Trekking

Il Parco Naturale della Val Grande, a Nord Ovest del Lago Maggiore, in Piemonte, è un'area da esplorare che offre ambienti molto vari. L'itinerario che porta al Rifugio Pian Cavallone ed al Pizzo Pernice vi consente di effettuare un semplice trekking, molto scenografico, per iniziare a scoprire questo territorio.

 

Trekking: Rifugio Pian Cavallone e Monte Pernice (Val Grande)

La Val Grande è famosa per le sue vallate dove è ancora possibile camminare in mezzo alla natura incontaminata, quasi senza segni della presenza dell'uomo e delle sue attività, benché si trovi assai vicina al lago Maggiore ed alla Val D'Ossola. Il percorso descritto in questo articolo può costituire un primo approccio al Parco, più semplice ed alla portata di tutti, su sentieri frequentati e senza particolari pericoli, per iniziare ad ammirare le bellezze di questo territorio.

Per partire, bisogna raggiungere l'abitato di Miazzina, e poi salire ancora in macchina, fino alla Cappella Fina (1100 metri s.l.m.), dove è possibile lasciare l'auto (vedi mappa qui sotto). Se i posti del parcheggio intorno alla cappella fossero esauriti, potete parcheggiare prima lungo la strada che vi arriva, o più in basso al Monumento ai Caduti, lungo la strada (a circa 1000 metri di quota).

 

Trekking Pian Cavallone Val Grande 001

Trekking Pian Cavallone Val Grande 003

 

In ogni caso, raggiunta la Cappella, s'imbocca la strada carrozzabile che parte, inizialmente, verso Nord, e sale presto con decisa pendenza. Dopo circa 20 minuti di cammino, 0,9 km, a quota 1160 metri circa, la carrozzabile diventa sentiero, e prosegue nel bosco, con alcuni saliscendi, ma sostanzialmente guadagnando progressivamente quota, in direzione Nord, lungo il versante ad Est della cresta su cui si trova il Pian Cavallone. Il bosco di Betulle, Noccioli e Castagni, cede progressivamente il posto a quello di abeti rossi e larici. Dopo 3 km, a quota 1400 metri, si sbuca in cresta: finalmente, il panorama si apre, ed anche l'animo, un po' incupito dall'orizzonte chiuso del bosco (tanto più se vi capita di salire nella foschia mattutina, come successo a noi), si rallegrerà per l'ampiezza della veduta (vedi slidegallery completa dell'escursione). Ad Ovest, che compare sua maestà il Monte Rosa, a nord del quale svettano le cime delle Alpi Svizzere. Sotto di voi, il paesino di Cicogna e la Val Pogallo, assolutamente selvaggia, e verso Nord il dolce pianoro, e la cresta ricoperta da pascoli, rododendri e mirtilli, lungo la quale prosegue il sentiero. Sullo sfondo, il Monte Zeda, che con i suoi 2156 metri, costituisce uno dei rilievi più evidenti della zona (anche per la sua forma aguzza), sul quale il sottoscritto effettuò una bella escursione da ragazzo.  

 

 

 

Ammirato il panorama, si prosegue prima in piano, e poi tornando a salire lungo il versante sud che raggiunge il bivacco Pian Cavallone, o la croce, sul rilievo poco sopra. Siamo ormai a quota 1500 metri s.l.m., ed a pochi minuti dalla Cappella, e dal Rifugio Pian Cavallone (1528 metri, e 5 km dalla partenza, 1,5 ore con passo lento).

Si tratta di un rifugio molto amato e frequentato dalla gente del posto. Il sabato e la domenica, nella stagione più favorevole, quindi, può essere affollato. Se ne avete la possibilità, magari, salite sin qui in settimana. Oppure, se desiderate un po' di quiete, spostatevi sui prati del Pian Cavallone, cercatevi un angolino tranquillo, e godetevi il vostro pranzo al sacco.

Per il ritorno, consigliamo vivamente la semplice ma assai remunerativa deviazione che abbiamo effettuato noi. Tornati al bivio a 1400 metri di quota dove eravamo usciti sul crinale del Piano, venendo dal bosco, seguite le indicazioni per il Pizzo Pernice. I 25 minuti segnati sui cartelli, in realtà sono 15. Vale la pena di sudare un po', per percorrere la banale cresta che sale al pizzo, in direzione Sud. Arrivati in vetta (1506 metri), dominerete un panorama stupendo. Oltre a quanto descritto prima e visibile dal Pian Cavallone, godrete anche di una vista meravigliosa sul bacino centrale del Lago Maggiore, che giace placido sotto di voi, con le isole Borromee in evidenza. Ovviamente, per ammirare tale scenario, dovete salire qui in una giornata con buona visibilità. Dal pizzo, poi, proseguite lungo la cresta sud, e raggiunte alcune panchine, ed un tavolo per il pic-nic, svoltate a sinistra, seguendo una traccia, che presto diventa più evidente, che vi porta prima all'Alpe Cavallotti (seguite le indicazioni in legno per tale alpeggio), e poi di nuovo al parcheggio della Cappella Fina (dislivello complessivo in salita del percorso: 659 metri circa).

Buona passeggiata. Fabio Muriano

Clicca qui, per l'intera slidegallery dell'escursione.

 

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