Articoli di montagna
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L’isola della Réunion fa parte dei “Territori d’Oltremare” della Francia e si trova nell’Oceano Indiano, circa 700 km al largo della costa orientale del Madagascar. Simone Guidetti ci ha inviato questo dettagliato ed avvincente resoconto del lungo trekking effettuato nell'isola, ricco di informazioni utili per chi volesse ripetere l'esperienza.

Simone Guidetti è Accompagnatore di media Montagna e IML, nonchè guida del Tour operator Kailas ( il suo sito internet è www.montagnesenzafrontiere.blogspot.it). Leggete anche il programma di Simone sul programma di itinerari con le ciaspole, per la stagione invernale 2017-2018.

(nota dell'editore: all'interno dell'articolo, per ragioni tecniche, trovate solo una selezione delle foto del trekking. Sono, però, stati inseriti i riferimenti a tutte le foto disponibili nella slidegallery completa, che potete vedere cliccando qui).

 

Nel 2011 decido assieme ad un amico geologo di partire alla volta della Réunion, isola francese dell’Oceano Indiano.  Io, mosso soprattutto dalla curiosità di vedere paesaggi esotici e molto diversi da quelli che siamo abituati ad osservare sulle isole del Mediterraneo o sulle montagne alpine “di casa” (in effetti si tratta del mio primo viaggio intercontinentale). Lui spinto, invece, dalla sua passione per i vulcani, considerato che sull’isola si trova uno dei vulcani più attivi al mondo.

Partiamo a giugno (inizio dell’inverno australe, che è la stagione meno piovosa), ancora presto per trovare neve sulle cime più alte. Il nostro obiettivo è compiere la traversata integrale dell’isola in 9 giorni lungo il percorso GRR2 salendo, oltre che sul vulcano, anche sulla cima del Piton de Neige, che con i suoi oltre tremila metri di quota è la cima più alta dell’Oceano Indiano.

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L’itinerario presenta delle tappe decisamente lunghe ed inizialmente incontriamo difficoltà dovute soprattutto ad errori di sottovalutazione sul tempo necessario per completarle.  Il primo giorno, ad esempio, ci soffermiamo troppo a lungo a visitare la cittadina di S. Denis, quando invece dovremmo iniziare subito a camminare visto che ci aspettano più di 1800 m di dislivello positivo ed il sole tramonta attorno alle 18.  Quindi in serata ci troviamo a percorrere le ultime due ore al buio, nel bel mezzo di una foresta tropicale e sotto il diluvio universale (vedi foto 29, qui sotto)!

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Arriviamo alla Gite (posto tappa) giusto in tempo per un pasto frugale prima di fiondarci a letto stanchi morti. Il secondo giorno, considerate le ottime condizioni meteorologiche decidiamo di fare una deviazione per visitare la riserva naturale della Roche Ecrite fino allo splendido belvedere da cui si gode di un’ottima vista su tutta la parte a nord dell’isola. Restiamo affascinati dalla complessa morfologia orografica del territorio, profondamente incisa con ripide scarpate. Riprendiamo il sentiero in discesa attraversando una bellissima foresta (foto 47, 50, 51, 63, 64, 66). Tuttavia, ci attardiamo (di nuovo!) e la tappa per raggiungere il primo villaggio all’interno del Cirque di Mafate è ancora lunga (foto 73, 86).  Quando arriviamo in fondo al canyon di Galets oramai si sta facendo buio.

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Nel canyon sembrano non esserci abitazioni e per un lungo tratto non incontriamo nessuno. Quando ormai siamo rassegnati a dormire all’aperto troviamo un paio di baracche con alcune persone (una famiglia creola con amici) che si ritrovano il sabato sera per fare festa. Gli chiediamo ospitalità e questi, senza volere nulla in cambio, ci offrono un buon piatto di riso ed un riparo (ospitalità Reunionese!). La festa proseguirà fino alle prime ore del mattino, ma noi andiamo a dormire relativamente presto considerato che l’indomani ci aspetta una ennesima tappa impegnativa. Non senza, però, aver assaggiato il rhum tipico dell’isola, ed aver ballato al ritmo della musica creola (foto 92).

 

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Note:

- il clima è tropicale e molto piovoso, ma con notevoli differenze tra la costa orientale sopravento, dove il clima è più umido, e la costa occidentale sottovento, relativamente più secca, e con variazioni in funzione dell’altitudine. L’inverno australe è la stagione “secca” e quindi migliore per fare escursioni (ma anche in questo periodo è raro che non piova per parte della giornata). In questo periodo, la temperatura è gradevole in montagna e simile a quella che troviamo in estate sulle Alpi.

- i sentieri sono spesso lunghi e faticosi a causa dei grandi dislivelli e possono risultare impegnativi, soprattutto quando piove e diventano fangosi. Nell’area dei circhi alcuni tratti di sentiero sono esposti. Il sud sauvage è caratterizzato da grandi spazi e dalla scarsità di punti di appoggio e paesi.

- pernottamenti: in gites d’etape (alcune relativamente confortevoli altre più spartane) o rifugi montani. Quasi tutte offrono servizio di mezza pensione ma in alcuni casi occorre prenotare con anticipo. Il piatto tipico proposto è riso con pollo e lenticchie.

Per maggiori informazioni sui percorsi escursionistici si suggerisce di consultare:

  • “L'Île de la Réunion”, edizioni FFRandonnée;
  • cartine topografiche IGN 1:25.000 (4402RT Cirques de Mafate et de Salazie - 4406RT Piton de la Fournaise);
  • Siti internet: http://www.reunion.fr/.
  • Tour operator italiani che propongono viaggi alla Reunion:  Kailas (www.kailas.it)

 

Su richiesta, l’autore è disponibile per proiezioni fotografiche. Contatti su  (www.montagnesenzafrontiere.blogspot.it).

 

Buon viaggio. Simone Guidetti

 

Clicca qui, per vedere la slidegallery completa del viaggio.

 

 

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