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La mia prima tavola

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08/09/2017 21:28 - 08/09/2017 21:31 #3655 da daino
La mia prima tavola è stato creato da daino
Dopo avervi disturbato a sufficienza con domande e richieste di consigli, ho deciso di procedere nell'acquisto della mia prima tavola, che mi è appena arrivata, e che ho già posizionato sul tetto dell'auto per portarla a Viverone per le prima prove:



Mi sembra ancora in discrete condizioni, anche se i graffi non mancano.

Queste le misure:



Questa è la pinna da 48 che utilizzerò per le prime prove al lago:




Questa invece è la posizione attuale delle straps, che sono in condizioni pietose. Immagino dovrò spostarle nelle posizioni più interne e più avanzate possibile...



Così è come l'ho caricata e legata sul tetto dell'auto. Spero di non perderla al primo viaggio...
Si intravede anche il cappuccio nero, che però è presente solo nella parte superiore della tavola, mentre sotto con c'è. Quindi le mie paure che avrebbe potuto compromettere la "navigabilità" della tavola, erano infondate...
Ultima Modifica 08/09/2017 21:31 da daino.

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08/09/2017 21:35 #3657 da daino
Risposta da daino al topic La mia prima tavola

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08/09/2017 21:37 #3659 da ita4012
Risposta da ita4012 al topic La mia prima tavola
Vai e spacca!!! Tranquillo. Va tutto bene. La pinna è fin troppo lunga. Facci sapere:P

Fanatic Quad TE 87 2013, Tabou 3S 106 LTD 2013, Fanatic Skate TE 93 2014
Goya Banzai Pro X 5,7 e 5.3 2018, Ezzy Elite 4.7 2018,
Ezzy Elite 4.2 2018, Ezzy Elite 3.7 2016
Al360 Carbon slim 140-190; Al360 E3 Carbon 140-200

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09/09/2017 13:03 #3663 da Marco Q
Risposta da Marco Q al topic La mia prima tavola
Finalmente!
Bene (c'era da aspettarsi che la protezione fosse solo superiore, perché anche il precedente proprietario avrebbe avuto difficoltà nella navigazione se così non fosse), monta le straps più centrali e, poiché dici che sono un po' lise, abbi l'avvertenza di usare le meno usurate anteriormente (sono le più sollecitate, un po' per la posizione obliqua e anche perché le più utilizzate).
La pinna può andare più che bene per te per ora.
Un'ultima cosa: noto che hai messo i salsicciotti sul portasurf dell'auto (bravo!), se il percorso abituale che fai da casa al lago non prevede velocità autostradali, metti la tavola con la poppa in aventi con la coperta verso l'alto, così eviterai di "segare" con le cinghie il bordo inferiore (più affilato) della tavola. Almeno finché non avrai una sacca (ma con questa tavola io non farei la spesa, se proprio non t'avanzano).
Jump in and sail!
Ciao

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11/09/2017 19:56 #3673 da daino
Risposta da daino al topic La mia prima tavola
Maaah, "bravo che non hai messo i salcissiotti" era ironico oppure no?!?

Al momento non ho più intenzione di trasportarla per parecchio tempo, ma di allenarmi al lago fino a questa primavera, forse...
Però in cuor mio non vedevo l'ora di mettere i salsicciotti, e pure di marca!
Intanto limiterebbero la rumorosità della barre senza carico, ma soprattutto perchè in vacanza in puglia le ho trovate di una utilità sociale impagabile! Mi spiego. Per tutta la vacanza, girovagando sulla litoranea, ho sempre fatto credere alla famiglia che una spiaggia valeva l'altra, ma ho sempre di nascosto condizionato la loro scelta non guardando le spiagge scelte, ma guardando se una delle vetture parcheggiate aveva sulle barre un paio di salsicciotti dakine, neilpride, piuttosto che jp. Capisciammè!!!

Che dire, la definizione "amore a prima vista" è la più indicata. Mi sono subito trovato molto bene. La mia sensazione è che sia molto rapida e reattiva, nel bene e nel male, cioè oscilla velocemente ad ogni mio movimento ma altrettanto velocemente si ferma e torna stabile. Non ero mai stato così sciolto, comodo e sicuro. Ho avuto il sentore di aver acquistato in un attimo quello che nel mondo nautico si chiama "piede marino". Cioè, invece di sperare che stesse stabile e ferma, mi ha subito insegnato a prevedere cosa avrebbe fatto la tavola ad ogni movimento di un piede, e quindi dove aspettarmi di trovare la tavola spostando anche l'altro piede...
A virare e strambare non mi è sembrata un missile, ma c'è da dire che il vento è stato veramente poco (quattro o cinque accelerazioni in un giorno e, forse una planata di numero, ma forse), e con la vela non ho voluto esagerare dato che era la prima volta su quella tavola e praticamente la mia prima volta senza deriva.

Per ordine, la pinna:



Questo è lo scalino che si crea dopo il montaggio, sto parlando di 1mm verso prua e 2mm verso poppa. Secondo voi è trascurabile o posso fare qualcosa?

Piede d'albero, con prolunga che non ho usato perchè l'albero di alluminio credo da 420 che avevo a disposizione era sufficiente da solo per la gaastra 5.8 che ho armato



Ho provato sia in quella posizione intermedia che in posizione tutta avanzata (in quanto avevo la sensazione che ad ogni piccola raffica, provando ad indietreggiare sulla tavola, la stessa fosse troppo orziera...) ma sinceramente ho capito veramente poco, per cui credo che continuerò a provare nella posizione intermedia)

P.s. ho scoperto solo dopo aver "scuffiato" la tavola un paio di volte, che quella vite davanti al piede d'albero andava chiusa. Spero di non aver fatto danni.

Segue...
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11/09/2017 21:26 #3677 da Marco Q
Risposta da Marco Q al topic La mia prima tavola
Cazzo! In una giornata di sole metti la tavola con la carena in alto appoggiata per terra dalla poppa e con la prua alzata a 45 gradi (cavalletto o muretto) rimuovendo completamente la vite della valvola (certe cose chiedile PRIMA di andare in acqua, non dopo!); la vite va tenuta chiusa (dovrebbe esserci un o-ring) senza forzare, andrebbe aperta (mezzo giro) per fare uscire l'aria surriscaldata dopo che è stata al sole o dopo l'uso in estate. Speriamo che abbia bevuto poco (sappi che io non la apro quasi mai, se non quando la tengo in macchina per ore d'estate).
Leggi bene, approvo l'acquisto dei salsicciotti.
La non perfetta aderenza dell'attacco della pinna alla scassa è abbastanza normale (quando farai regate slalomrace te ne preoccuperai), al tuo livello non avverti nulla, nemmeno quando planerai (ti consiglio di cambiare la vite della pinna con una con testa a brugola, 5 solitamente, è più facile tirarla e non si usura; inox naturalmente).
Le sensazioni di stabilità che ne trai sono dovute all'azione combinata di larghezza, volume, shape; non devi dimenticare che queste tavole sono concepite per planare almeno al 70%, il dislocamento è previsto (non necessitano di deriva) ma non privilegiato, perciò forse ti sembra un po' lenta.
Deduco dalla foto del piede con prolunga che non hai visitato i siti che ti consigliai. Il tipo che hai risale ai miei primi anni di pratica col vento forte (1986/87, che vuoi che siano 3 decadi!). Non conosco il tuo lago, ma sul mio saresti avvertito di non uscire con un accrocchio simile neanche con vento medio. Lì i pezzi sono 3: la placchetta di plastica che si avvita nella scassa, lo snodo elastico (gergo: Boge) e la prolunga d'alluminio con rinvii e strozzascotte (di diametro adeguato all'albero utilizzato); oggi: 2 pezzi molto più robusti, soprattutto la parte con lo snodo; un pezzo che va avvitato alla scassa comprensivo anche di snodo (robusto, non deformabile in navigazione e di facile sostituzione della parte flessibile, la più usurabile, anche in spiaggia) e di attacco con blocco a molla per la prolunga (comprensiva di rinvii e strozzascotte adeguata al diametro dell'albero). Il tutto risulta più robusto, più rigido (qualunque cosa anticipi la planata è accolta con entusiasmo!) e di facile utilizzo.
Dai un occhio ai siti per capire meglio.
E chiedi con anticipo.
Ciao

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11/09/2017 21:49 #3678 da Marco Q
Risposta da Marco Q al topic La mia prima tavola
Andatura: più il piede d'albero è avanzato più la planata è anticipata, la bolina facilitata, le straorzate smorzate; contro: velocità di punta ridotta (poco considerato), strambata/virata più ampia (finché non avrai dimestichezza con le onde, ininfluente).
Se riesci a recuperare con il piede d'albero avanzato ti consiglierei di tenerlo lì.

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13/09/2017 20:03 #3692 da daino
Risposta da daino al topic La mia prima tavola
Grazie dei consigli.
Ti giuro che i siti li ho guardati e li sto guardando tutt'ora. Secondo me non ci sono sufficienti informazioni per capire quali caratteristiche sono condizionate dalla tavola o dal rig, e quali invece mi posso permettere di scegliere. Placchetta, snodo, rinvii e prolunga, mi sono stati consegnati con la tavola, e mi hanno permesso di uscire subito con i rig del circolo.
Speravo di potermi dedicare subito alla ricerca di un rig personale ideale per le ariette di Viverone, ma se, sia per questioni di efficienza che di sicurezza, urge mi occupi di migliorare anche base e snodo, lo farò volentieri.
Nella base in foto, da me utilizzata, la parte con i rinvii e strozzascotte si separa dalla prolunga in alluminio, tanto che io la prolunga non l'ho utilizzata perchè la vela da me armata non lo richiedeva. Non credo sia rilevante, ma i pezzi diventano quattro, no?
Altra cosa: appena ho visto lo snodo qualche perplessità mi è venuta: negli snodi mistral del circolo c'erano le due cinghie di tela, in questo no. Immagino sia cosa che mi deve preoccupare, vero?
Altro esempio: da qualche ora c'è un annuncio di una base di questo tipo:



Potrebbe andare meglio?

Posizione della base dell'albero: a naso avrei detto il contrario. Spostando più a prua il centro velico rispetto al centro di deriva pensavo di rendere la tavola più poggera e non più orziera. Forse spostando la base più a prua inclino di più la vela verso poppa?
Effettivamente al mattino mi ssembrava di avere più facilità ad orzare per tornare al circolo. Mentre al pomeriggio, dopo aver spostato la base dell'albero verso poppa, ho fatto più fatica...

Straps: al momento la situazione è questa



cioè nella posizione più avanzata e centrale possibile. I passanti hanno commentato dicendo che in quella posizione non servono a nulla. Cioè quando sarà il caso di usarle, mi serviranno fin da subito in posizione leggermente più arretrata e laterale. Procedo?

Grazie alla mia perseveranza, pare che l'attività di windsurf, che non veniva più praticata da una decina di anni al lago, stia per diventare l'attività più diffusa...
Morale urge rig personale perchè per quanto riguarda i rig del circolo inizia ad esserci coda per usarli...

Credevo che la prima questione da dipanare fosse se procurarmi albero e boma rdm oppure sdm. Ho appena letto qualcosa riguardo agli alberi consigliati per ogni vela, al selector qualcosa, al waterwind selector, all'imcs, alla percentuale di carbonio, ai constant e ai top.
A parte la confusione totale, immagino che la prima cosa da scegliere invece sia la vela, può essere?

Allora, con quale vela devo cominciare? Immagino che nella scelta debba tenere conto sia della situazione di vento principale, ovvero ariette, che delle vecchie vele già a disposizone del circolo.
Se volete faccio un riassunto delle vele disponibili. Si è appena aggiunta una vela tribord 5.2 nuova di pacca.
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13/09/2017 21:58 #3693 da Marco Q
Risposta da Marco Q al topic La mia prima tavola
Qui si scrive un'enciclopedia...
Piede d'albero: quello in foto è attuale, robusto, rigido e di facile sostituzione dello snodo e universale (a patto di avere una prolunga SDM/rdm compatibile - di facile reperibilità).
Albero: meglio rdm, misura (considerato i venti del tuo homespot) 450/460.
Straps: anteriori ok per cominciare (i perplessi o sono già avvezzi oppure parlano affidandosi alle immagini dei cataloghi), posteriori da spostare verso poppa di 3/4 posizioni (considerando la tua statura e quindi il passo).
Andatura: cerchiamo di capirci; più orziera (facile all'orzata) o più boliniera (che stringe qualche grado in più)? Più orziera: avvicinando i due centri di equilibrio verso poppa (il centro di deriva è fisso) la tavola è più manovrabile, sia all'orza che alla poggia; più boliniera: allontanando i centri la tavola è più stabile direzionalmente (soprattutto in planata), più superficie bagnata e più bordo mordente perciò più facile risalire il vento (il lato sopravento fa da "pinna" ancora di più) a scapito della manovrabilità (al tuo livello non te ne accorgi neppure) e della velocità di punta (l'importante è planare!).
Alberi: lascia stare il mast selector; gli alberi sono costruiti al contrario della fisica: più sono lunghi più sono rigidi (non si può modificare e, per ora tutti i produttori si adeguano; tipo di curvatura: Constant Curve (più diffusa e più adattabile ai vari marchi, da preferire), flextop (molto meno diffusa), hardtop (ormai rara); tutto ciò separato da misura e diametro (ancora più confuso eh? La conoscenza è una maledizione, in ogni campo). Altro? Percentuale carbonio: da 35 a 100% (per te max 80%, oltre fragilità e costi alti; ideale acquisto ora: 60/70%. Sempre peggio? Adesso pedala!).
Vela? Tipo freeride/freerace no camber (induttori di profilo: scordali, roba da regata), max 7,5 (oltre solo peso e complicazioni); perché: ti consente di planare appeso al trapezio (altro accessorio importantissimo, altro post: cercalo qui) e quindi di progredire nel consumo della più potente droga conosciuta: l'ADRENALINA!
Mi sento un po' stanco...
Ciao
Ps: ricordi il budget che prospettavo?

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14/09/2017 19:25 #3695 da daino
Risposta da daino al topic La mia prima tavola
Al contrario, sei stato chiarissimo!!!
L'ultima volta che ho usato l'albero in carbonio (prima delle lezioni) da 460 con la 7.5 due camber, non mi ha lasciato un ricordo felicissimo. Mi sono fatto trovare leggermente sovrainvelato per il vento che è arrivato. E mi è dispiaciuto molto, perchè ho già capito che se voglio correre nel mio homespot devo per forza imparare a gestire roba grossa.
Sono ben felice quindi di scoprire che un rig rdm per me sia adatto, e anche che posso spingermi da subito su una 7.5. Oppure magari per non rischiare di esagerare resto su 7 o 7.1? La 7 richiede sempre il 460, oppure è sufficiente un 430 con prolunga?
Ma nel marasma di tutte le vele in vendita nei mercatini, oltre alla superficie, c'è qualcosa che mi fa subito intuire di avere davanti una vela freeride/freerace? Che so, il numero delle stecche, piuttosto che quali stecche sono parallele fra loro e quali no, piuttosto che la forma generale? Oppure marche o modelli particolari?
Quel piede d'albero è già quasi mio. Una prolunga rdm invece ancora non ce l'ho...
Per quanto riguarda il boma, immagino che debba essere specifico per l'albero rdm oppure avere una riduzione. Ma il suo diametro è indipendente dal diametro dell'albero? Quale scelgo? (a parte che di boma ce ne sono in abbondanza al circolo, potrei vedere se uno è compatibile con la vela che sceglierò)

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