Trekking

L'alta Val di Scalve è davvero un territorio da scoprire. La piana dei Campelli, al cospetto delle Dolomiti Scalvine, e della parete del Cimon della Bagozza, è un luogo perfetto per tante suggestive escursioni, sia estive che invernali. In questo articolo, vi descriviamo la salita invernale al Passo dei Campelli, con partenza da Schilpario. Un trekking davvero appagante.

 

Trekking: da Schilpario al Rifugio Cimon della Bagozza, ed al Passo dei Campelli (Val di Scalve)

(ascolta il podcast se preferisci)

Ci sono alcuni territori di montagna che hanno un fascino particolare: la bellezza dei monti intorno, l'ampiezza del panorama, la varietà degli scenari, un giusto equilibrio con la presenza dell'uomo. L'Alta Val di Scalve, sicuramente, è tra questi. Il fatto di non essere immediatamente accessibile dalla pianura l'ha un po' salvaguardata. Il resto lo ha fatto la natura.

Abbiamo scoperto questa zona, poco tempo fa, apprezzando la bellissima pista di sci di fondo di Schilpario. Recentemente, abbiamo avuto l'occasione di iniziare ad esplorare la zona anche da un punto di vista escursionistico. Da Schilpario, siamo saliti al Rifugio Cimon della Bagozza, e poi abbiamo raggiunto il Passo dei Campelli. Abbiamo trascorso una giornata meravigliosa, ed in questo articolo vi raccontiamo l'itinerario. Come potete vedere dalle foto, l'itinerario, oltre che d'estate, è praticabile anche d'inverno, in quanto si svolge completamente su traccia battuta (magari, dopo un periodo di intense nevicate, contattate il Rifugio Cimon della Bagozza, per verificare le condizioni). 

Schilpario si può raggiungere percorrendo la strada statale 671, della Val Seriana, fino al Passo della Presolana, per poi scendere in Val di Scalve, e quindi salire a Schilpario, seguendo la SP 294. Oppure, si può salire dalla Val Camonica, ovvero raggiungere l'estremità Nord del Lago di Iseo, arrivare a Boario Terme, e quindi prendere la strada provinciale 294, per la Val di Scalve. Noi, partendo da Monza, abbiamo optato per la prima alternativa, che risulta, da Clusone in poi, piuttosto panoramica (anche se, a tratti la strada, è un po' tortuosa). Da Monza, ci vogliono due ore scarse per arrivare a Schilpario.

 

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Per iniziare la camminata, una volta raggiunta Schilpario, dovete superare il paese, proseguendo lungo la SP294, ed arrivare ai parcheggi presso la Miniera Gaffione/il Centro Raid Avventura (vedi nostra mappa nell'articolo, e slidegallery). Qui, avete a disposizione alcune aree di sosta a pagamento (5 euro al giorno, nell'inverno 2021). Durante i periodi meno affollati, potete parcheggiare anche di fronte al Centro Raid Avventura (dove trovate anche un Bar/Ristorante). In ogni caso, da qui parte il sentiero (indicazioni a sinistra del Ristorante - 1210 m sul livello del mare). Iniziate a salire seguendo la carrozzabile (è sempre la SP294, che sale al Passo Vivione), che in inverno è chiusa, e diventa un sentiero pedonale.

Evidenziamo subito che la traccia fino al passo dei Campelli è risultata interamente coperta di neve (anche abbondante), ma sufficientemente compatta e dura, da consentire l'escursione anche con normali scarponcini da trekking. I ramponcini sono consigliabili (ma non indispensabili), per migliorare la presa ad ogni passo, e ridurre la fatica. Le ciaspole sono, francamente, superflue, a meno che non vogliate uscire dai sentieri battuti (e sapendo quello che si va a fare, ne può davvero valere la pena per la bellezza dei posti).

 

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Attraversate le belle baite dell'abitato dietro il ristorante, raggiungete, poco dopo, la chiesa di Maria Ausiliatrice, e proseguite nel bosco. Il sentiero sale con pendenza intermedia, e costante. In questo tratto, è sicuramente alla portata di tutti, anche famiglie con bambini, tanto più d'estate.

Dopo un paio di tornanti, la traccia prosegue decisa verso Ovest, fino a che, a circa 1350 metri di quota, ignora un tornante a sinistra della carrozzabile, e prosegue in un'ampia radura, dominata, al centro, da un bel casolare in pietra (ma, se volete potete anche continuare a seguire la carrozzabile). Qui, avete un primo colpo d'occhio sui monti, che, da qui in avanti, vi accompagneranno maestosi, per tutto il resto del percorso. Si tratta delle cosiddette Dolomiti Scalvine, una cresta di vette calcaree, con guglie e pareti, davvero paragonabili alle Dolomiti vere e proprie. Appartengono al gruppo del Concarena, e dividono la Val di Scalve dalla Valle Camonica. La cresta è dominata dalla mole del Cimone della Bagozza (2407 metri), ma anche le altre cime intorno sono degne di nota, e nell'insieme formano una sequenza spettacolare. Per la cronaca, per gli escursionisti più esperti, il Cimon della Bagozza, nonostante il suo aspetto apparentemente inaccessibile (dalla Val di Scalve), può essere salito con un'escursione faticosa, ma non estrema, in particolare d'estate (d'inverno, è sempre fattibile, ma richiede, ovviamente, maggiore attenzione). In rete, si trovano molte descrizioni al riguardo.

La radura costituisce anche un primo punto di sosta per le famiglie, per pic-nic estivi, o per discese con il bob o la slitta, d'inverno.

Noi abbiamo proseguito, lungo le tracce delle motoslitte nel pendio, per poi recuperare la carrozzabile, poco dopo (a circa 1390 metri - vedi nostra traccia). Alcuni tornanti vi conducono quindi ad un tratto a pendenza minore. Attraversate un vallone (noi, in questo punto, abbiamo trovato i resti di una slavina), ed entrate di nuovo nel bosco. La luce del sole che filtrava tra gli alberi, e creava un gioco di chiaro scuri sulla neve nel bosco, ci ha regalato immagini bellissime.

Si prosegue ancora nel bosco, con qualche tratto a pendenza più accentuata, fino a che, a quota 1520 metri, si sbuca nuovamente in una radura molto ampia, poco sotto il Rifugio Cimon della Bagozza (aperto tutto l'anno), ed il ristoro la Baracca (chiuso al momento del nostro passaggio). Anche questo ampio pendio è un bel punto di sosta per trascorrere belle giornate, sia d'inverno che d'estate. Nella bella stagione, qui (purtroppo), si può anche arrivare in macchina.

Ancora qualche passo, e sulla sinistra, arrivate al Rifugio Cimon della Bagozza (circa 1 ora da Schilpario). Il Rifugio è una struttura davvero gradevole, dove se volete potete concedervi una buona pausa pranzo. Oppure, potete fare base qui per dormire, se avete in programma escursioni sulle Dolomiti Scalvine, il giorno dopo.

Noi, dopo una breve sosta, abbiamo proseguito, seguendo i cartelli che ci invitavano a prendere la traccia a destra, verso il Passo dei Campelli.

 

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Da qui, non si segue più la carrozzabile SP294 che sale, verso sinistra, al Passo Vivione. Si segue un evidente sentiero, ben battuto anche d'inverno, che sale alla Piana dei Campelli, ed alla Madonnina dei Campelli. Il sentiero fino al Passo non ha tratti con pendenza eccessiva; sale intelligentemente nella piana, ed è ancora alla portata di tutti. Abbiamo visto salire famiglie con bambini anche in inverno. Chiaramente, ci vuole un minimo di allenamento, perché per arrivare al Passo ci vuole un'altra ora.

La traccia prosegue inizialmente nel bosco, ma poco dopo ne esce definitivamente. Da qui in poi, il panorama risulterà davvero ampio: verso Nord Est il Monte Campioncino, altra possibile facile meta estiva ed invernale, e ad est la già citata cresta delle Dolomiti Scalvine, che da qui in poi incombono davvero sopra di voi. Hanno qualcosa di ipnotico, e vi faranno fermare più volte, per tentare di catturare, ogni volta, una foto con una luce, o un punto di vista migliore (vedi nostra slidegallery completa).

Con ampie curve, raggiungete la Madonnina dei Campelli, a 1700 metri circa di quota, posta sopra un grosso masso, in mezzo al prato. Sarò ripetitivo, ma anche questo è davvero un bel posto per fermarsi sia d'estate che d'inverno. Ma il Passo inizia ad essere in vista, davanti a voi, e quindi, se volete, proseguite verso il traguardo finale. Il sentiero ora sale un po' più ripido, e con un'ampia curva verso sinistra (Nord), raggiunge la Malga dei Campelli, posizionata su un bel terrazzo panoramico, a 1810 metri, che domina tutta la Val di Scalve, con la Presolana sullo sfondo.

Un ultimo sforzo, e con un breve tratto finale a modesta pendenza raggiungete i 1892 metri del Passo dei Campelli (1 ora dal Rifugio Cimon della Bagozza). Affacciandovi dal Passo, potete ammirare una parte della Val Camonica sotto di voi, la prosecuzione della cresta delle Dolomiti Scalvine, alla vostra destra, ed alcuni facili rilievi tondeggianti a sinistra (Nord). Potete salire al Monte Campioncino, o scendere, in 10 minuti, al Rifugio Campione (chiuso, in occasione della nostra gita, il 27/02/2021).

La discesa può avvenire ripercorrendo a ritroso lo stesso itinerario; con calma: perché avere fretta di andare via da simili meraviglie?

Buona escursione. Fabio Muriano

Clicca qui, per la slidegallery completa dell'itinerario.

 

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