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Incidente

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24 Nov 2019 20:55 #8530 by Paolol
Incidente was created by Paolol
Ciao a tutti. Vi racconto l'incidente grave che mi è accaduto sabato al lago di Albano. Sono ancora scosso e ho in testa mille pensieri.
Vento forte faccio l'ultimo bordo per tornare verso l'auto. Catapulta mi ritrovo sotto la vela e non riesco ad uscire prendo il gancio ed è libero. Provo ad andare da un lato e non riesco provo da lato opposto niente. Sono impigliato panico sclalcio provo a spingere sulla vela per trovare aria niente. Cerco di resistere mi dico in testa di non mollare agito le braccia sotto la vela. Penso ormai è finita e perdo i sensi.
Mi sveglio disteso sulla spiaggia sento un "....ce la fa si sta riprendendo". Apro gli occhi diversi rider intorno e due vigili urbani. Biascicò qualcosa non mi escono le parole. Poi piano pia mi riprendo. Chiedo cosa è successo. Mi dicono che hanno visto le mie mani ma non riuscivano a tirarmi fuori hanno sfondato la vela per recuperarmi. Mi hanno detto che ero finito tra vela e boma e avevo il boma incastrato sulla fascia del trapezio dietro la schiena. Questo il motivo per cui non riuscivo a venirne fuori.
Arriva anche l'ambulanza qualche controllo e firmo per non andare con loro. Tutti si prodigano per recuperare il materiale e portarlo all'auto.
Sono vivo grazie a quegli angeli che erano intorno a me. Purtroppo frastornato li ho ringraziati ma non ho i loro nomi.
In testa ho tante troppo cose. Non so se risaliro' sulla tavola. Francamente è l'ultima cosa ora. Anche perché alla prossima catapulta potrebbe accadere di nuovo e se non c'è nessuno o nessuno si accorge ?
Tutti a dirmi sei sta sfigato ecc.. Ok il mio anno di windsurf è stato un cumulo di sfighe ma lasciarci la pelle no.
La cosa è andata anche sulla stampa locale per fortuna senza il mio nome

www.castellinotizie.it/2019/11/23/castel...go-soccorso-dal-118/
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24 Nov 2019 21:28 - 24 Nov 2019 21:29 #8531 by pepwind
Replied by pepwind on topic Incidente
Caro Paolo, trovare le parole in queste situazioni non è facile. Ho scalato montagne per 35 anni e mi sono trovato in situazioni estreme in varie occasioni ma non ho mai smesso perché qualcosa mi attirava sempre in quella direzione verso l’alto. Nel 2015 sono salito su una tavola e da allora non tocco più la roccia ....

Questo per dire cosa ? Che il karma sa il fatto suo. Non era la tua ora. Un giorno arriverà ma non dipenderà ne dal Windsurf ne dal fatto che guidi o che attraversi una strada per prendere il pane oppure la vecchia ti spegne come una candela.

Tu goditi la vita ....
Last edit: 24 Nov 2019 21:29 by pepwind.
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24 Nov 2019 21:55 #8532 by Paolol
Replied by Paolol on topic Incidente
Come ho detto non sono lucido. Penso a mille cose a quello che forse avrei potuto fare ma con il senno di poi. Ma non mi lascia il terrore di non respirare di sentire l'acqua nei polmoni che ancora mi bruciano di dire addio a mia figlia, a mia moglie ai miei genitori. Di scusarmi con loro.
Di non avere un semplice coltellino con cui aprire la vela e respirare e se invece fosse accaduto a testa in giù non me ne facevo niente del coltellino e non avrei nemmeno agitare le braccia.

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24 Nov 2019 23:08 - 25 Nov 2019 09:16 #8537 by ita4012
Replied by ita4012 on topic Incidente
Ciao Paolo. Innanzitutto, mi dispiace molto per quanto ti è accaduto. Sicuramente, il windsurf deve essere un divertimento, uno svago, e non dovrebbe mai trasformarsi in un momento che procura terrore, o una tragedia.

Non sono qui a provare a convincerti a risalire sulla tavola. Non è il momento, e non sono io, non siamo noi a doverlo/poterlo fare. E' una decisione tua, anche se, mi viene da dire, che se farai passare troppo tempo, non lo farai più. E' vero poi che corriamo, tutti i giorni, pericoli anche maggiori: basta pensare a quello che ci può succedere quando saliamo in macchina.

Voglio piuttosto analizzare il fatto da un punto di vista tecnico.

Devo dire che è la prima volta che sento di un fatto del genere. Sto anche cercando di immaginare mentalmente come possa essere avvenuta la catapulta, per essere finito in quella situazione. Forse ti sei incastrato tra boma e vela durante il volo in avanti, sei finito sopra la vela, e poi questa si è girata. Boh....

Anni fa, al lago di Garda, ho provato qualcosa di simile, ma non di così tremendo. La GoPro sul casco, dopo una caduta in cui finii sotto la vela, mi si incastrò nella cima di recupero, e non riuscivo a tirare fuori la testa da sotto la vela. Trattenni il respiro, ma rimasi anche lucido, capii cosa era successo, e, per liberarmi, invece di cercare di andare verso l'alto, andai più in profondità e la GoPro si liberò dalla cima. Una volta in salvo, pensai: "ma dimmi tu se si può rischiare di crepare in un modo così cretino....". Da, allora, anche se non la amo, uso ancora ogni tanto la GoPro sul casco....
Un'altra volta, sempre al Garda, avendo fatto una colazione troppo leggera, e forse anche una nottata quasi insonne, mi ritrovai con il Peler in mezzo al lago, dopo mezz'ora di uscita, che mi girava talmente tanto la testa che non riuscivo a stare in piedi sulla tavola. Tornai a nuoto...
A Noli, con tramontana forte che in certe zone dello spot porta al largo, qualche anno fa, mi si smontò il piede d'albero, e mi ritrovai in mezzo al mare, con tavola da una parte e rig dall'altra. Nuotai per 1,5 km, e raggiunsi la riva (anche all'ora erano usciti i vigili urbani e la capitaneria, ed i miei amici si erano messi a cercarmi).
In Sardegna, quando ero ancora alle prime

Da questi episodi (ma molti surfisti te ne potrebbero raccontare altri analoghi), ho imparato che bisogna sempre prendersi un margine, avere una sana paura, conoscere i propri limiti, e non sfidarli troppo, quando, ragionando lucidamente, ci si rende conto che potremmo farci male, o anche solo spaccare facilmente l'attrezzatura. Soprattutto sul fatto di prendersi un margine, sono molto attento, e rimprovero quelli che sono sullo spot con me che non lo fanno (a qualcuno fischieranno le orecchie). Chi non si prende un margine, prima o poi, può finire male.
Ad esempio, con vento forte o mare grosso, metto sempre il casco. Fino a qualche tempo fa, mettevo anche un giubbotto salvagente quando le condizioni erano più serie. Se il vento porta al largo, devo avere fondale basso, o un lembo di terra che mi può intercettare prima. Controllo e sostituisco l'attrezzatura usurabile periodicamente. Non esco con l'acqua gelida, o nel caso, solo in presenza di molti altri riders in acqua, e stando vicino a riva. Ecc, ecc...

Quando le onde mi frullano, nelle sessioni wave, il rischio di venire colpito dall'attrezzatura c'è, ma, oltre ad indossare il casco, se le onde sono notevoli, ho imparato a posizionarmi in modo che ciò difficilmente possa accadermi. A gennaio, tornerò in Sud Africa, pronto a rotolare tra le onde, ma anche consapevole, che in certi spot, con onde oltre una certa misura, non potrò uscire.

Non azzero i pericoli, ma cerco di prevenire i rischi. Il windsurf è meno pericoloso del kitesurf (sport nel quale gli infortuni, ahimè talora anche mortali, sono più frequenti), ma, ovviamente, non è esente da rischi.

Ieri, è stata solo sfortuna? Le condizioni erano alla tua portata? Ho visto un post su Facebook di Dino Almonac, che parlava di vento molto forte - 40 nodi - sul lago di Castel Gandolfo. Avevi una vela troppo grossa? Avevi un giubbotto salvagente (forse, ti avrebbe evitato di incastrarti tra vela e boma).

A mente fredda, ragiona bene su ciò che è successo e sulle precauzioni che prendi quando vai in windsurf.

Intanto, pensa a riprenderti fisicamente, e psicologicamente. Lo spavento ti rimarrà nella testa per un po' (ed è un salutare meccanismo di autodifesa). Anche perchè la sensazione di non respirare è tra le più brutte che si possa sperimentare.

Chiudo con un pensiero di ammirazione per quelli che ti hanno aiutato e salvato. Ho trovato tanti (anche tra i kiters), che, quando mi hanno visto anche solo rifiatare in acqua prima di rifare una waterstart per ripartire, mi sono passati vicino per chiedermi se tutto fosse ok. Nel windsurf, la solidarietà ed il cameratismo esistono, ma non sono scontati.


Un abbraccio. Fabio

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Tabou Da Curve 80 e Pocket 94 2016, Tabou 3S 106 LTD 2015, Fanatic Skate TE 93 2014,
Goya Banzai X Pro 5.7 2019, Ezzy Elite 5.3 2019, Goya Guru 4.7 X Pro 2020, Elite 4.2 2017, Elite 3.7 2016
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Last edit: 25 Nov 2019 09:16 by ita4012.
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25 Nov 2019 07:18 #8539 by Brienno
Replied by Brienno on topic Incidente
Ciao Paolo, leggere il tuo post mi ha fatto riflettere. Pensare a tutti i modi in cui le cose possono andare male è completamente diverso dal viverle realmente come è capitato a te, quindi capisco la tua decisione attuale di prenderti una pausa. Inoltre venire salvato all’ultimo secondo e in condizioni così estreme mi sembra un vero miracolo. Sono contento che tu possa raccontare qui di persona la tua esperienza: grazie di averlo fatto.
Ora prenditi tutto il tempo che ti serve per valutare se proseguire con questo sport, e se deciderai di lasciarlo non c’è nulla di biasimevole. Ci sono troppe cose più importanti nella vita.
In bocca al lupo per una completa guarigione (anche spirituale).
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25 Nov 2019 12:47 - 25 Nov 2019 12:53 #8546 by Paolol
Replied by Paolol on topic Incidente

ita4012 wrote: ....

Voglio piuttosto analizzare il fatto da un punto di vista tecnico.

Devo dire che è la prima volta che sento di un fatto del genere. Sto anche cercando di immaginare mentalmente come possa essere avvenuta la catapulta, per essere finito in quella situazione. Forse ti sei incastrato tra boma e vela durante il volo in avanti, sei finito sopra la vela, e poi questa si è girata. Boh....

...

Da questi episodi (ma molti surfisti te ne potrebbero raccontare altri analoghi), ho imparato che bisogna sempre prendersi un margine, avere una sana paura, conoscere i propri limiti, e non sfidarli troppo, quando, ragionando lucidamente, ci si rende conto che potremmo farci male, o anche solo spaccare facilmente l'attrezzatura. Soprattutto sul fatto di prendersi un margine, sono molto attento, e rimprovero quelli che sono sullo spot con me che non lo fanno (a qualcuno fischieranno le orecchie). Chi non si prende un margine, prima o poi, può finire male.
Ad esempio, con vento forte o mare grosso, metto sempre il casco. Fino a qualche tempo fa, mettevo anche un giubbotto salvagente quando le condizioni erano più serie. Se il vento porta al largo, devo avere fondale basso, o un lembo di terra che mi può intercettare prima. Controllo e sostituisco l'attrezzatura usurabile periodicamente. Non esco con l'acqua gelida, o nel caso, solo in presenza di molti altri riders in acqua, e stando vicino a riva. Ecc, ecc...

...

Non azzero i pericoli, ma cerco di prevenire i rischi. Il windsurf è meno pericoloso del kitesurf (sport nel quale gli infortuni, ahimè talora anche mortali, sono più frequenti), ma, ovviamente, non è esente da rischi.

Ieri, è stata solo sfortuna? Le condizioni erano alla tua portata? Ho visto un post su Facebook di Dino Almonac, che parlava di vento molto forte - 40 nodi - sul lago di Castel Gandolfo. Avevi una vela troppo grossa? Avevi un giubbotto salvagente (forse, ti avrebbe evitato di incastrarti tra vela e boma).

A mente fredda, ragiona bene su ciò che è successo e sulle precauzioni che prendi quando vai in windsurf.

Intanto, pensa a riprenderti fisicamente, e psicologicamente. Lo spavento ti rimarrà nella testa per un po' (ed è un salutare meccanismo di autodifesa). Anche perchè la sensazione di non respirare è tra le più brutte che si possa sperimentare.

Chiudo con un pensiero di ammirazione per quelli che ti hanno aiutato e salvato. Ho trovato tanti (anche tra i kiters), che, quando mi hanno visto anche solo rifiatare in acqua prima di rifare una waterstart per ripartire, mi sono passati vicino per chiedermi se tutto fosse ok. Nel windsurf, la solidarietà ed il cameratismo esistono, ma non sono scontati.


Un abbraccio. Fabio


Grazie Fabio. Rispondo alle tue domande sull'accaduto:

Allora io credo, perchè non lo ricordo nitidamente, di aver fatto (o aver tentato di fare) quello che si consiglia, nella catapulta, chiudere la mano di vela in modo che il rig ruoti via.
Probabilmente con questa chiusura mi sono sganciato in volo, ho perso il boma dalle mani e sono volato ormai ruotato di spalle verso l'alto, sganciato, sotto la vela ma sopra il boma fino ad incastrarmi con il boma tra fascia posteriore e schiena.

Per quanto riguarda il non superare i propri limiti considera che mi si rimprovera spesso di esser troppo cauto.
Le condizioni erano di vento forte come ti ha segnalato il tuo amico. Io avevo la mia prima vela 5.4 "straccio" tutta rattoppata. Per cautela appena arrivato sono andato dagli altri che avevano tavole sotto i 90lt a chiedere. Ovviamente la mia 5.4 era grande loro avevano 4.2. Uno addirittura voleva prestarmi la sua 5.0. Ma ho pensato che una 5.4 malandata equivale ad una 5.0.
Ho armato al massimo di caricabasso e bugna l'ho fatta diventare una lama.
Poi sempre per cautela e su loro consiglio non andavo in mezzo ma restavo sotto riva. Inoltre chi conosceva il posto mi ha segnalato una boa dicendomi di non superarla perchè oltre quella non si controllava. Infatti io vedevo chi andava oltre la boa volava con la tavola fuori dall'acqua. Inotltre cadendo oltre quella boa bisognava saper fare la waterstart. Non era possibile la beach start con vento contro. Aggiungeva "...se finisci la ti conviene andare a riva, anche nel canneto, smonti tutto e torni a piedi..."
Al primo bordo non sono riuscito a combinare nulla poi ho spostato il piede da avanti al centro per diminuire di potenza e sono riuscito ad andare. Sempre in controllo di bolina larga, agganciato, braccio di prua piegato, sguardo sopravento, pronto a togliere, tirandolo a me e sottovento, l'albero al vento. Con questa potenza era inutile aprire la vela.
In questo modo sono riuscito ad andare e anche, sorprendentemente, a fare diverse virate. Stavo sotto riva oltre che per i consigli anche perchè recuperare con la cima era impossibile. Il vento schiacciava e non c'era modo di tirarla. Quindi quando si cadeva, quelli come me che non avevano la water start, si avvicinavano a riva e beach start senza fare sforzi sovrumani.
Tra l'altro, sempre per il principio di cautela, viste le previsioni avevo abbandonato l'idea del mare e già venerdì sera ero andato a prendere la roba con l'intenzione di uscire al lago dove, almeno, non ci sarebbero state onde.
Questa fa il paio con quanto mi successe una ventina di anni fa quando cambiai strada per evitarne una troppo frequentata dai camion e...puntualmente ebbi un incidente con auto distrutta da un camion ovviamente.
Non avevo salvagente. Possiedo una impact vest e non so se, indossandola, avrebbe impedito l'incastro o peggiorato.
Scrivo tutto questo per cercare di capire. Non mi sembra di aver azzardato. Chi andava era in mezzo al lago, io insieme ad altri ero più sotto riva. Sfruttavo solo una metà e mi tenevo a distanza dalla boa "punto di non ritorno".
Non credo di aver rischiato e preso la bastonata. Fosse così in un certo senso mi rincuorerebbe.
Invece non mi do pace dal fatto che con una catapulta "sfortunata" si rischia la pelle.
Forse, da neofita, c'è ancora da fare in sicurezza nei materiali ? Forse un trapezio che si apra completamente con un pulsante ? Utile anche nel caso in cui la cima si arrotoli intorno al gancio. Quegli anelli in plastica per regolare le lunghezze delle cime siamo sicuri che in un caso sfortunato non si vadano ad infilare nel gancio del trapezio ?
Avere un coltellino/punteruolo messo come un orologio potrebbe essere vitale nei casi come i miei ma utile anche in caso di impiglio con reti da pesca, funi del kite,....
Last edit: 25 Nov 2019 12:53 by Paolol.

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25 Nov 2019 13:29 #8547 by bxr
Replied by bxr on topic Incidente
credo che in questi casi devi fare passare un pò di tempo.
Pensare se tornare o meno al windsurf ora è deleterio... è come una ferita... ora devi aspettare un pò.
Sei un padre di famiglia e sicuramente hai un peso di responsabilità maggiore, ma da appassionato il mio augurio è che tu possa tornare a divertirti con il nostro amato giocattolo
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25 Nov 2019 13:40 #8548 by Offline
Replied by Offline on topic Incidente
Ciao Paolo,
mi spiace tanto per il tuo incidente, sono però contento che tu possa raccontarlo. Nessuno può dirti se avrai ancora voglia di fare windsurf, questa risposta spetta solo a te. Purtroppo lo sport come il resto della vita è fatto anche di incidenti e brutte sorprese; qualcuno diceva “l'esperienza insegna” fare tesoro del vissuto a mio avviso è ciò che non vanifica le disavventure.
Dai tempo al tempo e vedrai che resterà solo un ricordo.

Approfitto dell'incidente avvenuto a Paolo per riallacciarmi al discorso di Fabio e qui mi rivolgo a tanti di noi che amano questo sport, il mare è sempre più forte di noi, questo non va scordato.
Mi definisco un nofita, tecnicamente sono molto scarso, ma nel bene o nel male sono quasi 20 anni che provo a fare vela. Ho sentito e visto tanta gente prendere sotto gamba le condizioni atmosferiche e sfidare gli elementi sperando che vada bene. Ha ragione Fabio bisogna essere in grado di prevedere di avere accortezza.

Fino a pochi anni fa ero così anch'io, avventato! E' capitato anche a me di restare sott'acqua impigliato alla cima di recupero, e tanti altri incidenti che non sto qui a raccontarvi. Nel mio caso azzardavo per ignoranza; uscivo quando forse per me era meglio stare a riva, con attrezzatura inadeguata, ignoravo i pericoli perché semplicemente non ci pensavo. Fortunatamente mi è andata sempre bene. La consapevolezza nel mio caso è giunta quando ho deciso di fare vela d'altura e li mi si è aperto un mondo. L'errore in mare aperto ti costa la vita nella maggior parte dei casi, nulla può essere lasciato al caso. Fra le dotazioni di sicurezza personali c'è anche un coltello, serve per tagliare le cime che se incattivite possono generare seri problemi. Non è poi cosi raro non riuscire più a divincolarsi per colpa di una cima incattivita, avere la possibilità di tagliare velocemente può fare la differenza, un po' come nel caso di Paolo. Questo ci deve fare riflelttere, poteva capitare a chiunque di noi!

Non voglio criticare o giudicare, non pretendo di insegnare niente a nessuno. Per me il windsurf è adrenalina..... ma la vita è una sola! Godiamocela praticando lo sport che tanto ci piace ma con testa e consapevolezza, pur sapendo che il rischio zero non esiste. Abbiate paura e quando è il caso tiratevi indietro. Nei porti spesso si sente dire che “il bravo marinaio non è quello che affronta la tempesta indenne, è quello che la tempesta la evita!”
Buon vento a tutti, un caro saluto,
Marco
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25 Nov 2019 15:11 - 25 Nov 2019 16:56 #8549 by ita4012
Replied by ita4012 on topic Incidente
Dunque, Paolo, invece, da quello che scrivi, sono francamente più propenso a credere che hai azzardato un'uscita che non era ancora alla tua portata, in relazione al tuo livello.

La dinamica della catapulta non mi è ancora del tutto chiara, ma questo conta relativamente. Io, quando vado in catapulta (per fortuna poco ormai), penso a salvare l'attrezzatura, e, quindi, o chiudo con la mano di prua per cadere portando il rig sopra vento alla tavola (ed evitare di danneggiarla); ma così, puoi finire sotto la vela. Oppure, mi lascio andare dietro al rig, e faccio un bel tuffo sottovento alla tavola, dove finisce anche il rig, sempre con l'obiettivo di non danneggiare la prua della tavola. Quest'ultima tecnica, rispetto alla quale si possono fare anche prove di catapulta controllata, in condizioni tranquille, è più acrobatica, ma, tendenzialmente, meno rischiosa per il rider, a meno che non riesca nel singolare obiettivo di finire lui sulla prua della tavola....

Ma torniamo al punto. Secondo Dino Almonac, sabato il vento è arrivato a 40 nodi (a Castel Gandolfo, sul lago di Albano, dove eri tu). Diciamo che c'erano anche solo 30 nodi. Una 5,4, anche vecchia, in tali condizioni la può tenere solo uno bravo che pesa 90 kg, e con una "tavoletta", diciamo sui 90-100 litri (se pesa 90). E tra l'altro nel tuo ragionamento fai capire che hai pensato che smagrendola tantissimo avresti risolto il problema. Attenzione! Una vela stracazzata non diventa una vela adatta per gestire venti più forti, ma diventa una vela instabile, più nervosa, e quindi ancora più complicata per un neofita.

A questo ci aggiungiamo che la tua tavola (non ricordo esattamente il volume), era sicuramente grossa. Ciò vuol dire che opponeva molta resistenza allo scarroccio (immagino anche che la pinna usata fosse troppo lunga), e quindi trasformava la spinta della vela solo in velocità. Ergo, accelerazioni notevoli, come probabilmente quella che ti ha fatto partire in catapulta. Poi, magari quando non arrivava la raffica, riuscivi anche a bordeggiare, come scrivi. Ma negli altri frangenti non eri sempre in controllo.

Ovviamente, questi problemi, rendono indifferente il fatto che tu sia rimasto vicino a riva. Se fossi stato dove toccavi, magari saresti riuscito a liberarti da solo, una volta caduto, ma cadendo avresti anche potuto farti male, urtando il fondale.

La padronanza della waterstart non c'entra direttamente con quanto ti è successo, ma nel contesto generale dell'uscita, invece, sarebbe stata un elemento importante, perché, come ho detto, queste uscite si possono affrontare solo con attrezzatura più piccola, e quindi sapendo fare la waterstart.

Anch'io agli inizi, per inesperienza, mi sono ritrovato in condizioni troppo impegnative per il mio livello (a Villasimius, fui sorpreso con una 7 metri ed una 146 da 30 nodi di maestrale, e, senza saper fare la waterstart, stavo per finire sulla scogliera del porto). Ma ho imparato, tanto più quando ho iniziato ad uscire con condizioni impegnative, che gli elementi naturali sono molto più forti di noi, e vanno valutati con attenzione.

Qui, sul lago di Como, simili condizioni le abbiamo con vento di foehn da Nord. Agli inizi mi accontentavo dei 20 nodi al massimo, d'estate, del termico del pomeriggio. La prima volta che ho affrontato il Nord era il 2 giugno 2013: 25 nodi, 28 gradi, e sono uscito con una 146 ed una 4.7 (c'è ancora il report qui su waterwind). Quindi, condizioni ancora abbordabili. Poi, con gli anni, ho iniziato ad uscire con vento più forte, anche al di fuori del periodo estivo, ma con attrezzatura e capacità adeguate. Ma anche oggi, d'inverno, con acqua sotto i 10 gradi, vento sopra i 30 nodi, e temperatura percepita intorno allo zero non esco. Se in acqua mi faccio male, ed ho bisogno di nuotare rimanendo immerso a lungo? Che faccio? Una nuotata prolungata in acqua fredda, anche con una buona muta, può portare a disperdere calore, e perdere energie in breve tempo....

Quindi, in conclusione, sarai anche stato sfortunato a cadere come sei caduto, ma, secondo me, non hai mantenuto un margine di sicurezza adeguato, per inesperienza.

Quanto ai rimedi che indichi, brevemente, io uso cimette non regolabili, ed ho risolto. Per quanto riguarda un coltellino, si, può essere molto utile, soprattutto in spot frequentati da Kiters. Anche una cimetta da 3-4 mm di sicurezza, può fare comodo (es. per sostituire al volo, in acqua, una cima di bugna, se si rompe in acqua).

Riprenditi, ma riflettici.

Ciao. Fabio

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Last edit: 25 Nov 2019 16:56 by ita4012. Reason: sostituzione termine erroneo "fortunato" con "sfortunato"
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25 Nov 2019 16:01 #8551 by olivier
Replied by olivier on topic Incidente
Mamma mia che storia! E che sfiga!
Sei vivo e l'importante è quello. Ci credo che al momento l'idea di salire su una tavola ti lasci molto dubbioso.
Come tu possa essere rimasto incastrato tra la vela e il boma rimane per me quasi incomprensibile. Ti puoi consolare pensando che succederà 1 volta ogni 1.000.000 di cadute e quindi statisticamente per le prossime 999.999 volte sei già a posto. Hai già dato!:lol:
Le catapulte ti capitano spesso quando non sei ancora bello padrone della planata, ricordo che durante le prima planate ne facevo spesso. Negli ultimi 2/3 anni ricordo solo 1 catapulta perché ero veramente distratto e non guardavo neanche avanti.
Ricordo anche la paura che ho provato la prima volta che, dopo una catapulta, mi sono ritrovato sotto alla vela con il trapezio ancora nelle cimette che ovviamente mi impedivano di uscire, è bastato calmarsi, capire quale era l'impedimento, sganciarle e uscire….ma che paura.
Per te è stato, ovviamente, 1000 volte peggio.
Il coltello, nel tuo caso, credo che non ti sarebbe servito a nulla.
Io, che non sono certo un fuoriclasse, quando ci sono 40 nodi come un paio di settimane fa alla spiaggia d'oro di Imperia resto fuori dall'acqua e faccio foto a quelli bravi. Che è meglio!
Se gli altri avevano la 4,2 e tu la 5,4 eri grosso di vela e non di poco. E' il 30% in più….
Per il mio livello il vento giusto e divertente è dai 15 ai 25 nodi, dai 25 ai 30/32 inizio a faticare e sopra diventa una guerra...
Con questo non voglio certo farti delle critiche, voglio solo dire che, secondo me, le condizioni non erano certo facili.

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