Trekking

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Il Monte Colmegnone è una cima molto panoramica sopra il lago di Como, una delle prime vette che si incontrano, partendo da Sud, lungo l'Alta via dei Monti Lariani. Noi, questa volta, l'abbiamo raggiunta con un itinerario di trekking che sale da Carate Urio, ovvero dalle sponde del lago.

 

Trekking: Carate Urio - Rifugio Murelli - Monte Colmegnone (Prealpi lariane).

Percorrendo i sentieri che solcano le Prealpi, nella sponda comasca del lago di Como, si riscopre la storia delle popolazioni che hanno vissuto ed hanno plasmato con il lavoro queste montagne. Da tutti i paesi in riva al lago, partono dei percorsi che raggiungono dapprima i cosiddetti "Monti", piccoli agglomerati, dove gli animali (e le persone al seguito) si spostavano durante le stagioni intermedie, e poi le varie "Alpi", cioè gli alpeggi e i pascoli in quota, che venivano raggiunti d'estate.

In questo trekking, siamo partiti da Carate Urio per raggiungere, dapprima il Rifugio Murelli e poi il Monte Colmegnone, tornando, poi, a Carate, con un percorso circolare. Si tratta per lo più di sentieri ripidi, come i versanti sui quali si sviluppano, e quelli da noi percorsi in questa occasione ne sono stati una conferma. Offrono, tuttavia, la possibilità di godere di scenari suggestivi, e, come detto, di incontrare testimonianze storiche che talora vi sapranno incantare.

Carate Urio si raggiunge percorrendo la SS 340, Statale Regina, che segue la costa del lago, da Como a Sorico. Se arrivate in macchina, potete parcheggiare lungo la statale, poco sotto la chiesa di Santa Marta, o nel piccolo parcheggio del cimitero, poco sopra (vedi mappa).

All'andata, per salire al rifugio Murelli, noi abbiamo percorso un sentiero in cattivo stato di manutenzione, e che, al dire il vero, non vi consigliamo. Vi suggeriamo un percorso alternativo. Un tempo le popolazioni di questi territori vivevano e lavoravano in montagna, e quando non erano impegnate a gestire gli animali, si dedicavano alla manutenzione dei terreni, e dei sentieri che gli consentivano di spostarsi sulle montagne. E' un po' triste constatare come oggi non sia più così. I terrazzamenti vengono inghiottiti dai boschi, alcuni sentieri sono interrotti o resi poco agevoli da frane, od alberi caduti. Solo i sentieri più frequentati vengono adeguatamente manutenuti dalle associazioni locali di volontari, dalle comunità montane, o dal CAI.

 

Trekking Rifugio Murelli Colmegnone 010

 

Dal cimitero di Santa Marta, siamo tornati  verso sud (cioè verso Urio), lungo via 4 novembre, per poi imboccare via Colonghera ed iniziare a salire, con un lungo itinerario che si addentra nella valle che scende dal Murelli, percorrendola prima in sinistra e poi destra idrografica. Se amate l'avventura, seguite le nostre orme, ma sappiate che al momento (autunno 2020) vi troverete ad aggirare parecchi alberi caduti, a seguito delle ultime tempeste di vento e pioggia. Nulla di pericoloso, ma neanche così agevole. Altrimenti, costeggiate il cimitero, e, subito a nord dello stesso, seguite i cartelli che indicano il Rifugio Murelli - Monte di Carate, ed imboccate il sentiero che, dopo poco, si raccorda con il tracciato che noi abbiamo percorso in discesa, e sale verso Giseno. Oppure, un'ottima alternativa, se volete percorrere un itinerario circolare, è proseguire dentro la frazione di Urio, arrivare al cimitero di questa, ed imboccare il sentiero alle sue spalle, che sale, con tracciato semplice e sempre evidente, ai Monti di Urio (vedi indicatore nella mappa, e testo poco più avanti). In tal caso, potete anche parcheggiare direttamente nelle adiacenze del cimitero di Urio.

 

 

Il sentiero da noi percorso, invece, con tracciato evidente sale al Santuario di Pobiano, e poi si addentra nella valle (cartelli di metallo con indicazione per "Cascina della Stopora"). I cartelli indicano che il sentiero non è facile. Non vi sono comunque particolari difficoltà tecniche.

Dopo circa un'ora nel bosco (nel quale a noi è anche capitato di avvistare alcuni cinghiali - piccoli con scrofa), il sentiero incrocia quello ben più agevole ed in ottimo stato di manutenzione che sale dal cimitero di Urio ai Monti di Urio, e poi raggiunge l'Alta via dei Monti Lariani per transitare quindi dal Rifugio Murelli. Dopo le difficoltà del sentiero sin qui percorso, non ci è sembrato vero di percorrere una traccia così evidente, anche se la pendenza è rimasta accentuata e si è comunque fatta sentire.

Raggiunta l'Alta via dei Monti Lariani, con tracciato in saliscendi si arriva quindi al Murelli (2 ore di cammino, 1200 metri di quota - 900 metri di dislivello dal punto di partenza). Al Murelli, ovviamente, si può arrivare con itinerario più semplice, meno faticoso, ed alla portata di tutti (famiglie con bambini), anche raggiungendo il parcheggio presso la cima del Monte Bisbino in macchina, e poi proseguendo a piedi lungo l'Alta Via.

Raggiunto il Murelli, e non volendo ridiscendere dall'itinerario della salita, guardando la nostra carta Kompass, abbiamo deciso di proseguire, imboccando la traccia dietro il rifugio, per raggiungere l'Agriturismo Roccolo San Bernardo (punto di sosta e di ristoro molto gradevole e panoramico), prima, e poi la cima del Monte Colmegnone (1383 m s.l.m. - 2 ore e 20 minuti, 1140 metri di dislivello dal punto di partenza).

Dalla cima, si gode davvero un bel panorama sulle Alpi (Monte Rosa e Cervino, Alpi Bernesi), le Prealpi (Gruppo del Monte San Primo, Grigne), e sul Lago di Como, che aggira con un singolare andamento tortuoso le pendici della montagna, risultando visibile sia a Sud che a Nord della stessa. Volendo, si può evitare di salire in cima al Colmegnone, e, poco dopo l'Agriturismo, si può prendere una traccia (deviazione sulla destra) che taglia il versante Sud del monte, e raggiunge direttamente, il sentiero di discesa che percorre la cresta Sud del Monte.

Dopo una breve sosta contemplativa in cima, abbiamo iniziato a scendere. 

 

Trekking Rifugio Murelli Colmegnone 014

 

 

Il sentiero di discesa si tuffa a capofitto verso il lago. Prima, segue l'aerea (ma non esposta) linea di cresta (nelle giornate terse il panorama è spettacolare). Poi, intorno ai 1000 metri di quota, entra nel bosco, e prosegue serpeggiando tra gli alberi, senza che la pendenza diminuisca. Infine, sbocca su un evidente ed ampio sentiero lastricato che scende verso i Monti di Carate. E da qui in poi le sorprese non mancheranno (per questo può essere interessante percorrerlo anche in salita).

La zona, infatti, oltre ad essere stata sfruttata in passato per la pastorizia e per l'agricoltura, è stata sfruttata anche per l'estrazione del "calcare silicifero nero di Moltrasio" o pietra di Moltrasio, con cui sono stati costruiti molti edifici della zona e del comasco in generale. Più in basso, si incontrano, infatti, le cave di Carate (leggete qui per approfondimenti).

Ma prima di arrivare alle cave, si attraversano alcune suggestive località, con abitazioni oggi in parte ristrutturate, ed adibite a case di vacanza. Il gruppo di case a 765 m di quota è particolarmente suggestivo, sembra davvero un piccolo borgo a sé stante, ed è bello perdersi un attimo per i suoi vicoli. Al centro del paese, incontriamo anche una graziosa cappellina, con a fianco un antico lavatoio. Ci si possono ancora immaginare i personaggi delle epoche passate, intenti nelle attività quotidiane.

Più in basso, come accennato, si arriva alle Cave di Carate, oggi abbandonate. Tutto qui si è fermato. Il sentiero passa proprio in mezzo a dei muri di contenimento, fatti in blocchi squadrati di pietra di Moltrasio, sopra i quali sono presenti altri sassi lavorati, ammassati e distribuiti in ordine sparso. Il luogo fa un certo effetto dal punto di vista visivo ed emotivo.

Il sentiero lastricato (ovviamente in pietra di Moltrasio) continua a scendere sempre molto ripido, e le gambe, se non si è ben allenati, cominciano a vacillare. Il sottoscritto ha iniziato a zizzagare lungo il sentiero per alleggerire lo sforzo e la tensione muscolare (utili i bastoncini da trekking). Ancora poche decine di minuti e siamo di nuovo in paese, a Carate. Percorrendo le strade interne dell'abitato, torniamo stanchi, ma soddisfatti, alla macchina (2 ore mezza quasi dalla vetta del Colmegnone).

Buona passeggiata. Fabio Muriano

Qui sotto, una slidegallery delle foto scattate lungo il percorso.

 

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