispetto”. 

Caratteristiche Tecniche:

  • Lunghezza: 5 km
  • Durata: 2h 30min
  • Dislivello totale: 348m
  • Difficoltà: E
  • Punto più basso: 209m 
  • Punto più alto: 382m 
  • Periodo Consigliato: Tutto l’anno

 

Ed infine, un CONSIGLIO UTILE:

Mi raccomando: abbigliamento adeguato! In questo trekking, a farla da grande protagonista è l’acqua, per cui un k-way è necessario, e con esso sono consigliate anche scarpe con una buona resistenza al bagnato e attrezzatura adeguata. 

Buona gita, DANIELE IZZO.

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